Tempo di lettura: 2 minutiLa spesa sanitaria italiana del 2016 secondo le stime del rapporto sulla sostenibilità del SSN, della fondazione Gimbe, ammonta a 157,613 miliardi di euro; di cui: 112,182 miliardi di spesa pubblica. «La vera sfida – spiega il presidente Nino Cartabellotta – è identificare il ritorno in termini di salute delle risorse investite (value for money): le nostre stime preliminari dimostrano che il 19% della spesa pubblica, almeno il 40% di quella out-of-pocket ed il 50% di quella intermediata non producono alcun ritorno in termini di salute».
«La Fondazione GIMBE – continua – ribadisce che non esiste alcun disegno occulto di smantellamento e privatizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, ma continua a mancare un piano preciso di salvataggio. Nella consapevolezza che la sanità rappresenta sia un considerevole capitolo di spesa pubblica da ottimizzare, sia una leva di sviluppo economico da sostenere, il Rapporto valuta con una prospettiva di medio termine il tema della sostenibilità del SSN, ripartendo dal suo obiettivo primario: promuovere, mantenere e recuperare la salute delle persone».
Nella sezione dedicata a Spechi e inefficienze, le stime sull’impatto degli sprechi sulla spesa sanitaria pubblica nel 2017, ammontano a oltre 21 miliardi di euro, erosi da sovra-utilizzo di servizi e prestazioni sanitarie inefficaci o inappropriate (€ 6,48 mld), frodi e abusi (€ 4,75 mld), acquisti a costi eccessivi (€ 2,16 mld), sottoutilizzo di servizi e prestazioni efficaci e appropriate (€ 3,24 mld), complessità amministrative (€ 2,37 mld), inadeguato coordinamento dell’assistenza (€ 2,59 mld). Rispetto alle stime 2016, si riconosce un recupero complessivo di oltre € 1,3 miliardi, grazie ai numerosi interventi messi in atto.
Rispetto alla rivalutazione della “prognosi” del SSN al 2025 secondo le stime del Rapporto GIMBE il fabbisogno del SSN sarà di 220 miliardi di euro: un incremento stimato della spesa sanitaria totale nel periodo 2017-2025 di 27 miliardi (€ 9 miliardi pubblica e € 18 miliardi privata) permetterebbe di raggiungere nel 2025 una cifra di poco superiore ai 184 miliardi. A questi si aggiungerebbero circa 15 miliardi dal recupero graduale di risorse dal disinvestimento da sprechi e inefficienze (per complessivi € 70 miliardi complessivi nel periodo 2017-2025).
Il Rapporto si chiude con il “piano di salvataggio” del SSN elaborato dalla Fondazione GIMBE: «Visto che le azioni del prossimo Esecutivo saranno cruciali per il futuro del SSN – conclude Cartabellotta – i 12 punti programmatici del “piano di salvataggio” costituiranno il riferimento dell’Osservatorio GIMBE per monitorare il programma di Governo per la sanità perché il diritto alla tutela della salute degli italiani è oggi più che mai condizionato da scelte politiche. Se si intende realmente preservare la più grande conquista dei cittadini italiani, oltre ad aumentare il ritorno in termini di salute del denaro investito in sanità, è indispensabile invertire la rotta sul finanziamento pubblico. In alternativa, occorrerà governare adeguatamente la transizione ad un sistema misto, al fine di evitare una lenta involuzione del SSN che finirebbe per creare una sanità a doppio binario, sgretolando i princìpi di universalismo ed equità che da 40 anni costituiscono il DNA del nostro Servizio Sanitario Nazionale».
La versione integrale del 3° Rapporto GIMBE è disponibile all’indirizzo web: www.rapportogimbe.it
Biodiversità: tutte le novità della ricerca nel XII Convegno Nazionale
News PresaLa biodiversità è un “capitale naturale” da tutelare, per la salvaguardia dell’ambiente e della nostra salute.
Si parlerà di questo nel XII° Convegno Nazionale sulla Biodiversità, che si terrà a Teramo dal 13 al 15 giugno, dal titolo “Biodiversità, Ambienti, Salute” e avrà un focus in particolare sulle interazioni tra gli ambienti terrestri e acquatici.
