Tempo di lettura: 4 minutiÈ stata un successo questa undicesima edizione del premio istituito dal network editoriale PreSa Prevenzione e Salute, riconoscimento consegnato ogni anno a clinici, ricercatori, associazioni, personaggi pubblici o singoli cittadini che con la loro attività si sono distinti in favore dell’inclusione e della tutela delle disabilità. La cerimonia dell’ultima edizione si è svolta nel pomeriggio del 17 dicembre all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, trasformando uno dei luoghi simbolo della Capitale in un palcoscenico di esperienze e modelli che, in Italia e nel mondo, stanno migliorando la qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Il cuore del Premio rimane l’idea che innovazione sociale, ricerca, sport, terzo settore e istituzioni possano muoversi insieme: quando questo accade, l’inclusione smette di essere un orizzonte astratto e diventa pratica quotidiana, misurabile, replicabile.
I premiati 2025: volti, storie, progetti
La lista dei vincitori del premio PreSa 2025 racconta un mosaico di competenze, passione e concretezza. A partire dalla Nazionale di calcio a 5 B1 non vedenti, protagonista anche del docufilm “Lasciateci perdere”, che ha saputo portare dentro e fuori dal campo un messaggio potente: il talento non ha barriere e lo sport, se accessibile, diventa uno strumento di autonomia e partecipazione. Sono state premiate Elena e Maria Chiara Paolini, con “Witty Wheels”, il progetto che si batte per i diritti delle persone con disabilità, unendo attivismo, divulgazione e capacità di incidere sul dibattito pubblico.
Riconoscimento anche a “La Lampada di Aladino”, associazione che sostiene pazienti oncologici, familiari e caregiver: un lavoro spesso silenzioso, ma decisivo per non lasciare nessuno indietro nei momenti più fragili. La Fondazione Libri Italiani Accessibili è stata celebrata per l’impegno nel promuovere l’accesso alla lettura delle persone con disabilità visiva, ricordando che cultura e conoscenza sono beni comuni che vanno resi fruibili a tutti.
Uno sguardo internazionale ha portato a riconoscere gli Emirati Arabi Uniti per lo sviluppo del modello istituzionale che valorizza dignità e inclusione delle persone con disabilità, ridenominate “people of determination”, “persone determinate”: una scelta linguistica e politica che sposta il baricentro dalla limitazione alla determinazione. Premio al Wearable Robotics Laboratory della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, centro di eccellenza nella robotica indossabile e negli esoscheletri, per il contributo alla riabilitazione motoria e al miglioramento dell’autonomia delle persone con disabilità: la prova che quando scienza e tecnologia sono pensate con e per le persone, l’innovazione diventa strumento di libertà.
Tra i vincitori anche l’organizzazione di volontariato “Cielo e Terra”, che lavora ogni giorno per accoglienza, inclusione e supporto delle persone più vulnerabili; e l’atleta e comunicatore Diego Gastaldi, capace di trasformare il percorso sportivo in una narrazione contagiosa di resilienza e possibilità. Premiata “IncontraDonna”, fondazione che promuove inclusione e accesso alla salute, in particolare con la campagna “Frecciarosa”, un’iniziativa che ha portato la prevenzione oncologica negli snodi della mobilità quotidiana, rendendola concreta e vicina.
Spazio anche a esperienze che nascono dall’ascolto diretto dei bisogni: Chiara Ruaro e Teresa Giordano sono state riconosciute per il Progetto “Due di Noi”, dedicato alle persone con tumore al seno metastatico, un ambito dove informazione, accompagnamento e tutela dei diritti fanno la differenza. Il Premio ha valorizzato l’impegno di Omar Hegazy, attivista e comunicatore sul tema della disabilità, con particolare attenzione al dialogo interculturale e sociale, confermando che l’inclusione passa anche attraverso nuove narrazioni capaci di unire comunità diverse.
