Il glaucoma è una delle principali cause di cecità irreversibile nel mondo e in Italia colpisce circa un milione di persone. Tra i pazienti italiani affetti da questa patologia vi è anche Chiara Mazzel, oro paralimpico, che ha deciso di raccontare la sua esperienza per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e dei controlli regolari.
Cos’è il glaucoma e perché è importante fare i controlli precoci
Il glaucoma è una malattia oculare caratterizzata da un aumento della pressione intraoculare che, se non trattata, danneggia il nervo ottico e porta a una progressiva perdita della vista. Quello che rende il glaucoma particolarmente insidioso è la sua natura silenziosa: spesso non provoca sintomi evidenti nelle fasi iniziali, per questo molte persone scoprono di esserne affette solo quando il danno visivo è già avanzato. A differenza di altre patologie oculari in cui la perdita graduale della vista può essere percepita, il glaucoma può progredire nell’ombra.
Il professor Bandello ricorda che la prevenzione è la migliore arma contro questa patologia. Per questo motivo, è essenziale sottoporsi a controlli regolari, soprattutto superati i 40 anni, quando il rischio comincia ad aumentare. La misurazione della pressione degli occhi è un esame rapido e indolore che consente di individuare tempestivamente eventuali valori alti, primi segnali di un possibile glaucoma.
Sintomi del glaucoma: perché non sempre si vedono subito
Il glaucoma primario ad angolo aperto, la forma più comune della malattia, si sviluppa senza sintomi evidenti. Spesso il paziente non si accorge della progressiva riduzione del campo visivo fino a quando il danno non riguarda l’area centrale della vista. Può dunque succedere che chi è affetto da glaucoma abbia una buona visione periferica compromessa, senza esserne consapevole.
Al contrario, altre forme più rare, come il glaucoma ad angolo chiuso, possono manifestarsi con dolore oculare improvviso, rossore, visione offuscata e nausea, situazioni che richiedono un intervento medico urgente. Tuttavia, la maggior parte dei casi si scopre proprio grazie ai controlli periodici, anche in assenza di sintomi.
Diagnosi e monitoraggio: un percorso fondamentale
La diagnosi di glaucoma si basa principalmente su tre esami: la misurazione della pressione intraoculare, la valutazione del nervo ottico mediante esame del fondo oculare e la perimetria, cioè la misura del campo visivo. Questi test permettono non solo di identificare la presenza della malattia ma anche di monitorarne l’evoluzione nel tempo.
Un altro strumento diagnostico sempre più utilizzato è la tomografia a coerenza ottica (OCT), che consente di analizzare in modo dettagliato le fibre del nervo ottico e la retina, evidenziando danni molto precoci prima che si manifestino alterazioni nel campo visivo.
Le terapie per il glaucoma: dal controllo della pressione oculare alle nuove prospettive
Il trattamento del glaucoma mira a ridurre la pressione intraoculare, rallentando o arrestando così il danno al nervo ottico. La prima linea terapeutica è rappresentata da colliri specifici, da utilizzare quotidianamente secondo prescrizione medica. Questi farmaci aiutano a diminuire la produzione di umore acqueo o a migliorare il deflusso del liquido all’interno dell’occhio.
Nei casi in cui i colliri non risultino sufficienti, si può ricorrere a trattamenti laser o a interventi chirurgici più complessi, personalizzati in base alle caratteristiche del paziente e alla gravità della malattia.
Negli ultimi anni, la ricerca ha fatto importanti passi avanti, aprendo nuove possibilità di cura e monitoraggio a distanza, ma il punto fermo rimane la diagnosi precoce e il costante controllo medico.
L’importanza della prevenzione: il messaggio a chi ha più di 40 anni
La prevenzione è la chiave per limitare l’impatto del glaucoma sulla qualità della vita. Misurare la pressione oculare dopo i 40 anni, anche in assenza di disturbi visivi, è una semplice abitudine che può salvare la vista.
Allo stesso modo, chi ha fattori di rischio come familiarità, diabete, ipertensione o è miope dovrebbe sottoporsi a controlli più frequenti. La sensibilizzazione sulle persone è fondamentale per superare la falsa convinzione che “vedo bene, quindi non ho problemi” e promuovere una cultura della prevenzione oculare che possa ridurre considerevolmente il numero di casi avanzati di glaucoma.





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