In Campania solo circa un cittadino su due con più di 65 anni si vaccina contro l’influenza, mentre restano ancora lontani i target di copertura per pneumococco, Hpv, herpes zoster e altri patogeni. È da questo dato che parte il confronto sulla nuova fase della farmacia dei servizi, al centro del secondo tavolo di lavoro promosso da MotoreSanità, dopo quello di Roma.
L’incontro, che si è svolto a Napoli, ha messo sotto la lente la fase attuativa del Decreto Semplificazioni approvato dal Governo alla fine dello scorso anno. Il provvedimento rafforza il ruolo delle farmacie come presidi di prossimità e amplia i servizi sanitari erogabili sul territorio, con particolare attenzione alla prevenzione e alla somministrazione dei vaccini.
Accanto alla vaccinazione antinfluenzale e anti-Covid, e alle esperienze già avviate in Campania con fondi propri anche sul fronte dell’epatite C, il nuovo quadro consente di allargare il ventaglio delle vaccinazioni praticabili in farmacia. Entrano così nel perimetro l’antipneumococcica, l’anti Papilloma virus umano, l’anti herpes zoster e i recuperi delle vaccinazioni obbligatorie dell’infanzia, con il limite dei 12 anni di età.
Il tavolo di Napoli e il nodo delle coperture vaccinali
Al confronto hanno partecipato la presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Campania, Loredana Raia, l’europarlamentare Lello Topo, il consigliere regionale Gennaro Saiello, il presidente di Federfarma Campania Mario Flovilla, il professor Sanduzzi Zamparelli della Federico II e Neuromed, Paolo Cortesi, economista sanitario, Umberto D’Alia, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Caserta, e Sara Ranucci, dirigente dell’unità igiene sanitaria della Regione Campania, intervenuta in sostituzione di Francesco Bencivenga.
A richiamare l’urgenza di un cambio di passo è stato il professor Sanduzzi Zamparelli. “Sebbene la Campania abbia aumentato le vaccinazioni contro l’influenza nell’ultimo biennio, con il 49-50% siamo lontani dai target fissati dal ministero e dai livelli raggiunti durante la pandemia nella popolazione con più di 65 anni”, ha sottolineato. Il dato assume un peso ancora maggiore se si considera che, secondo quanto ricordato durante il tavolo, la sola influenza ha provocato in Italia circa 8 mila morti nei pazienti cronici, di cui 800 in Campania.
La regione presenta inoltre un quadro epidemiologico delicato. La popolazione con almeno una patologia cronica è pari al 47,7%, contro il 40,9% della media italiana. Tra gli over 65, circa il 59% convive con più di una patologia cronica. È proprio questa fascia fragile a trarre maggiore beneficio dalla prevenzione vaccinale, soprattutto contro le malattie respiratorie e le complicanze che possono aggravare condizioni cardiovascolari, respiratorie e metaboliche già presenti.
Dosi somministrate e ruolo crescente delle farmacie
A chiusura della campagna vaccinale, in Campania sono state somministrate circa 967 mila dosi. I centri vaccinali territoriali ne hanno somministrate 24.257, le farmacie 24.534, mentre la parte più consistente, circa 918 mila dosi, è stata effettuata presso gli studi dei medici di medicina generale. L’incremento complessivo è stato di circa 23 mila dosi, ma la crescita, rispetto alla popolazione vaccinata, si è concentrata in modo particolare proprio nelle farmacie.
Da qui nasce l’esigenza di rendere stabile e più capillare il contributo della farmacia dei servizi. Loredana Raia ha assicurato il proprio impegno per l’attuazione del Decreto Semplificazioni riguardo alle nuove funzioni delle farmacie come presidi di prossimità. Alla Campania spetta un riparto di 2,6 milioni di euro, ma la Regione ha già stanziato a metà aprile 7 milioni di euro per il piano di potenziamento della vaccinazione Hpv, che saranno erogati a tranche per completare i cicli vaccinali.
Il programma regionale punta a intervenire in più contesti: scuole, ospedali che vaccinano, pediatri, medici di medicina generale, farmacie e Case di comunità. L’obiettivo è costruire un cronoprogramma capace di includere più setting possibili, anche alla luce di dati giudicati ancora insufficienti.
