Una “casa” per le famiglie dei piccoli pazienti che affrontano cure impegnative, per offrire sostegno, calore e vicinanza: questo sarà la nuova Ronald McDonald Family Room, che aprirà per la prima volta nel Sud Italia, precisamente a Napoli, all’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II. L’inizio dei lavori è previsto entro la fine del 2025, con conclusione programmata entro il 2026.
Vicini alle famiglie
La Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald, attiva in Italia da oltre 25 anni, accoglie annualmente circa 3000 famiglie con bambini in cura lontano dalle proprie città di origine. Le sue strutture—le Family Room, situate direttamente all’interno di importanti ospedali pediatrici, e le Case Ronald nelle vicinanze—seguono il modello di cura denominato “Family Centered Care”, dove al centro del percorso terapeutico del bambino vi è l’intero nucleo familiare.
«Il fenomeno della mobilità sanitaria riguarda oltre 90 mila persone, tra bambini e caregiver, con un flusso prevalente dal Sud al Nord», spiega Giuseppe Pisani, Presidente della Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald ETS. «Questa Family Room rappresenta un cambiamento significativo, permettendo a molte famiglie di rimanere nella propria regione, vicino a casa, alleviando stress e difficoltà logistiche».
Normalità e conforto
La nuova struttura, ampia circa 230 metri quadrati, sarà direttamente collegata al Dipartimento Materno Infantile del Federico II e disporrà di quattro camere da letto, spazi comuni accoglienti, una cucina e una stanza dedicata allo smartworking. «Sarà un luogo in cui le famiglie potranno ritrovare normalità e conforto, vivendo con maggiore serenità il percorso di cura dei propri bambini», aggiunge Pisani, che rivolge un invito ai cittadini e alle aziende napoletane affinché sostengano il progetto attraverso partnership e volontariato.
Grande entusiasmo anche da parte delle istituzioni locali: «Siamo orgogliosi che la prima Family Room nel Sud Italia nasca nella nostra Azienda», sottolineano Giovanni Esposito, Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia, e Giuseppe Longo, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II. «È un passo importante verso l’umanizzazione delle cure, offrendo spazi che alleviano il peso emotivo e logistico delle famiglie».
A confermare il valore fondamentale di questa iniziativa è Giuseppe Bifulco, Direttore del Dipartimento Materno Infantile: «Nel nostro Dipartimento, il percorso terapeutico coinvolge necessariamente tutta la famiglia. La Family Room consentirà ai nuclei familiari di restare vicini ai bambini in un ambiente protetto e accogliente, rafforzando così il legame tra assistenza medica e supporto psicologico».
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Tra i momenti più emozionanti, la sfilata in maschera dei pazienti, simbolo della loro forza e speranza, accompagnata dal suono delle campanelle forgiate nella storica fonderia pontificia di Agnone. Questo suono, che tradizionalmente segna la fine delle terapie, è stato un potente simbolo di rinascita.
È evidente che conoscere i meccanismi che consentono alle cellule tumorali di generarsi e di proliferare farà una grande differenza nei prossimi anni, con la possibilità di creare nuove strategie terapeutiche sempre più efficaci. Questa scoperta potrebbe portare all’individuazione di cure anche per tumori che oggi sono in aumento, come il tumore del pancreas, e che spesso vengono identificati in ritardo quando la situazione è già molto compromessa difficile da aggredire.




