FIMMG: “Dieci medici esclusi dal corso di formazione per un cavillo burocratico”
Dieci giovani medici esclusi dal concorso per l’accesso al corso triennale di formazione specifica in Medicina Generale 2026-2029 per non aver allegato alla domanda una copia del documento d’identità, nonostante l’autenticazione effettuata attraverso SPID. È il caso denunciato dalla FIMMG Campania, che chiede alla Regione di consentire ai candidati interessati di regolarizzare la documentazione e partecipare alla selezione con riserva.
Una vicenda che riporta al centro del dibattito il rapporto tra digitalizzazione delle procedure amministrative, rispetto delle disposizioni dei bandi pubblici e necessità di garantire l’accesso alla formazione dei futuri medici di famiglia.
Concorso Medicina Generale: 974 domande e 240 borse disponibili
Secondo i dati ufficiali della Regione Campania riportati dalla FIMMG, per il concorso sono state presentate 974 domande, delle quali 959 ammesse, comprese 439 con riserva, e 15 escluse. Dieci delle esclusioni, stando alla denuncia sindacale, sarebbero riconducibili alla mancata presentazione della copia del documento d’identità.
Le borse di formazione disponibili sono 240, mentre la prova concorsuale è fissata per il 21 ottobre 2026.
La questione riguarda candidati che hanno presentato regolarmente la domanda mediante una piattaforma digitale con autenticazione dell’identità, ma che non hanno completato tutti gli adempimenti documentali previsti dal bando.
Schiavo: «A cosa serve allora lo SPID?»
«La Regione Campania decide di non decidere – denuncia Vincenzo Schiavo, presidente della FIMMG Napoli –. Ci troviamo di fronte a una situazione che ha dell’incredibile. Dieci medici rischiano di restare fuori dal concorso non perché privi dei requisiti professionali, ma perché non hanno allegato la copia di un documento d’identità a una domanda presentata attraverso un sistema che ne aveva già verificato l’identità. A cosa serve allora lo SPID? Se gli stessi candidati avessero utilizzato la Carta d’Identità Elettronica, avremmo chiesto loro anche una copia della carta d’identità? È evidente che siamo di fronte a una contraddizione che merita di essere risolta con buon senso».
La critica del sindacato riguarda soprattutto la possibilità di superare una carenza documentale senza compromettere la regolarità della procedura concorsuale.
Il nodo del bando e la possibilità di regolarizzare le domande
Secondo quanto riferito dalla FIMMG, alla richiesta di chiarimenti sarebbe stato opposto il rispetto delle disposizioni del bando, che prevedono l’obbligo di allegare il documento d’identità a pena di esclusione.
Per il sindacato si tratterebbe di una prescrizione legata a modalità amministrative precedenti alla diffusione dei sistemi di identificazione digitale. Resta tuttavia distinto il piano dell’identificazione tramite SPID da quello degli specifici obblighi documentali stabiliti dal bando, la cui applicazione è al centro della contestazione.
«Nessuno mette in discussione il rispetto delle regole – prosegue Schiavo – ma le regole devono essere interpretate alla luce dell’evoluzione tecnologica e delle finalità delle procedure pubbliche. Qui non si tratta di candidati sconosciuti all’amministrazione: sono medici che hanno effettuato l’accesso mediante identità digitale e ai quali la Regione ha successivamente inviato comunicazioni attraverso la posta elettronica certificata. Possibile che non si possa consentire loro di integrare un documento senza compromettere la regolarità del concorso?».
Carenza di medici di famiglia: la FIMMG chiede l’ammissione con riserva
La FIMMG ha formalizzato la richiesta di ammettere con riserva i dieci medici, consentendo loro di partecipare alla prova e di integrare la documentazione mancante.
Una soluzione che il sindacato considera particolarmente importante in una fase caratterizzata dalle difficoltà nel garantire un numero adeguato di medici di medicina generale sul territorio.
«Siamo di fronte a una carenza di medici di famiglia che mette già in difficoltà l’assistenza territoriale – sottolinea Schiavo – e rischiamo di impedire a dieci giovani colleghi persino di partecipare alla selezione per una questione puramente formale. Non chiediamo deroghe sui requisiti di accesso o trattamenti di favore. Chiediamo soltanto che venga valutata la possibilità di regolarizzare la documentazione e che nessuno sia escluso quando la sua identità è già stata accertata. Il concorso è ormai alle porte e non possiamo permetterci ulteriori rinvii. La Regione si assuma la responsabilità di una decisione tempestiva, senza lasciare questi medici nell’incertezza», conclude Schiavo.
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