Hpv, prevenzione oncologica e ritardi da recuperare
La vaccinazione contro l’Hpv rappresenta uno dei punti più sensibili del confronto. L’Hpv è inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza e la vaccinazione è considerata uno strumento decisivo per prevenire il tumore della cervice uterina e altri tumori del distretto testa-collo, soprattutto nelle nuove generazioni.
In Campania, però, le coperture restano lontane dagli obiettivi. Sono fermi alla prima dose il 59,59% delle ragazze e il 29,82% dei ragazzi entro i 15 anni. Per il ciclo completo si raggiunge il 48,95% nelle donne e il 31,04% negli uomini, a fronte di un target nazionale del 95%. Anche una copertura del 92% sulla prima dose consentirebbe solo di sfiorare la sufficienza rispetto agli obiettivi di sanità pubblica. Restano inoltre da recuperare ancora alcune coorti, comprese le classi nate nel 1995.
“La vaccinazione contro Hpv è gratis in Campania fino ai 25 anni, può eradicare alcuni tumori ma ancora non siamo riusciti a trasmettere il messaggio fondamentale a ragazze e ragazzi”, ha aggiunto Raia. La presidente ha ricordato anche che la Campania è in ritardo sulla prevenzione, ma può contare su una rete di circa 1.750 farmacie, un servizio sanitario di prossimità diffuso e da rafforzare nell’ambito delle Case e degli ospedali di comunità, soprattutto nelle aree interne.
Pneumococco, influenza, zoster e virus respiratori
Nel nuovo modello di prossimità entrano le vaccinazioni per le malattie respiratorie, lo pneumococco, il virus respiratorio sinciziale, il Sars-CoV-2, l’influenza, l’herpes zoster e l’Hpv. In particolare, l’herpes zoster resta ancora poco coperto: in Campania risultano somministrate solo 32 mila dosi.
La farmacia viene quindi vista come uno strumento per raggiungere la popolazione fragile e anziana, ridurre l’esitazione vaccinale e rafforzare la fiducia nelle cure territoriali. Un cittadino si reca mediamente otto volte l’anno in farmacia e due volte dal medico di famiglia: questa frequenza rende la farmacia un punto di contatto privilegiato per informare, orientare e intercettare bisogni di prevenzione.
La prevenzione vaccinale può contribuire anche a ridurre il peso sulle liste d’attesa, evitando complicanze e ricoveri prevenibili. Nel dibattito è stato ricordato anche il tema più generale dell’aspettativa di vita: in Campania si registrano in media circa tre anni di vita in meno alla nascita rispetto al resto del Paese, un divario che rende ancora più urgente investire sulla prevenzione.
Farmacie rurali, aree interne e sostenibilità del sistema
Il presidente di Federfarma Campania, Mario Flovilla, ha posto l’attenzione sulle farmacie rurali. “Abbiamo due o tre problemi da risolvere, tra cui l’adeguamento della legge sull’indennità di residenza delle farmacie rurali sussidiate”, ha spiegato. In Campania ci sono 550 comuni, di cui 450 con meno di 5 mila abitanti, spesso presidiati da farmacie rurali che rappresentano l’unico punto sanitario accessibile nelle aree più periferiche.
La Campania è stata finanziata fino a 20 milioni di euro, con un plafond di 15 milioni destinato a telecardiologia, analisi di prima istanza e sperimentazione delle vaccinazioni antinfluenzale, anti-Covid e delle attività legate all’epatite C. Ora, ha spiegato Flovilla, il sistema è pronto a rispondere alla normativa nazionale anche per le altre vaccinazioni obbligatorie, con il vincolo dei 12 anni.
Dopo la fase sperimentale, le farmacie si dichiarano attrezzate e disponibili a unire le forze con le istituzioni regionali e con gli altri attori della sanità di prossimità. Resta però il tema del farmacista rurale, che vaccina meno e necessita di maggiore supporto. Per le farmacie rurali è previsto anche un punto di solidarietà regionale pari allo 0,15% del fondo, circa 700 mila euro, da destinare a una trentina di farmacie più piccole con fatturato complessivo inferiore a 150 mila euro. Altri 300 mila euro dovrebbero essere orientati a progetti di rete con i medici di famiglia.