L’incontro è organizzato dall’Università degli Studi di Teramo in collaborazione con il CREA, le Università degli Studi dell’Aquila e “G.D’Annunzio” di Chieti-Pescara, il CNR e l’Accademia delle Scienze della Biodiversità Mediterranea, che prosegue il dialogo avviato ormai da 23 anni, tra scienziati, referenti istituzionali e politici, per promuovere l’avanzamento delle conoscenze scientifiche in materia e le implicazioni pratiche nell’interesse della collettività.
La ricerca, infattibili, è sempre più attenta alla diversità biologica di un ecosistema, in cui tutte le popolazioni presenti, vegetali, animali, microbiche, si influenzano reciprocamente per raggiungere e mantenere quegli equilibri “olistici” ottimali che costituiscono la specificità di un territorio. Nella 3 giorni, gli scienziati, sulla base delle loro evidenze, forniranno indicazioni per una innovativa strategia di salvaguardia della biodiversità, che abbraccia ambienti naturali terrestri ed acquatici, aree rurali ed urbane e che offre un patrimonio unico di risorse inattese da applicare agli ambiti più differenti dall’agricoltura alla zootecnia all’acquacoltura, dalla genetica alla bioinformatica, alla salute. Conoscenze che permettono non solo di affrontare le grandi sfide della sostenibilità e del cambiamento climatico con nuove tecniche e nuove varietà, ma che incidono direttamente sulla vita di tutti, dalla qualità del cibo che mangiamo a quella dell’aria che respiriamo.
“Applicando all’Italia le stime del 2010 di Unep (il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e Banca mondiale – spiega Michele Pisante, presidente del Comitato scientifico e componente del Cda del Crea – emerge che la biodiversità e gli ecosistemi forniscono servizi per un valore di 2365 miliardi di dollari, il 12% in più del PIL. Un dato su cui devono confrontarsi non solo gli scienziati, ma anche gli economisti, i decisori tecnici e politici – conclude Pisante – Dobbiamo migliorare la consapevolezza e la rilevanza che rivestono i servizi ecosistemici a favore della collettività, come la tutela della flora e della fauna, la conservazione della diversità biologica, l’uso sostenibile delle sue componenti e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche”.
Ipovedenti, iridi in mostra con Annalaura di Luggo
News PresaSi chiama “blind vision” la mostra Annalaura di Luggo che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà degli ipovedenti. La mostra terrà banco sino al 15 giugno, organizzata dalla rappresentanza permanente dell’Italia alle Nazioni Unite, in occasione della Conferenza mondiale della disabilità. Il solo show si terrà nell’area 1b Neck Area – il centro nevralgico delle Nazioni Unite e saranno 15 le opere in esposizione, 15 iridi dei protagonisti non vedenti accompagnate dalle frasi di ciascuno. Due schermi proietteranno le immagini dell’installazione multimediale e del documentario. Domani (13 giugno) ci sarà un nuovo opening in cui l’artista farà l’eye shooting a chi vorrà realizzare la propria opera d’arte dell’occhio.
Degenerazione maculare
In Italia ci sono circa 360.000 non vedenti e oltre 1,5 milioni di ipovedenti; di questi ultimi oltre il 60% ha un’età superiore a 50 anni. Tra il 2010 ed il 2030 si prevede un aumento di non vedenti di circa il 25% a causa dell’invecchiamento della popolazione. Degenerazione maculare legata all’età, glaucoma, retinopatia diabetica rappresentano le cause più frequenti di cecità e ipovisione nei Paesi industrializzati.
Percezione
Blind Vision è un progetto nato dalla volontà dell’artista di esplorare l’universo di quelle persone che percepiscono il mondo con sensi alternativi alla vista. Il progetto non solo è una ricerca artistica e sociale sulla percezione umana, ma cerca anche di riaffermare i valori e i contributi di un gruppo di individui che sono una parte attiva della società. L’obiettivo è quello di realizzare un’integrazione sociale e culturale di persone con diversa abilità visiva.
