L’influenza rappresenta una delle principali cause di malattia stagionale nei bambini, con un impatto significativo non solo sulla loro salute ma anche sulla routine familiare e scolastica. Negli ultimi anni, la prevenzione attraverso la vaccinazione ha assunto un ruolo centrale, contribuendo a ridurre il rischio di complicanze e la diffusione del virus. Tuttavia, in ambito pediatric, la scelta della formulazione del vaccino antinfluenzale – tra spray nasale e la tradizionale puntura – genera spesso dubbi e domande tra genitori e operatori sanitari. A fare chiarezza ci pensa Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico vaccinazioni della Società italiana di pediatria (Sip), che spiega le differenze tra le due opzioni e come orientarsi nella decisione.
Vaccino antinfluenzale per bambini: spray o puntura?
Quando si tratta di vaccinare i bambini contro l’influenza, la modalità di somministrazione può influire sia sull’efficacia che sull’accettazione del trattamento. Le due formulazioni più comuni sono il vaccino somministrato per via intranasale, detto anche spray nasale, e il classico vaccino per iniezione intramuscolare (puntura). Entrambi mirano a stimolare la risposta immunitaria verso i ceppi di virus influenzali inclusi nel vaccino, ma differiscono in termini di composizione, modalità d’uso e indicazioni.
Secondo Rocco Russo, il vaccino spray viene somministrato direttamente nella mucosa nasale, dove inizia il processo di attivazione immunitaria proprio nell’organo di ingresso principale del virus. Questa modalità è particolarmente apprezzata per la sua semplicità, l’assenza di aghi e il minore disagio percepito dal bambino. Inoltre, lo spray contiene virus vivi attenuati, cioè indeboliti al punto da non causare la malattia ma sufficientemente attivi da stimolare una risposta immunitaria più naturale e robusta.
D’altra parte, il vaccino iniettato tramite puntura consiste in virus inattivati o componenti virali, non vivi, somministrati nel muscolo. Anche questa formulazione risulta efficace nell’indurre immunità e presenta uno storico consolidato di sicurezza. La puntura rimane quindi la scelta privilegiata in alcune situazioni specifiche o per determinate fasce di età.
I vantaggi e le limitazioni dello spray nasale
Un aspetto importante sottolineato da Rocco Russo riguarda il comfort e l’adesione alla vaccinazione nei bambini. Spesso, la paura degli aghi rappresenta una barriera rilevante, che può portare alla rinuncia o al ritardo nella somministrazione del vaccino. Lo spray nasale elimina questo problema, semplificando la procedura e facilitando la somministrazione anche in ambito scolastico o nelle campagne vaccinali di massa.
Dal punto di vista immunologico, il vaccino spray induce una risposta locale sulle mucose respiratorie, determinando una barriera più efficace contro il virus. Tuttavia, l’uso dello spray è generalmente indicato per bambini in buona salute, senza patologie gravi o immunodeficienze, e non è raccomandato per bambini molto piccoli, di età inferiore ai 2 anni.
Un limite da considerare è poi rappresentato dalle restrizioni nelle condizioni cliniche, come nel caso di bambini con asma severa o allergie significative, dove la forma intranasale potrebbe non essere indicata. In questi casi, la scelta ricade necessariamente sul vaccino per via intramuscolare.
Quando è preferibile la puntura?
La tradizionale iniezione intramuscolare resta ancora oggi il metodo più diffuso e indicato in diverse circostanze. Come evidenzia Rocco Russo, essa viene preferita nei bambini con condizioni mediche particolari, come immunodeficienze, malattie croniche importanti, o quelli che assumono farmaci immunosoppressori. Inoltre, i neonati e i più piccoli, soprattutto sotto i 2 anni, devono ricevere preferibilmente la puntura in quanto lo spray nasale non è ancora approvato per questa fascia d’età.
Un altro punto a favore del vaccino tradizionale è la stabilità del prodotto e la disponibilità in tutte le strutture sanitarie, oltre all’esperienza consolidata nel suo utilizzo. In molti casi, poi, la scelta può dipendere dall’esigenza di una copertura più ampia o da particolari indicazioni regionali o italiane.
La decisione finale: un bilanciamento personalizzato
Non esiste una risposta univoca su quale delle due formulazioni sia “migliore” in senso assoluto: la scelta dipende dal contesto clinico, dall’età, dalla storia sanitaria del bambino, e da eventuali controindicazioni specifiche. Per questo motivo, Rocco Russo sottolinea l’importanza del ruolo del pediatra o del medico vaccinatore che, conoscendo la situazione individuale, può consigliare la formulazione più appropriata.
In generale, per i bambini sani dai 2 anni in su, lo spray nasale rappresenta una valida ed efficace alternativa, con il vantaggio di una somministrazione più semplice e meno invasiva. Per i più piccoli o per i bimbi con particolari esigenze di salute, la puntura intramuscolare resta la scelta di riferimento.
Questa diversificazione consente di aumentare la copertura vaccinale, offrendo più opzioni ai genitori e migliorando la protezione della popolazione infantile contro l’influenza stagionale. Il confronto aperto e la corretta informazione, come quella fornita dal Tavolo tecnico vaccinale della SIP, rappresentano quindi fondamentali strumenti per garantire una campagna vaccinale efficace e accolta con fiducia.




