Cortisolo: quando influenza il peso, perché se ne parla tanto e cosa è vero
Il cortisolo è sempre più spesso protagonista di video e post virali che lo identificano come il responsabile diretto di sintomi come insonnia, aumento di peso e gonfiore del viso. In realtà il cortisolo è un ormone essenziale per la sopravvivenza, coinvolto nella risposta del corpo agli stress. Non è la causa dello stress, ma la sua conseguenza fisiologica. Solo in presenza di patologie specifiche i suoi livelli diventano un problema clinico.
Sul web, influencer consigliano integratori, diete e altri rimedi per abbassarne i livelli. L’endocrinologa Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità e docente all’Università Federico II di Napoli, intervistata dal Corriere della Sera, ha spiegato che molte delle informazioni che circolano sui social sono fuorvianti.
Il cortisolo è un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali, coinvolto nella regolazione di metabolismo e pressione arteriosa. Viene chiamato «ormone dello stress», ma per Colao andrebbe definito «ormone della vita» perché ha consentito all’essere umano di sopravvivere in condizioni estreme. Interviene infatti in tutte le situazioni di emergenza, fisiche o psichiche, come infezioni, traumi, lutti o altri stress. La sua reputazione negativa nasce da un’associazione semplificata, poiché subentra in situazioni di stress, come risposta del corpo.
Cortisolo alto: quando preoccuparsi e perché non serve misurarlo senza sintomi
Una falsa credenza è che il cortisolo sia spesso alto, ma in realtà l’ipersecrezione è rara. Può derivare da condizioni patologiche specifiche, come il morbo di Cushing, causato da tumori al surrene o all’ipofisi, oppure da una terapia farmacologica con cortisone. Fuori da questi contesti, i livelli variano nel corso della giornata, con picchi al mattino e valori più bassi alla sera, seguendo un ritmo circadiano.
Per questo motivo non ha senso inserire il dosaggio del cortisolo tra gli esami del sangue di routine, se non ci sono sintomi. Il prelievo di prima mattina, fascia oraria in cui quest’ormone è fisiologicamente alto (tra le 6 e le 8), non consente valutazioni cliniche attendibili. Anche in condizioni di stress cronico, che possono alterare l’equilibrio ormonale, non è il semplice valore numerico a indicare una patologia.
Farmaci e integratori: perché non funzionano
Uno dei consigli più diffusi online riguarda l’uso di integratori o farmaci per abbassare il cortisolo, ma si tratta di un falso mito. L’endocrinologa precisa che i farmaci si usano soltanto nei casi di malattia primitiva. Quando l’aumento è legato al sovrappeso o all’obesità, l’intervento efficace è il cambiamento dello stile di vita: migliorare l’alimentazione, fare attività fisica regolare, e ridurre il peso corporeo. Anche gli integratori non abbassano i livelli. Una corretta alimentazione ha effetti concreti, mentre i prodotti proposti come rimedi naturali o “detox” non hanno alcuna efficacia clinica documentata.
Effetti sul sonno

Un’altra idea molto diffusa è che il cortisolo causi direttamente l’insonnia. Colao chiarisce che non è il responsabile unico della mancanza di sonno, ma può favorirla. Se i livelli restano alti in serata, il sonno può essere compromesso. A sua volta, la mancanza di riposo può far aumentare ulteriormente quest’ormone, creando un circolo vizioso. Le persone che assumono cortisone in terapia conoscono bene questo effetto: il cortisone, strettamente correlato al cortisolo, interrompe il ritmo naturale sonno-veglia. In particolare è anche detto “ormone del risveglio” perché il suo picco mattutino serve a preparare il corpo all’attività quotidiana.
Aumento di peso: quando fa ingrassare e quali conseguenze sul corpo
Il cortisolo può favorire l’aumento di peso, perché in situazioni di stress, aumenta i livelli di zucchero nel sangue per fornire energia rapida all’organismo. Questo avviene attraverso la trasformazione di proteine e grassi in glucosio. Lo zucchero in eccesso che non viene utilizzato viene immagazzinato sotto forma di grasso. Questo meccanismo può portare a un accumulo di adipe nella parte centrale del corpo.
Si sviluppa un tipo di obesità detto “centrale”: il tronco si allarga, i chili si concentrano su seno, addome e parte superiore della schiena. Si forma il cosiddetto “gibbo di bufalo”, un deposito adiposo tra collo e spalle. Le gambe e le braccia invece si assottigliano perché il cortisolo consuma massa muscolare. Questo effetto si osserva anche nei casi di ipersecrezione patologica. Nella perimenopausa e nella menopausa, invece, l’aumento di peso non dipende esclusivamente da quest’ormone. I fattori in gioco sono molteplici, in particolare i cambiamenti metabolici legati all’età. Colao consiglia di contrastarli con una riduzione dell’introito calorico e con maggiore attività fisica.
La “faccia da cortisolo”
Tra le frasi più diffuse su TikTok c’è “You’re not ugly, you’re just cortisol face”. Secondo molti influencer, il volto paffuto sarebbe un segnale di valori alti. Colao spiega che esiste davvero una “faccia da cortisolo”, ma ha caratteristiche precise. Si chiama “facies lunare” ed è una manifestazione classica del morbo di Cushing. Si tratta di un viso tondo, gonfio, arrossato e con una crescita anomala di peli. Queste manifestazioni non sono comuni e non vanno confuse con semplici variazioni estetiche. Il volto paffuto non basta per diagnosticare un problema ormonale. Anche in questo caso, solo una visita medica accurata può stabilire se c’è un’alterazione significativa dei livelli di cortisolo.

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