Frammenti di vita
In questa installazione gli occhi dei non vedenti si accompagnano a frammenti della loro vita. Si tratta di donne, uomini e ragazzi che hanno perso la vista, testimonianze di vita vera che rivelano al visitatore le difficoltà quotidiane di una vita al buio. Rabbia, paura, malinconia, ma anche una straordinaria voglia di vivere. Si viene catapultati in un viaggio sensoriale ed emotivo, un viaggio di luce che possa essere capace di “illuminare le menti” nei confronti di un mondo abbandonato ingiustamente nell’oscurità.
Farmaci e visite gratuite, Napoli è solidale
News PresaSolidarietà e prevenzione, sono questi i pilastri che sorreggono l’azione dell’Ordine dei farmacisti di Napoli che sta raggiungendo traguardi incredibili grazie al progetto «Un farmaco per tutti». Il dato è di tutto rispetto: sono stati appena consegnati medicinali e presìdi per un valore di 140mila euro in Burkina Faso, dove rappresenteranno una risorsa sostanziale per la sopravvivenza della popolazione. Il progetto, promosso assieme al cardinale Crescenzio Sepe, permette a ciascuno di devolvere medicine, presìdi medico-chirurgici, integratori e dispositivi a chi non può avere accesso alle cure.
In Italia e non solo
Si tratta di farmaci non ancora scaduti, provenienti dalla donazione spontanea da parte di cittadini, aziende e privati che non hanno più bisogno del farmaco anche a seguito del cambio o della fine di una terapia o del decesso di un parente. I medicinali raccolti all’interno delle farmacie sono smistati ai vari enti assistenziali che hanno aderito all’iniziativa. Le confezioni sono già state distribuite a Emergency, Croce Rossa, Unitalsi, Elemosiniere del Santo Padre, La Tenda, le Suore della Carità di Madre Teresa di Calcutta, La Casa di Tonia. E ora oltre i confini nazionali, nel Burkina Faso e in Benin. «In Italia è in crescita la povertà sanitaria. Nel 2015 la richiesta di medicinali da parte degli enti caritativi è risultata in aumento del 6,4% rispetto allo scorso anno. Più di 400mila le persone che non sono più in grado di permettersi i farmaci di cui hanno bisogno; gli italiani in difficoltà oggi sono oltre 183mila», spiega Vincenzo Santagada, presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Napoli. «Accanto a questo progetto l’Ordine dei farmacisti opera anche con “Una visita per tutti” dedicando ogni mese alla prevenzione di una malattia.
Insufficienza venosa
Giugno è incentrato sull’insufficienza venosa. Con il camper della salute verranno garantiti screening gratuiti a tutti. Gli appuntamenti sono mercoledì 13 giugno in piazza Vittorio Emanuele a Sant’Antonio Abate dalle 10 alle 18, alla stessa ora venerdì 15 giugno in via Cesare Battista a Torre del Greco, venerdì 22 giugno dalle 10 alle 13,30 nella villa comunale di Villaricca; martedì 26 giugno a Frattaminore: in piazza Atella dalle 10 alle 13 e in piazza San Maurizio dalle 15 alle 18; a Napoli mercoledì 27 giugno dalle 10 alle 18,30 in via Leopardi a Fuorigrotta e infine a Bacoli, nella Villa Vanvitelliana, venerdì 29 giugno dalle 10 alle 18,30.
Sanità. Fondazione Gimbe: sprechi per 21mld di euro nel 2017
News PresaLa spesa sanitaria italiana del 2016 secondo le stime del rapporto sulla sostenibilità del SSN, della fondazione Gimbe, ammonta a 157,613 miliardi di euro; di cui: 112,182 miliardi di spesa pubblica. «La vera sfida – spiega il presidente Nino Cartabellotta – è identificare il ritorno in termini di salute delle risorse investite (value for money): le nostre stime preliminari dimostrano che il 19% della spesa pubblica, almeno il 40% di quella out-of-pocket ed il 50% di quella intermediata non producono alcun ritorno in termini di salute».