Riconoscimento al professor Gianmario Verona, Presidente del Consiglio di sorveglianza della Fondazione Human Technopole, per l’impegno nella ricerca sulla salute e sulla qualità della vita: un’alleanza tra scienza e impatto sociale che guarda lontano. Infine, il Premio a Pietro Castellese, per la promozione di una cultura dell’inclusione attraverso la propria esperienza personale: testimonianze come la sua ricordano che ogni percorso individuale può generare cambiamento collettivo.
Le istituzioni sul palco: autorevolezza e sostegno
A consegnare i premi sono stati rappresentanti di primo piano del mondo istituzionale, accademico e dell’impresa, a sottolineare che la sfida dell’inclusione riguarda l’intero Paese. Sul palco si sono alternati S. E. Emilio Nappa, Segretario Generale del Governatorato della Città del Vaticano; Marco Mancini, Segretario Generale del MUR; il Generale di Corpo d’Armata Michele Carbone, Direttore generale della DIA – Direzione investigativa antimafia; Laura Menicucci, Capo Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
E ancora, Francesco Saverio Mennini, Capo Dipartimento della Programmazione, dei Dispositivi medici, del Farmaco e delle politiche in favore del SSN del Ministero della Salute; il Generale di divisione Maurizio Ferla, Vice comandante del Comando interregionale Carabinieri “Podgora”; Giuseppina di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore generale di Terna; Marcello Cattani, Presidente e AD di Sanofi Italia e Malta; e Rosanna Flammia, Associate Director Public Affairs Gilead Sciences. Una presenza corale che afferma con chiarezza: l’inclusione è un investimento istituzionale, non un capitolo marginale.
L’organizzazione del Premio e la missione dichiarata
Il premio PreSa 2025 è organizzato dalla Fondazione Mesit (Medicina Sociale e Innovazione Tecnologica) e dal network PreSa (Prevenzione e Salute), con il contributo non condizionato di Sanofi e Gilead Sciences. Il presidente di Mesit, Marco Trabucco Aurilio, ha spiegato:
Il Premio PreSa vuole tenere insieme esperienze molto diverse per dimensione e contesto, valorizzando tanto realtà radicate nei territori e nel lavoro quotidiano a livello locale quanto modelli istituzionali e iniziative che operano su scala nazionale e internazionale.
Una dichiarazione programmatica che restituisce la bussola del Premio: costruire ponti tra chi agisce nella prossimità e chi disegna politiche, tra chi sperimenta tecnologie di frontiera e chi porta sostegno nelle case, tra la dimensione personale e quella collettiva.
Dal 2015 una rete per la prevenzione
Il network PreSa Prevenzione e Salute nasce nel 2015 per diffondere la cultura della prevenzione attraverso iniziative di divulgazione in campo sanitario e scientifico, in sinergia con università, associazioni e mondo dei media. In questi anni ha contribuito a stabilire un linguaggio comune tra discipline diverse, favorendo la circolazione di buone pratiche e la condivisione di conoscenze: dalla promozione di stili di vita salutari al sostegno psicologico, dalla prevenzione oncologica alla riabilitazione, fino all’accessibilità dei servizi e dell’informazione. Il Premio rappresenta, in questo percorso, il momento pubblico in cui le esperienze si incontrano, si riconoscono e si moltiplicano.
Perché questo premio conta
Guardando alla platea dei vincitori e ai consegnatori, emerge la maturità di un approccio che non riduce la disabilità a una dimensione sanitaria, ma la affronta come questione sociale, culturale e di diritti. L’inclusione è fatta di infrastrutture accessibili, di libri che tutti possono leggere, di sport che accolgono il talento in ogni sua forma, di ricerca che diventa strumento di autonomia, di campagne di prevenzione che raggiungono le persone dove vivono e si muovono, di parole che non stigmatizzano ma liberano. Il Premio PreSa 2025, nel segno dell’undicesima edizione, riconferma che il cambiamento è già in atto: si vede nei laboratori che progettano esoscheletri, nelle associazioni che accompagnano i percorsi contro il cancro, nelle iniziative che attraversano i binari d’Italia per portare prevenzione, nelle storie personali che diventano patrimonio pubblico. La rotta è tracciata: fare rete, ascoltare, innovare. E soprattutto mettere al centro la dignità delle persone.
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