Medicina generale, FIMMG chiede alla Campania più borse di formazione
La Campania aumenti le borse di formazione destinate ai futuri medici di medicina generale, seguendo la strada già intrapresa dalla Sardegna. È la richiesta avanzata dalla FIMMG Nazionale e dalla segreteria regionale campana, che sollecitano il presidente Roberto Fico e il direttore generale regionale per la Tutela della Salute a intervenire sul numero dei posti disponibili per l’accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale.
L’appello della FIMMG alla Regione Campania
A rilanciare la questione è Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, che definisce «lungimirante» la decisione della Giunta regionale della Sardegna di incrementare le borse di formazione.
Secondo Scotti, Sardegna e Campania dovrebbero condividere non soltanto un analogo orientamento politico, ma anche una particolare attenzione allo sviluppo dei territori e alla tutela della sanità pubblica. Le due Regioni, inoltre, sono chiamate a fronteggiare difficoltà importanti nell’assistenza territoriale, con criticità particolarmente evidenti nelle aree interne.
Da qui la richiesta di adottare anche in Campania un provvedimento capace di ampliare le opportunità formative e, contemporaneamente, rafforzare la presenza futura dei medici di medicina generale.
In Campania molte domande rispetto ai posti disponibili
Alla base dell’appello della FIMMG ci sono dati che, secondo il sindacato, mostrano con chiarezza la necessità di intervenire. La Campania è infatti la regione italiana con il maggior numero di domande di accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale in rapporto alle borse messe a concorso.
Un dato che assume un significato particolare perché testimonia la disponibilità di molti giovani medici a scegliere la medicina generale e a costruire il proprio futuro professionale sul territorio campano.
La domanda di formazione, dunque, esiste. Il problema è rappresentato da un’offerta di posti che rischia di non essere sufficiente rispetto alle necessità future del servizio sanitario regionale.
Il nodo dei pensionamenti e del ricambio generazionale
La questione diventa ancora più urgente considerando i pensionamenti previsti nei prossimi tre anni. La Campania potrebbe trovarsi ad affrontare contemporaneamente l’uscita dalla professione di numerosi medici esperti e la difficoltà di formare un numero adeguato di nuovi professionisti.
Si crea così un evidente paradosso: giovani medici motivati desiderano accedere al percorso formativo e restare sul territorio, ma incontrano un limite nel numero delle borse; nello stesso momento, la medicina generale deve prepararsi a sostituire professionisti che raggiungeranno l’età pensionabile.
Per la FIMMG, programmare oggi la formazione significa quindi evitare domani carenze ancora più difficili da gestire.
Sparano: «Formazione e coesione demografica sono legate»
Luigi Sparano, vicesegretario regionale FIMMG Campania, sottolinea il rapporto tra investimento nella formazione, permanenza dei giovani professionisti e tenuta demografica del territorio.
Non incrementare le borse, osserva, significherebbe ridurre le possibilità per molti giovani medici di costruire la propria carriera in Campania, favorendo potenzialmente il trasferimento verso altre regioni.
Il rischio indicato dalla FIMMG è quello di una Campania con una popolazione progressivamente più anziana, reti familiari di assistenza sempre meno solide e un numero insufficiente di medici di medicina generale stabilmente presenti nelle comunità.
Le conseguenze riguarderebbero non soltanto l’accesso alle cure, ma anche la continuità assistenziale, la prevenzione e la capacità di intercettare precocemente i bisogni sanitari della popolazione.
Un investimento strutturale nella sanità territoriale
L’appello non riguarda esclusivamente la Campania. FIMMG invita infatti tutte le Regioni nelle quali le domande per il CFSMG 2026-2029 risultano significativamente superiori alle borse disponibili a valutare un incremento dei posti.
Per Scotti si tratterebbe di un investimento strutturale nella sanità territoriale e di una risposta concreta anche alla crisi demografica che interessa il Paese.
Sparano richiama infine ancora una volta l’esperienza della Sardegna: se una Regione con un orientamento politico analogo ha deciso di investire sulle nuove generazioni di medici di medicina generale, anche la Campania dovrebbe riconoscere le proprie potenzialità e assumersi una responsabilità equivalente.
Una scelta che, nelle intenzioni della FIMMG, non dovrebbe essere considerata soltanto una misura per aumentare i posti di formazione, ma un passaggio strategico per garantire il futuro dell’assistenza territoriale e preservare la presenza dei medici di famiglia nelle comunità campane.
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