HPV e Pap test: guida alla prevenzione del tumore alla cervice e non solo
Il Pap test e l’Hpv test sono gli esami principali per individuare alterazioni delle cellule del collo dell’utero prima che possano trasformarsi in tumore.Consentono di diagnosticare precocemente le lesioni precancerose e, se necessario, rimuoverle con trattamenti mirati. Il referto può presentare diversi esiti, ognuno con un preciso significato clinico e un percorso di approfondimento stabilito dai protocolli nazionali.

Papillomavirus (HPV) e tumori collegati
Il Papillomavirus (Hpv, Human Papilloma Virus) è la causa principale del cancro della cervice uterina. Ha un ruolo anche in tumori rari che interessano vulva, vagina, pene e ano, oltre che in alcuni carcinomi dell’orofaringe. Dei circa 150 ceppi di Hpv, i tipi 16 e 18 sono classificati ad alto rischio per la formazione di tumori e lesioni precancerose.
In Italia il virus è responsabile ogni anno di circa 6.500 nuovi casi di tumori in entrambi i sessi, di 12.000 lesioni anogenitali di alto grado nelle donne e di almeno 80.000 condilomi genitali. La vaccinazione, offerta gratuitamente a maschi e femmine di 12 anni, riduce drasticamente il rischio di infezione e quindi di tumori correlati. La maggior parte delle regioni ha esteso la gratuità o il copagamento anche ad altre fasce di popolazione, comprese persone fino a 45 anni.
Pap test: cos’è, a chi è consigliato e ogni quanto farlo
Il Pap test consiste in un prelievo indolore di cellule dal collo dell’utero, poi analizzate al microscopio per rilevare eventuali anomalie. Fino a pochi anni fa era previsto per le donne dai 25 ai 64 anni ogni tre anni. Oggi si raccomanda dai 25 ai 30 anni, sempre con cadenza triennale.
Dai 30 anni in poi lo screening si basa sull’Hpv test, ripetuto ogni 5 anni se negativo. In caso di positività all’Hpv test, si esegue il Pap test come approfondimento. Le donne vaccinate a 12 anni iniziano direttamente con l’Hpv test dai 30 anni, perché il rischio di sviluppare una lesione prima di quell’età è considerato nullo.
Hpv test: differenze e frequenza consigliata
Il test Hpv Dna ha una sensibilità superiore al Pap test, con una maggiore capacità di individuare lesioni che potrebbero evolvere in tumore. Per questo motivo è stato introdotto nei programmi di screening organizzati in Italia.
Dai 30 anni, il test va eseguito ogni 5 anni. Se il risultato è negativo, il successivo controllo viene fissato dopo 5 anni. Se il test è positivo, si procede con il Pap test: in caso di negatività, l’Hpv test viene ripetuto dopo un anno; in caso di positività, è prevista colposcopia immediata con eventuale biopsia.
Diagnosi
Se il risultato è negativo, il Pap test va ripetuto dopo 3 anni e l’Hpv test dopo 5 anni. Circa l’80% delle donne contrae l’Hpv tra l’inizio della vita sessuale e i 30 anni, ma nella maggioranza dei casi l’infezione si risolve spontaneamente. Solo meno del 10% mantiene il virus oltre i 30 anni. Avere l’Hpv non significa sviluppare necessariamente un tumore. Alcune lesioni possono regredire spontaneamente, altre possono richiedere un trattamento. L’intervento può essere più o meno invasivo, in base al grado della lesione.
Copertura vaccinale anti-HPV tra i dodicenni

Nel 2023 in Italia la copertura vaccinale HPV tra le dodicenni è stimata al 45%, mentre tra i dodicenni maschi è al 39%. Tra i quindicenni, la copertura sale a 70% nelle ragazze e 58% nei ragazzi. A livello europeo, nel 2023 la copertura tra le quindicenni è solo del 36% e del 24% tra i ragazzi, ben al di sotto dell’obiettivo OMS del 90%.
Nei Paesi industrializzati, grazie a screening e vaccini, la mortalità per tumore alla cervice è diminuita del 62% dagli anni Novanta ad oggi.





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