Con la fine della scuola e l’inizio dell’estate, la vita quotidiana di molti adolescenti cambia in modo profondo. Le giornate non sono più scandite dagli orari scolastici, dagli impegni pomeridiani, dalle interrogazioni, dai compiti e dagli incontri quotidiani con compagni e insegnanti. Per tanti ragazzi questo passaggio rappresenta un’occasione di riposo e libertà, ma per altri può trasformarsi in un periodo più fragile, in cui emergono o si aggravano difficoltà emotive già presenti.
La perdita della routine, l’alterazione dei ritmi sonno-veglia, l’aumento del tempo trascorso online, la riduzione dei contatti sociali diretti e la maggiore esposizione ai contenuti social legati all’immagine corporea possono creare un terreno favorevole al disagio psicologico. È quanto sottolineano gli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che richiamano l’attenzione soprattutto sui ragazzi più vulnerabili.
Durante i mesi estivi, infatti, possono comparire o diventare più evidenti comportamenti che segnalano una sofferenza emotiva: isolamento sociale, irritabilità, chiusura in sé stessi, ma anche diete drastiche, allenamenti compulsivi, attenzione eccessiva al peso e all’aspetto fisico. A pesare può essere anche la cosiddetta “prova costume”, che per alcuni adolescenti diventa fonte di ansia, confronto e insoddisfazione.
La scuola come protezione: il ruolo della routine e delle relazioni
«L’estate viene spesso associata a benessere e leggerezza, ma per alcuni adolescenti rappresenta un momento delicato», spiega Deny Menghini, responsabile di Psicologia del Bambino Gesù. La chiusura delle scuole, infatti, non comporta soltanto la fine delle lezioni, ma interrompe anche abitudini e relazioni quotidiane che per molti ragazzi hanno una funzione protettiva.
La scuola offre una struttura: orari precisi, contatti sociali, attività, occasioni di confronto e presenza di adulti di riferimento. Quando tutto questo viene meno, alcuni adolescenti possono trovarsi improvvisamente senza punti fermi. Le giornate diventano meno organizzate, la noia aumenta e, in assenza di alternative, cresce spesso il ricorso a smartphone, videogiochi e social network.
Secondo Menghini, i social vengono utilizzati frequentemente per riempire il tempo e contrastare la noia di giornate meno scandite da impegni. Tuttavia, proprio in questo periodo può aumentare anche l’esposizione a modelli estetici irrealistici, con possibili ripercussioni sull’autostima e sul rapporto con il proprio corpo.
Più tempo online e sonno alterato: cosa succede in estate
Gli studi internazionali indicano che durante i mesi estivi gli adolescenti trascorrono mediamente tra i 45 e i 55 minuti in più al giorno online rispetto al periodo scolastico. In Italia, in particolare, il 30% dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni supera le 4 ore di connessione quotidiana.
Questo aumento del tempo trascorso davanti agli schermi non riguarda soltanto l’intrattenimento. I social network diventano spesso uno spazio di confronto continuo, dove immagini, corpi, vacanze, abiti e stili di vita possono alimentare la sensazione di non essere abbastanza: abbastanza belli, magri, sportivi, popolari o felici.
Insieme all’iperconnessione si registra anche una significativa alterazione del sonno. Fino al 70-80% degli adolescenti sperimenta il cosiddetto “social jetlag”, cioè uno spostamento in avanti degli orari di addormentamento e risveglio. Si va a dormire più tardi, ci si sveglia più tardi, si passa più tempo connessi nelle ore notturne e il ritmo biologico può risultare compromesso.
Il sonno, però, ha un ruolo centrale nell’equilibrio emotivo. Dormire poco o male può aumentare irritabilità, ansia, difficoltà di concentrazione e vulnerabilità psicologica. Per questo gli specialisti insistono sull’importanza di mantenere orari regolari anche durante le vacanze.
Immagine corporea e “prova costume”: il peso del confronto
L’estate è anche la stagione in cui il corpo è più esposto. Mare, piscina, abiti leggeri e fotografie condivise online possono accentuare l’attenzione verso l’aspetto fisico. Per molti adolescenti questo può diventare un elemento di pressione, soprattutto quando il confronto con gli altri avviene attraverso immagini filtrate, selezionate e spesso lontane dalla realtà.
L’insoddisfazione per il proprio aspetto riguarda circa 3 adolescenti su 10 in Italia. L’esposizione ai social media può amplificare il confronto con standard estetici poco realistici, contribuendo a una percezione più negativa di sé. Secondo la Mental Health Foundation britannica, le immagini viste online inciderebbero negativamente sulla percezione di sé per il 40% dei giovani.