«La Fondazione GIMBE – continua – ribadisce che non esiste alcun disegno occulto di smantellamento e privatizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, ma continua a mancare un piano preciso di salvataggio. Nella consapevolezza che la sanità rappresenta sia un considerevole capitolo di spesa pubblica da ottimizzare, sia una leva di sviluppo economico da sostenere, il Rapporto valuta con una prospettiva di medio termine il tema della sostenibilità del SSN, ripartendo dal suo obiettivo primario: promuovere, mantenere e recuperare la salute delle persone».
Nella sezione dedicata a Spechi e inefficienze, le stime sull’impatto degli sprechi sulla spesa sanitaria pubblica nel 2017, ammontano a oltre 21 miliardi di euro, erosi da sovra-utilizzo di servizi e prestazioni sanitarie inefficaci o inappropriate (€ 6,48 mld), frodi e abusi (€ 4,75 mld), acquisti a costi eccessivi (€ 2,16 mld), sottoutilizzo di servizi e prestazioni efficaci e appropriate (€ 3,24 mld), complessità amministrative (€ 2,37 mld), inadeguato coordinamento dell’assistenza (€ 2,59 mld). Rispetto alle stime 2016, si riconosce un recupero complessivo di oltre € 1,3 miliardi, grazie ai numerosi interventi messi in atto.
Rispetto alla rivalutazione della “prognosi” del SSN al 2025 secondo le stime del Rapporto GIMBE il fabbisogno del SSN sarà di 220 miliardi di euro: un incremento stimato della spesa sanitaria totale nel periodo 2017-2025 di 27 miliardi (€ 9 miliardi pubblica e € 18 miliardi privata) permetterebbe di raggiungere nel 2025 una cifra di poco superiore ai 184 miliardi. A questi si aggiungerebbero circa 15 miliardi dal recupero graduale di risorse dal disinvestimento da sprechi e inefficienze (per complessivi € 70 miliardi complessivi nel periodo 2017-2025).
Il Rapporto si chiude con il “piano di salvataggio” del SSN elaborato dalla Fondazione GIMBE: «Visto che le azioni del prossimo Esecutivo saranno cruciali per il futuro del SSN – conclude Cartabellotta – i 12 punti programmatici del “piano di salvataggio” costituiranno il riferimento dell’Osservatorio GIMBE per monitorare il programma di Governo per la sanità perché il diritto alla tutela della salute degli italiani è oggi più che mai condizionato da scelte politiche. Se si intende realmente preservare la più grande conquista dei cittadini italiani, oltre ad aumentare il ritorno in termini di salute del denaro investito in sanità, è indispensabile invertire la rotta sul finanziamento pubblico. In alternativa, occorrerà governare adeguatamente la transizione ad un sistema misto, al fine di evitare una lenta involuzione del SSN che finirebbe per creare una sanità a doppio binario, sgretolando i princìpi di universalismo ed equità che da 40 anni costituiscono il DNA del nostro Servizio Sanitario Nazionale».
La versione integrale del 3° Rapporto GIMBE è disponibile all’indirizzo web: www.rapportogimbe.it
Pe(n)sa differente. Festival dell’espressione creativa e della bellezza autentica
News PresaTorna il Festival dell’espressione creativa e della bellezza autentica: Pe(n)sa differente. Festeggia il tuo peso naturale! Dal 14 al 16 giugno a Lecce ci saranno incontri scientifici, eventi culturali e artistici, istallazioni, teatro, danza, musica e mostre.
Conosciuta a livello internazionale, la campagna di sensibilizzazione “Pe(n)sa differente” nasce per ridurre l’incidenza di patologie che riguardano un’alterata percezione del sé, emozionale e corporeo. Negli anni la riflessione è divenuta più larga fino ad abbracciare altre “in-differenze” e l’espressione creativa del sè individuale e collettivo. Progettata e organizzata dall’associazione scientifico-culturale ONLUS Salomè e dal laboratorio di comunicazione Big Sur con la direzione scientifica di Caterina Renna, ha quale obiettivo quello di sensibilizzare sul peso naturale, sulla sana alimentazione, sull’attività fisica salutare, sui messaggi ambigui relativi all’immagine corporea proposti dai media e dal mondo della moda, dello spettacolo e della bellezza, in definitiva sulla differenza intesa come valore.
