Alcol e adolescenti: rischi, sintomi e cosa fare in caso di intossicazione
In Europa, nel 2024, quasi i tre quarti degli studenti tra 15 e 16 anni ha provato l’alcol almeno una volta nella vita (73 %), e il 42 % ne ha bevuto nell’ultimo mese. L’Italia si colloca sopra entrambe le soglie: l’80% degli adolescenti ha dichiarato di aver bevuto almeno una volta e il 42% nell’ultimo mese. Ancora più alto il dato sul binge drinking — l’assunzione rapida di grandi quantità di alcol con l’obiettivo di ubriacarsi — che riguarda il 26% degli studenti italiani.
I dati provengono dall’indagine ESPAD e dall’Agenzia dell’Unione Europea sulle Droghe. Durante l’estate, tra feste e incontri tra amici, le prime bevute tendono a moltiplicarsi. Un’abitudine che, anche se percepita da molti come “normale” o “di passaggio”, può portare a conseguenze gravi, dalla semplice intossicazione fino al coma etilico.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica l’alcol tra le droghe legali ma lo definisce anche sostanza tossica, psicoattiva e capace di generare dipendenza.
Alcol tra gli adolescenti: mode a rischio
Birra, vino, vodka, rum e gin sono tra le bevande più diffuse tra gli adolescenti. Ma preoccupano anche alcune pratiche legate al consumo:
- Binge drinking: grandi quantità di alcol in tempi rapidi per ubriacarsi.
- Balconing: saltare da un balcone all’altro o tuffarsi in piscina dopo aver bevuto.
- Drunkoressia: digiunare o ridurre drasticamente il cibo per “compensare” le calorie assunte bevendo.
- Eyeballing: versare superalcolici direttamente negli occhi per ottenere uno “sballo” immediato.
Soglie di rischio e vulnerabilità
Negli adolescenti il fegato metabolizza l’alcol più lentamente rispetto agli adulti. Fino ai 21 anni, infatti, l’enzima responsabile della sua degradazione non è prodotto in quantità sufficiente. Le ragazze sono più esposte agli effetti nocivi.
Le linee guida indicano come “moderato” un consumo massimo di una unità per le femmine e due per i maschi (una lattina di birra, un calice di vino o un bicchierino di liquore equivalgono a una unità). Oltre le sei unità si osservano riduzione dei riflessi e percezione alterata dello spazio. Tra le dieci e le tredici unità o più, i rischi aumentano in modo significativo: ipotermia, perdita di coscienza, vomito con possibile inalazione del materiale gastrico e ricovero in terapia intensiva per coma etilico.
Sintomi da riconoscere e come intervenire
I segni di intossicazione includono difficoltà nel parlare, perdita di equilibrio, barcollamento, ridotta percezione delle distanze e comportamenti irrazionali. In alcuni casi prevalgono sonnolenza estrema o reazioni aggressive. Questi effetti possono verificarsi anche senza l’assunzione di altre droghe.
In caso di adolescente in stato di ebbrezza è fondamentale non lasciarlo solo, chiamare immediatamente i soccorsi, sistemarlo sul fianco sinistro per prevenire inalazioni in caso di vomito e coprirlo se presenta ipotermia. In ospedale il trattamento è sintomatico: riscaldamento corporeo, reidratazione e, nei casi più gravi, ricovero in rianimazione per supporto respiratorio.



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