Una ricerca nazionale descrive come vivono i ragazzi italiani tra i 12 e i 19 anni. Lo studio, curato da Laboratorio Adolescenza e Istituto di Ricerca IARD, con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria e della Società Italiana di Ginecologia dell’infanzia e dell’adolescenza, fotografa stili di vita, abitudini digitali e aspettative degli adolescenti. Il campione è composto da 3.160 studenti rappresentativi della popolazione italiana.

Adolescenti tra social e ricerca di follower
L’86,5% degli adolescenti pubblica foto o reel sui social e tra le ragazze la percentuale sale al 91%. Il 17,5% li posta con frequenza elevata, 21,3% tra le ragazze. L’obiettivo dichiarato è aumentare i follower, considerati indicatore di popolarità. Molti cercano di imitare i coetanei che ottengono prodotti gratuiti in cambio di contenuti pubblicitari. L’80% dichiara di copiare look, pettinature o atteggiamenti degli influencer, con un picco fino ai 17 anni e una riduzione dopo i 18. Tra i criteri per ottenere più follower emergono la capacità di creare reel virali e l’aspetto fisico, spingendo molti a modificare le proprie immagini con strumenti digitali.
Challenge online e rischi
Le sfide in rete destano allarme secondo gli esperti. Il 78% afferma di non volerle provare, ma il 13% le ha già sperimentate e il 9,5% intende ripeterle. Episodi recenti, come il decesso di un adolescente durante una challenge con maschera antigas, confermano il pericolo. Genitori e insegnanti spesso non consono nemmeno a conoscenza di un determinato fenomeno.
Paura per il futuro
Il 62,4% degli intervistati ha una visione negativa del futuro. Solo il 37% si dichiara fiducioso. Nel 2023 gli ottimisti erano quasi il 50%. La guerra è la preoccupazione principale per il 53,6%, seguita dal degrado ambientale (48,7%) e dalle catastrofi naturali (38%). Il rischio epidemie, che nel 2022 preoccupava l’84%, scende sotto il 25%.Le ragazze mostrano livelli di ansia più elevati rispetto ai maschi.
Sul piano geografico il 33,5% immagina di vivere in un altro Paese, il 33,1% in un’altra regione italiana, mentre solo il 32,9% prevede di restare nella propria area d’origine. Le ragazze sono più propense a lasciare la città natale.
Relazioni affettive e progetti
Tre quarti degli adolescenti pensano a un futuro con un rapporto stabile e figli, ma nel 2015 questa quota superava il 90%. Il 10% dei maschi e il 15% delle femmine immaginano la propria vita senza figli. L’8,2% si vede single, il 3% in coppia senza convivenza.
Intelligenza artificiale: più timori che fiducia
L’intelligenza artificiale suscita diffidenza. La maggioranza percepisce più rischi che vantaggi, con scetticismo marcato tra le ragazze. L’analisi dei ricercatori indica che le adolescenti, per maturità, valutano la tecnologia con maggiore cautela.
Consumi culturali limitati
Cinema (73,9%) e visite a mostre o musei (72,4%) restano le esperienze culturali più diffuse, spesso legate a uscite scolastiche. Tra le cause della scarsa partecipazione ad altre attività spicca una barriera economica, in particolare per concerti, eventi e viaggi all’estero.
Salute, prevenzione, ambiente e rapporto con i medici
Il 70% considera i social una fonte utile di informazioni sanitarie. Internet è il canale principale per temi legati a sessualità e contraccezione. Il 38% esprime un atteggiamento fatalista: “se devo ammalarmi, mi ammalerò”.
Il 55% vorrebbe spazi di dialogo riservato con il medico o pediatra, senza genitori, ma il 32,5% dichiara di non avere questa possibilità. Solo il 20–30% si sentirebbe a proprio agio nel parlare di fumo, alcol, cannabis o comportamento online, temendo che il medico informi i genitori. Eppure secondo la Società Italiana di Pediatria, il professionista potrebbe garantire riservatezza se non ritiene che il silenzio danneggi la salute del paziente.
Una preoccupazione costante restano i temi legati all’ambiente, come l’inquinamento e il cambiamento climatico. In generale, i ragazzi italiani cercano indipendenza, ma restano esposti a rischi digitali, paure e incertezze. I dati evidenziano secondo gli esperti la necessità di un dialogo tra famiglie, scuole e istituzioni per affrontare le nuove sfide dell’adolescenza.

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Le linee guida indicano come “moderato” un consumo massimo di una unità per le femmine e due per i maschi (una lattina di birra, un calice di vino o un bicchierino di liquore equivalgono a una unità). Oltre le sei unità si osservano riduzione dei riflessi e percezione alterata dello spazio. Tra le dieci e le tredici unità o più, i rischi aumentano in modo significativo: ipotermia, perdita di coscienza, vomito con possibile inalazione del materiale gastrico e ricovero in terapia intensiva per coma etilico.