Pe(n)sa differente promuove la cura di sé e vuole essere un invito a un percorso di costruzione personale che passi attraverso la resistenza alle attuali forme di mercificazione e omologazione. Celebra la soggettività e l’alterità che si manifestano come diritto al pensiero critico, alla differenza e alla variazione, per valorizzare l’unicità e la novità che ogni persona essenzialmente è, con le proprie possibilità espressive e la propria peculiare bellezza.
Il Festival rappresenta il momento culmine della Campagna. È strutturato quale format che propone una narrazione complessa e impiega molti linguaggi su differenti piani di senso al fine di stimolare dialogo, riflessione e creare community.
“Il titolo dell’11a edizone ‘La bellezza non è tutto’ – si legge in una nota – ci ricorda che oltre all’apparire c’è una dimensione dell’essere che aspetta di germogliare, di essere accudita e valorizzata, che aspetta di mostrarsi e di essere condivisa attraverso esperienze, riflessioni, scambi, crescita personale e collettiva. In un mondo dominato dalle logiche dell’apparire, dove tutto ci spinge a indossare la maschera di una perfezione fatta di corpi scolpiti, volti senza rughe e vestiti griffati, la bellezza è intesa come valore assoluto e indiscutibile che deve essere conquistato a suon di fitness, diete, cosmetici, chirurgia estetica. Ma un altro tipo di bellezza è possibile, una bellezza più intima e profonda. Una bellezza che ci abita e che non è né da costruire né da conquistare, ma solo da scoprire e da vivere. E l’unica cosa che chiede è di amare e amarci per quello che si è”.
Con Pe(n)sa differente, Onlus Salomè e Big Sur desiderano dare il loro contributo alla prevenzione del disagio, promuovendo stili di vita salutari e relazioni di senso.
Nuova terapia fa sciogliere il tumore della mammella
Ricerca innovazioneUn’iniezione sottocutanea può far «sciogliere il tumore della mammella». La notizia è di quelle che segnano l’inizio di una rivoluzione nell’approccio e nel trattamento di queste neoplasie e la prima paziente al mondo ad essere stata trattata è del Pascale di Napoli. La donna è stata curata con una nuova formulazione di farmaci biologici, due anticorpi monoclonali contro il cancro al seno, già disponibili in forma endovenosa, che vengono iniettati in un’unica soluzione sottocutanea. Per le pazienti una vera rivoluzione: il trattamento viene eseguito in pochissimi minuti. Questa nuova combinazione è disponibile grazie ad un protocollo sperimentale di terapia pre-operatoria di cui il Pascale è coordinatore e primo centro attivo al mondo.
Nuovi farmaci
«La combinazione di questi farmaci biologici, che nella formulazione tradizionale sono somministrati per via endovenosa, – spiega Michelino de Laurentiis, direttore dell’Oncologia senologica del Pascale – è il trattamento potenzialmente più efficace nella terapia pre-operatoria del tumore al seno HER2-POSITIVO, in grado di far letteralmente “sciogliere” e sparire questo tipo di cancro nella maggior parte dei casi. Purtroppo, in Italia, questa combinazione non è ancora rimborsabile dal Sistema Sanitario Nazionale ed è, pertanto, somministrabile solo nell’ambito di protocolli sperimentali, reperibili presso pochi centri ad elevata specializzazione».
Federica
Il Pascale, come primo centro al mondo, è in grado di offrire nell’ambito del protocollo “Federica” una formulazione innovativa che riunisce i due farmaci in un’unica somministrazione da iniettare sottocute nel giro di pochi minuti. Questo protocollo rientra nel programma di crescita dell’offerta terapeutica sul tumore della mammella che ha portato, negli ultimi anni, il Pascale ad essere il centro italiano col più alto numero di protocolli terapeutici innovativi sul tumore della mammella. Ben 60 sono i protocolli coordinati proprio da Michelino de Laurentiis.