Questi dati aiutano a comprendere perché, durante l’estate, alcuni comportamenti possano intensificarsi: controllo ossessivo del peso, calcolo delle calorie, eliminazione di alcuni alimenti, allenamenti eccessivi, paura di ingrassare, disagio nel mostrarsi o nel partecipare ad attività sociali.
Non sempre questi segnali indicano la presenza di un disturbo strutturato, ma possono rappresentare campanelli d’allarme da osservare con attenzione, soprattutto se persistono o si accompagnano a ritiro sociale, tristezza, irritabilità o cambiamenti improvvisi nelle abitudini quotidiane.
Disturbi alimentari in aumento anche tra i più giovani
In parallelo, gli specialisti segnalano un incremento generalizzato dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, indipendentemente dalla stagione. All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, nell’arco di cinque anni, le diagnosi sono aumentate di oltre il 60%.
Il dato colpisce ancora di più se si guarda alle fasce più giovani: l’aumento è stato del 50% tra i bambini sotto i 10 anni e nella fascia 11-13 anni. Si tratta di numeri che confermano quanto il disagio legato all’alimentazione e al corpo possa manifestarsi sempre più precocemente.
«Intervenire tempestivamente è fondamentale», conclude Menghini. Molti disturbi della sfera emotiva, che si riflettono anche sul rapporto con l’alimentazione, esordiscono proprio durante l’adolescenza e oggi in età sempre più precoce. Possono presentarsi inizialmente con segnali sfumati, non sempre facili da riconoscere, ma proprio per questo è importante intercettarli, soprattutto nei mesi in cui i ritmi quotidiani cambiano profondamente.
I segnali da osservare: quando prestare attenzione
Per aiutare genitori e caregiver a riconoscere precocemente eventuali situazioni di disagio, gli esperti del Bambino Gesù indicano alcuni segnali da non sottovalutare. Tra questi ci sono i cambiamenti improvvisi nelle abitudini alimentari, l’isolamento, l’irritabilità, le alterazioni del sonno, il ritiro sociale, l’attività fisica eccessiva, l’utilizzo prolungato dei dispositivi digitali soprattutto nelle ore notturne e l’ossessione per il peso corporeo o per il calcolo delle calorie.
Un adolescente che cambia drasticamente il modo di mangiare, evita i pasti in famiglia, controlla continuamente il proprio corpo o si allena in modo compulsivo potrebbe stare comunicando un disagio. Allo stesso modo, frasi negative ricorrenti sul proprio aspetto non dovrebbero essere liquidate come semplici insicurezze passeggere.
L’atteggiamento degli adulti è decisivo. Gli esperti raccomandano di parlare con i ragazzi senza giudizio, senza toni punitivi e senza banalizzare. L’obiettivo non è controllare, ma creare uno spazio di ascolto in cui l’adolescente possa sentirsi accolto e non colpevolizzato.
Le 10 regole per un’estate più equilibrata
Per vivere l’estate in modo più sereno e proteggere il benessere psicologico degli adolescenti, gli specialisti del Bambino Gesù ricordano alcune regole utili.
La prima è mantenere orari regolari di sonno anche durante le vacanze. La seconda è limitare l’uso di smartphone e videogiochi nelle ore serali, quando l’esposizione agli schermi può interferire con l’addormentamento. È importante anche evitare i dispositivi digitali durante i pasti, favorendo momenti di relazione familiare e dialogo.
Un altro punto centrale è promuovere attività sportive sane e tempo all’aperto, senza trasformare il movimento in un obbligo o in una forma di controllo del corpo. Bisogna poi prestare attenzione a cambiamenti improvvisi dell’alimentazione e non banalizzare frasi negative ricorrenti sul proprio corpo.
Gli esperti invitano inoltre a osservare eventuali segnali di isolamento sociale, incentivare relazioni e attività condivise offline, parlare con i ragazzi senza giudizio né atteggiamenti punitivi e chiedere supporto specialistico in presenza di segnali persistenti di disagio.
L’estate, dunque, può essere un’occasione preziosa di riposo, crescita e autonomia, ma richiede attenzione. Per molti adolescenti il benessere passa anche dalla presenza discreta degli adulti, dalla qualità delle relazioni, da una gestione equilibrata del tempo online e dalla possibilità di sentirsi ascoltati prima che il disagio diventi più profondo.
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