Per chi convive con una broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) avanzata, anche le attività più semplici possono richiedere uno sforzo considerevole. Alla difficoltà di respirare si aggiunge spesso una stanchezza persistente, che può limitare la vita quotidiana anche durante un percorso di riabilitazione. Uno studio italiano pubblicato su Thorax ha esaminato se l’aggiunta di arginina e vitamina C liposomiale possa aiutare a ridurre questo sintomo.
Lo studio in dieci centri italiani
La ricerca, coordinata dall’IRCCS Maugeri di Telese Terme, ha coinvolto dieci centri di riabilitazione cardiopolmonare e 98 persone con BPCO avanzata e insufficienza respiratoria cronica, tutte in ossigenoterapia a lungo termine. I partecipanti hanno seguito un programma di riabilitazione polmonare di 28 giorni. Assegnati casualmente a due gruppi, hanno ricevuto in aggiunta arginina e vitamina C liposomiale oppure un placebo, senza che né loro né i ricercatori sapessero chi assumesse il trattamento.
«Nelle forme più gravi, la sensazione di fatica rappresenta uno dei sintomi extrapolmonari più invalidanti», spiega Mauro Maniscalco, coordinatore dello studio e direttore dell’Unità operativa di riabilitazione pneumologica della Maugeri di Telese Terme. Secondo Maniscalco, la stanchezza può continuare a ostacolare le attività quotidiane anche quando il paziente partecipa alla riabilitazione.
Quanto è diminuita la stanchezza
Al termine delle quattro settimane, la percezione della stanchezza era migliorata in entrambi i gruppi. Nei dati diffusi dai ricercatori, il calo del punteggio è stato del 27% tra chi aveva assunto l’integratore, contro il 10% nel gruppo placebo. La stanchezza è stata misurata con la Fatigue Severity Scale, un questionario che valuta quanto il sintomo interferisca con la vita della persona. Il confronto tra i gruppi sull’esito principale dello studio ha mostrato una differenza statisticamente significativa.
«Entrambi i gruppi hanno tratto beneficio dalla riabilitazione», osserva Giuseppe Fiorentino, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie respiratorie degli Ospedali dei Colli di Napoli. Il miglioramento della stanchezza, aggiunge, è stato più marcato tra i pazienti che hanno assunto arginina e vitamina C.
Nel gruppo trattato, il 57% dei partecipanti è sceso sotto la soglia di stanchezza considerata clinicamente rilevante, rispetto al 36% nel gruppo placebo. È un dato incoraggiante, ma la differenza su questo specifico esito non ha raggiunto la soglia convenzionale di significatività statistica. Inoltre, lo studio non ha riscontrato differenze significative tra i gruppi nei test di capacità fisica o negli altri esiti secondari valutati.
Che cosa significa per i pazienti
È bene ricordare e sottolineare che lo studio riguarda persone con BPCO avanzata, insufficienza respiratoria cronica e ossigenoterapia, impegnate in un programma strutturato di riabilitazione. L’integratore è stato studiato come aggiunta alla riabilitazione, non come trattamento autonomo della malattia.
La ricerca suggerisce quindi una possibile strada per affrontare la fatigue in questi pazienti, ma non dimostra che la stessa combinazione funzioni per la stanchezza dopo l’influenza o per i cali di energia stagionali. Per estendere il risultato ad altre condizioni serviranno studi dedicati. Nel frattempo, per chi ha una BPCO, una stanchezza persistente resta un sintomo da riferire ai curanti, così da valutarla nel quadro complessivo della malattia e del percorso riabilitativo.
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