Eccellenza
«Il livello della ricerca nel Pascale – dice il direttore generale del più grande Istituto oncologico del Mezzogiorno, Attilio Bianchi – ha raggiunto consolidamento e riconoscimento mondiali. Continuiamo su questa strada cercando innovative fonti di finanziamento, perché sappiamo di essere sulla strada giusta. Senza mai dimenticare l’attenzione per tutte le persone che, con fiducia, si rivolgono quotidianamente a noi».
Lenovys: solo 26% manager aziende italiane dorme a sufficienza
Stili di vitaI manager italiani dormono poco (solo il 26% dorme a sufficienza per iniziare la giornata in piena forma), hanno una forma fisica insoddisfacente (il 66% deve ritrovarla), nel 70% dei casi non riescono a ricaricare le batterie nemmeno in vacanza e solo 1 su 5 delega regolarmente mansioni ai propri collaboratori. Inoltre secondo i manager, solo l’8% delle aziende ha riunioni efficienti ed efficaci, solo una su cinque opera per assicurare un buon bilanciamento tra lavoro e vita privata e solo il 5% delle aziende celebra e festeggia i propri risultati. Sono solo alcune delle conclusioni alle quali è giunta l’indagine che Lenovys, società di consulenza aziendale specializzata in Lean Management applicato all’innovazione ad alto impatto, all’energia delle persone e al miglioramento delle prestazioni, intervistando oltre 500 manager di medie e grandi aziende italiane, tra il 2017 e il 2018. Da qui è nata l’edizione 5 dell’executive master in Lean Lifestyle®: il primo percorso formativo manageriale che ha l’obiettivo di massimizzare il potenziale delle persone in azienda e ridurre gli sprechi di talento ed energia attraverso “l’ingegneria delle abitudini”.
Solo il 40% dei manager e imprenditori intervistati si dichiara convintamente soddisfatto del modo in cui conduce la propria vita professionale e personale. “La gran parte dei manager italiani, negli ultimi 10 anni, è stata catapultata in un mondo iperconnesso e questo salto ha aumentato in maniera esponenziale la complessità delle loro vite, private e professionali. Molti manager sono vittime della tecnologia e non hanno compreso come sfruttarla per ottenere, contemporaneamente, più produttività e più benessere. Impiegano più tempo del necessario in attività lavorative, spesso con risultati inferiori alle aspettative e alti livelli di stress; hanno difficoltà a gestire i team e le loro giornate sono enormemente complicate. – ha dichiarato Luciano Attolico, fondatore di Lenovys – L’obiettivo del nostro master è di fornire strumenti concreti per capire come governare questa complessità in modo da tornare padroni delle nostre vite private e professionali, esprimendo il massimo valore, semplificando le nostre giornate e sfruttando al meglio le tecnologie a disposizione.”
Vaccini, ora anche dai pediatri di libera scelta
News PresaIn Campania, a Napoli, si torna a parlare di vaccini. La sanità pubblica e i pediatri di libera scelta della Fimp si uniscono per informare le famiglie, non sulla base di fantomatiche connessioni con l’autismo, ma di dati scientifici. Insomma, una lotta senza quartiere contro le fake news e un’iniziativa proattiva per offrire attivamente ai bambini più piccoli alcune vaccinazioni. Quest’alleanza a favore della prevenzione e della salute dei neonati prende il via ufficialmente oggi, con un modello di collaborazione che potrà essere esteso alle altre realtà regionali. Il progetto è stato presentato a Torre del Greco e come detto, prevede l’offerta attiva e somministrazione diretta da parte del pediatra di famiglia delle vaccinazioni contro il rotavirus (responsabile potenzialmente di gravi forme di diarrea infantile che possono richiedere il ricovero) e contro il meningococco B (ceppo batterico in grado di provocare gravi forme di meningite, tra i più diffusi nel nostro Paese). L’iniziativa, unica in Campania nel suo genere, si propone di fare da apripista per le altre realtà ed è fortemente voluta dalla ASL 3 Napoli Sud.
