Per anni le zanzare sono state associate soprattutto alle notti disturbate, al prurito delle punture, agli spray repellenti e alle zanzariere. Oggi, però, il tema ha assunto un significato diverso. Le zanzare sono entrate stabilmente nel linguaggio della sanità pubblica, perché possono trasmettere virus che fino a poco tempo fa venivano percepiti come lontani, legati ai viaggi tropicali o alla medicina dei viaggiatori.
Dengue, West Nile, Chikungunya, Zika e Usutu non sono più nomi esotici. Sono infezioni sottoposte a sorveglianza anche in Italia, insieme ad altre arbovirosi trasmesse da vettori come zanzare, zecche e flebotomi. Questo non significa vivere l’estate con paura, ma comprendere che ambiente, clima, viaggi internazionali e salute sono sempre più collegati.
I dati del 2026: niente allarmismi, ma attenzione
I numeri più recenti non giustificano allarmismi, ma spiegano perché il fenomeno debba essere seguito con continuità. Secondo l’aggiornamento dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato l’11 giugno 2026, dal 1° gennaio al 31 maggio in Italia sono stati confermati 155 casi di Dengue, tutti associati a viaggi all’estero e senza decessi. Nello stesso periodo sono stati segnalati 13 casi confermati di Chikungunya, anche questi importati, e 3 casi di Zika virus.
Per West Nile la sorveglianza segue un canale specifico. L’ECDC, nel report aggiornato al 24 giugno 2026, indicava tre casi umani in Europa dall’inizio dell’anno: due in Italia e uno in Macedonia del Nord. Sono dati preliminari, destinati a evolvere con l’avanzare della stagione calda.
Il fatto che molti casi siano ancora importati non riduce l’importanza della prevenzione. Il meccanismo è semplice: una persona può infettarsi durante un viaggio, rientrare in Italia mentre il virus è presente nel sangue e, se punta da una zanzara competente, contribuire all’avvio di una trasmissione locale.
Dengue e West Nile: due infezioni diverse
Dengue e West Nile vengono spesso nominate insieme, ma non sono la stessa malattia. La Dengue è trasmessa dalle zanzare del genere Aedes. Il vettore principale è Aedes aegypti, ma anche Aedes albopictus, la zanzara tigre, può trasmettere l’infezione. Non esiste contagio diretto tra esseri umani: la zanzara punge una persona infetta e, dopo alcuni giorni, può trasmettere il virus a un’altra persona.
La West Nile, invece, ha un ciclo naturale che coinvolge soprattutto uccelli selvatici e zanzare, in particolare del genere Culex. L’uomo può infettarsi con la puntura di una zanzara infetta, ma non trasmette il virus con il contatto diretto. Esistono forme rare di trasmissione tramite trasfusioni, trapianti e gravidanza, motivo per cui in estate vengono attivate misure di sicurezza per sangue, organi, tessuti e cellule.
Il ruolo del clima e dell’ambiente
Il punto non è considerare pericolosa ogni zanzara. Sarebbe scorretto. Il problema è che temperature più alte, estati più lunghe, inverni più miti e cambiamenti nelle piogge possono favorire la sopravvivenza e la diffusione dei vettori. In Europa, le stagioni di trasmissione delle malattie veicolate dalle zanzare stanno diventando più lunghe e intense.
Per questo il Piano nazionale di prevenzione e risposta alle arbovirosi include non solo la sorveglianza dei virus, ma anche quella delle specie invasive di zanzare e delle resistenze agli insetticidi. La sanità pubblica non controlla soltanto la malattia quando compare nell’uomo: osserva anche l’ambiente che può renderne possibile la diffusione.
Sintomi da riconoscere e prevenzione quotidiana
La Dengue può comparire dopo alcuni giorni dalla puntura, con febbre alta, mal di testa intenso, dolore dietro agli occhi, dolori muscolari e articolari, nausea, vomito e irritazioni cutanee. Di solito si risolve, ma raramente può diventare grave, con dolore addominale, sanguinamenti, vomito persistente e forte debolezza.
La West Nile è spesso silenziosa. La maggior parte delle persone infette non sviluppa sintomi; quando compaiono, possono essere lievi, come febbre, mal di testa, nausea, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei. Le forme gravi sono rare, ma possono colpire il sistema nervoso, soprattutto in anziani, persone fragili e immunodepresse.
La prevenzione comincia nei luoghi di tutti i giorni: balconi, cortili, giardini, tombini, sottovasi, grondaie, secchi e ciotole per animali. Eliminare l’acqua stagnante, usare repellenti secondo le indicazioni, installare zanzariere, coprire i contenitori d’acqua e proteggere maggiormente le persone fragili sono gesti semplici, ma efficaci solo se diventano abitudini.
Sorveglianza, non paura
Dengue e West Nile raccontano una sanità che deve intervenire prima: prima che il virus circoli, prima che un focolaio si allarghi, prima che un rischio evitabile diventi un problema collettivo. Le zanzare restano, nella maggior parte dei casi, un fastidio stagionale. Ma la loro gestione è ormai una responsabilità condivisa tra istituzioni, Comuni, servizi sanitari, veterinari, medici, donatori e cittadini.
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