Il Decreto Semplificazioni e la nuova farmacia dei servizi
La farmacia di comunità sta passando dal ruolo tradizionale di dispensatore di farmaci a un modello più ampio di farmacia dei servizi, con attività di prevenzione, presa in carico e promozione della salute. Questa trasformazione viene rafforzata dall’articolo 60 del Decreto-legge Semplificazioni, dedicato alle misure per promuovere l’erogazione dei servizi in farmacia, entrato in vigore a dicembre 2025.
Il provvedimento introduce nuovi standard di accreditamento, procedure uniformate e riconoscimenti per il farmacista vaccinatore. Il valore delle farmacie come presidi per la somministrazione di vaccini contro pneumococco, Covid, influenza, herpes zoster e Hpv è ormai riconosciuto, ma oggi solo circa il 30% delle farmacie effettua vaccinazioni. Per questo viene considerata necessaria una rapida attuazione del decreto, così da rafforzare la sanità territoriale, semplificare i processi organizzativi e amministrativi, ampliare l’accessibilità ai servizi sanitari e rendere più diffusa la prevenzione vaccinale.
“Nel quadro del rafforzamento dell’assistenza territoriale delineato dal DM 77, le farmacie rappresentano uno dei presidi di prossimità presenti sul territorio, caratterizzati da ampia diffusione e accessibilità per i cittadini”, ha spiegato Ugo Trama, direttore generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale della Regione Campania. Le attività, ha aggiunto, si collocano in un quadro programmatorio volto a favorire l’integrazione tra i diversi livelli assistenziali e il raggiungimento degli obiettivi connessi ai Livelli Essenziali di Assistenza.
Una rete da costruire per ridurre l’esitazione vaccinale
Uno degli obiettivi indicati nel dibattito è destagionalizzare le vaccinazioni praticabili, evitando che tutto il carico si concentri in pochi mesi e generi disaffezione nei cittadini. La farmacia, grazie alla sua presenza capillare, può contribuire a rendere la prevenzione più continua, più accessibile e più vicina alla vita quotidiana delle persone.
“Occorre cambiare per sostenere la sanità pubblica”, ha sostenuto l’onorevole Lello Topo, richiamando il tema della sostenibilità: il nodo, ha spiegato, non è solo chi eroga la prestazione, ma chi paga e con quali costi per il sistema.
Nel confronto conclusivo è stato ricordato anche il caso del Lazio, indicato insieme all’Abruzzo tra le regioni che non prevedono nell’accordo con Federfarma l’inserimento della vaccinazione anti zoster in farmacia per un problema di costi. Una scelta che, secondo quanto emerso, rischia di indebolire percorsi attivi di prevenzione e prossimità, soprattutto in territori contigui come la provincia di Caserta e quella di Frosinone.
La sfida, per la Campania, è ora trasformare la rete delle farmacie in una leva stabile di sanità pubblica. Per riuscirci serviranno accordi operativi, risorse, formazione, integrazione con medici e pediatri, e una comunicazione capace di spiegare che la mancata vaccinazione, soprattutto nei pazienti cronici e fragili, può sottrarre salute e anni di vita.
Leggi anche:


it freepik

“Dopo le prime settimane di casi sporadici, diffusi soprattutto tra i bambini, nelle ultime due settimane l’influenza si sta diffondendo rapidamente, coinvolgendo le fasce più anziane della popolazione – sottolinea Tecla Mastronuzzi, responsabile Area Prevenzione SIMG – I dati provenienti dall’emisfero australe fanno presupporre una stagione vivace e le prime evidenze lo stanno confermando. Questa crescita dell’incidenza è anticipata rispetto agli altri anni, poiché di solito avviene dopo le festività natalizie. Nelle prossime settimane è presumibile che questo incremento prosegua”.
“Quest’anno la campagna di vaccinazione è iniziata in anticipo, ma c’è ancora molto da fare– spiega il Presidente SIMG Alessandro Rossi – Bisogna migliorare i tassi di copertura vaccinale, al fine di raggiungere il livello auspicato del 75% e la copertura ottimale del 95%, dati rispetto ai quali rimaniamo ogni anno lontani”.