Prevenzione
«Siamo chiamati ad affrontare sempre nuove sfide in un’offerta sanitaria in costante cambiamento e dobbiamo essere convinti, noi per primi, che la vaccinazione è uno strumento fondamentale per la salute, a tutte le età – commenta Antonietta Costantini, Direttore Generale della Asl Napoli 3. Con questo progetto, che vede ASL e pediatri di famiglia uniti per la salute dei bambini, vogliamo portare avanti la cultura della prevenzione e della vaccinazione, anche oltre quanto indicato dalla recente normativa. Prevenire infezioni come la gastroenterite da rotavirus o la meningite da meningococco B, per le quali esistono vaccinazioni fortemente raccomandate dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019, significa aiutare a proteggere i bambini, a rendere più tranquille le famiglie e ad evitare decessi, ricoveri e spese sanitarie che non hanno motivo di esistere proprio grazie alle vaccinazioni. Sono convinta che questo progetto avrà successo e diventerà un modello da esportare nelle altre Asl della nostra Regione».
Un nuovo ruolo
Sulla stessa lunghezza d’onda è il vice-presidente nazionale Fimp Antonio D’Avino. «Analoghe esperienze già avviate in altre regioni, ci dicono che il pediatra di famiglia non deve essere solamente la fonte dell’informazione per i neo-genitori sulla salute dei loro bambini, ma può diventare anche il sanitario che somministra i vaccini, anche per evitare lunghe liste di attesa e sovraccarico di lavoro per i servizi di Igiene Pubblica – commenta. Pertanto, questa iniziativa, che vede il pediatra di famiglia in prima linea, favorisce una presa in carico globale dell’intero percorso di salute del bambino e, sotto l’aspetto organizzativo, aiuta a rendere più semplici e accettate le vaccinazioni per la famiglia, contribuendo in modo significativo a decongestionare i centri vaccinali della Asl».
Un modello da esportare
Il progetto si propone come modello per la sanità regionale con l’auspicio che si riesca a creare un circolo virtuoso attorno alle figure degli operatori dei centri vaccinali e dei pediatri di libera scelta, con l’unico obiettivo di migliorare la prevenzione anche attraverso la vaccinazione dei bambini. E’ fondamentale infatti garantire ai piccoli la certezza di non ammalarsi per malattie prevenibile con vaccini attraverso il raggiungimento della massima copertura vaccinale possibile, rispettando i tempi e i modi dettati dal Calendario Vaccinale per la Vita, insieme ai pediatri di famiglia che sul territorio informeranno ed offriranno le vaccinazioni alle famiglie.
Norman, la prima intelligenza artificiale “psicopatica”
Ricerca innovazioneE’ nata la prima intelligenza artificiale psicopatica e la premessa è d’obbligo: non si tratta di uno scherzo e nemmeno della trama di un film di fantascienza. Si parla in questo caso di un esperimento del Mit di Boston, che ha voluto indagare su quale influenza possano avere i dati con i quali si addestra un’intelligenza (artificiale o meno) rispetto alla “sviluppo della personalità”. Il risultato è sbalorditivo e fa riflettere.
Norman
Il profilo di intelligenza artificiale sviluppato dai ricercatori del Mit di Boston è stato chiamato Norman, in onore del protagonista di Psycho Norman Bates. Come detto, Norman è la prima intelligenza artificiale ufficialmente psicopatica. L’algoritmo che ha dato vita a Norman è capace di osservare una foto e capirne il contenuto dopo aver costruito un database da immagini precedenti. I ricercatori del Mit Media Lab lo hanno allenato con delle immagini di persone morenti prelevate da una sottodirectory del sito Reddit, mentre un’altra intelligenza artificiale è stata addestrata con foto normali di animali e persone. Entrambe sono state poi sottoposte al famoso test di Rorschach, in cui viene chiesto di interpretare delle macchie di inchiostro indistinte per valutare la personalità.
Confronto
Le differenze tra le due interpretazioni sono risultate evidenti. La macchia che “l’intelligenza normale” interpretava come «un gruppo di uccellini su un ramo» per Norman era «un uomo che subiva una scarica elettrica». Un «vaso di fiori» diventava «un uomo a cui hanno sparato a morte». Un «guanto da baseball» è stato interpretato come «un uomo ucciso da una mitragliatrice». L’esperimento fa capire quanto siano determinanti le esperienze che formano la personalità. «Norman nasce dal fatto che i dati che vengono usati per addestrare un algoritmo influenzano significativamente il comportamento», scrivono gli ideatori sul sito. «Quindi quando le persone parlano di algoritmi razzisti o scorretti il problema non è nell’algoritmo in sé, ma nei dati usati».
Tumore metastatico al seno: «Noi ci siamo»
Associazioni pazientiUn progetto concreto per le donne colpite da tumore metastatico al seno. Da domani (venerdì 8 giugno) migliaia di opuscoli verranno distribuiti attraverso le oltre 800 farmacie di Napoli e provincia con un solo obiettivo: informare le donne, e sensibilizzare i cittadini, sulle problematiche, ma soprattutto sulle possibilità di aiuto concreto per quante lottano contro la malattia. Una forma di tumore, questa, particolarmente aggressiva che colpisce in Italia circa 35mila donne, le più sfortunate perché lottano contro una malattia che ha già colpito altri organi.
Anche su WhatsApp
Le donne colpite sono spesso giovani, con una predisposizione genetica. Donne per le quali le necessità di cura sono costanti con un immaginabile corollario di problematiche connesse alla vita di tutti i giorni. Donne che hanno bisogno di ottenere ascolto e supporto: e così che attraverso la capillarità della rete delle farmacie sul territorio si cercherà di diffondere innanzitutto il numero dedicato 366 9949915: a questo numero ogni donna, o chi la assiste, potrà lasciare un messaggio o inviare un WhatsApp con i propri dati, le proprie esigenze e la volontà di aderire ai progetti di assistenza. Saranno disponibili specialisti, psico oncologi, nutrizionisti, anestesisti per la terapia del dolore e tanti specialisti per assistere alle problematiche post chemioterapiche e supporti per lo screening per le mutazioni genetiche.
Trasporto gratuito
Il primo servizio, grazie ad un protocollo d’intesa con l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale e grazie alla disponibilità della società Bourelly Health Service, sarà quello di assicurare il trasporto gratuito di accompagnamento presso il Day Hospital nel giorno della chemioterapia. «Essere accompagnate il giorno delle chemioterapia o radioterapia – spiega Stefania Pisani, referente regionale delle pazienti con tumore metastatico dell’Associazione Noi Ci Siamo – è un aiuto ed un sollievo non soltanto per noi pazienti, ma anche per tutti i nostri familiari coinvolti in tutte le nostre esigente. Essere accompagnate, inoltre, facilita anche il lavoro delle strutture ospedaliere: immaginate cosa significhi non ingolfare i reparti di parenti ed amici, spesso costretti ad aspettare anche ore ed ore».
Il ruolo delle farmacie
«È un’iniziativa importante – spiega Michele Di Iorio, Presidente di Fedrfarma Napoli – che va ad accompagnare altre iniziative di prevenzione come quella dello screening mammografico e del tumore al colon retto, esami prenotabile gratuitamente in farmacia. La farmacia è sempre più veicolo di informazione e formazione sanitari, il “negozio dei sani”, di chi vuol sentirsi bene e non più il luogo di mero approvvigionamento dei farmaci». A supportare l’Associazione “Noi ci siamo”, il Rotary Napoli Posillipo, sostenuto dai Rotary Napoli, Napoli Castel dell’Ovo, Napoli Sud Ovest, Napoli Chiaia, Rotaract Napoli Posillipo e Rotaract Napoli Castel dell’Ovo che accompagneranno l’associazione nei successivi step del progetto: attivare un servizio di terapie domiciliari con medici ed infermieri specialisti a domicilio, il che snellirebbe anche liste e tempi d’attesa. Ulteriore obiettivo la creazione di un App per smartphone per favorire la comunicazione diretta medico-paziente. «Abbiamo finanziato con entusiasmo questo progetto – spiega il Vincenzo Argenzio, responsabile dell’iniziativa per conto del Rotary – siamo quasi pronti con la realizzazione dell’App, ma soprattutto speriamo di poter partire presto anche con le visite domiciliari, almeno nel caso di quelle terapie più semplici. Non ci fermeremo qui, ma continueremo a sostenere l’associazione Noi ci siamo, accompagnandolo nei suoi progetti».