Tempo di lettura: 3 minutiGaia e Pasquale non si conoscono, sono due ragazzi con vite diverse, ma hanno in comune qualcosa che li rende molto simili: nonostante siano colpiti entrambi da patologie che al momento li costringono in ospedale hanno saputo stringere il coraggio a due mani e hanno brillantemente sostenuto la prova d’esame per la maturità. «Ragazzi e professori riuniti per l’interrogazione, ma anche medici e infermieri, perché Gaia il suo esame di maturità lo ha dovuto sostenere in ospedale», scrive sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno Raffaele Nespoli. «Ieri, per un giorno, una sala della terza medicina del Cardarelli di Napoli si è trasformata in aula di scuola. Alle 14.30 una commissione d’esame del liceo Quinto Orazio Flacco di Portici è arrivata al nosocomio del Vomero e Gaia, ricoverata ormai da due settimane, ha potuto vivere una delle giornate più importanti della sua vita. Diciotto anni compiuti da poco meno di due mesi, la giovane studentessa è ricoverata nel reparto diretto dal professor Generoso Uomo a causa di un grave problema, il Lupus eritematoso sistemico (Les), malattia infiammatoria sistemica molto difficile da diagnosticare. Semplificando un po’, Gaia ha una patologia diffusa a tutto il corpo, causata da quelli che in gergo si definiscono “autoanticorpi”, cioè anticorpi che attaccano l’organismo creando gravi problemi. Nonostante questo la giovane studentessa non ha voluto trovare scuse. Il suo desiderio era quello di poter sostenere l’esame e diplomarsi come i sui compagni. Il sì è arrivato grazie alla grande disponibilità della scuola e degli insegnanti, ma anche grazie allo straordinario lavoro della direzione strategica del Cardarelli e di medici, reumatologi e infermieri che si sono stretti attorno alla ragazza».
Mi trovo nel cuore dell’inferno
La tesina proposta dalla giovane studentessa ha un titolo molto chiaro e in qualche modo evocativo: «Mi trovo nel cuore dell’inferno». L’inferno al quale si riferisce è quello dell’olocausto e la sofferenza che ne deriva è legata alla follia dei campi di sterminio nazisti. Gaia ha visitato quei luoghi assieme alla famiglia e ha deciso di approfondire il tema per discuterne in sede d’esame. Nelle settimane che hanno preceduto la prova, Gaia ha avuto il sostegno costante di mamma Lia e papà Nunzio, che si sono alternati in reparto giorno e notte. «Qui al Cardarelli abbiamo trovato un accoglienza eccezionale – dice Nunzio – sia la direzione che i medici sono stati splendidi e comprensivi con noi e con Gaia». Non a caso, ieri, all’esterno dell’aula d’esame c’era anche un insolito via di camici bianchi. Primi fra tutti i medici che più le sono stati vicini in queste settimane: Fernando Gallucci, Chiara Mastrobuoni e Anna Parisi. Tutti con i volti tesi e con una sola domanda ricorrente: «come sta andando?». Bene, Gaia ancora una volta ha gettato il cuore oltre l’ostacolo.
Vite parallele
Intanto, nel reparto di cardiochirurgia generale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” dell’Ospedale Monaldi, diretto da Marisa De Feo, anche Pasquale (in attesa di trapianto cardiaco) ha sostenuto l’esame di maturità scientifica. Ieri, grazie all’autorizzazione del direttore dell’ufficio scolastico regionale della Campania, Luisa Franzese, si è riunita la commissione del Liceo Virgilio di Pozzuoli e il giovane paziente ha sostenuto la prova di Italiano, scegliendo una traccia sulla paura. «Mio figlio aveva un po’ di timore a svolgere l’esame in ospedale – spiega la mamma – ma ha affrontato la prova con grande serenità e coraggio anche in una stanza di ospedale. Vorrei ringraziare i medici e il personale del reparto che si sono impegnati per fare in modo che Pasquale riuscisse a sostenere l’esame al meglio». Alla fine entrambe le prove sono andate più che bene, nonostante ai ragazzi non sia stato fatto alcun favoritismo. Gaia e Pasquale hanno davanti molte altre sfide dure da superare, ma la cosa sicura è che le affronteranno con il coraggio e la determinazione che hanno già ampiamente dimostrato di avere.
Lsd e funghi allucinogeni per curare disturbi mentali gravi
News PresaLe droghe psichedeliche, associate allo sballo, oggi trovano una nuova possibilità di impiego per la cura di gravi disturbi mentali. Proprio così: due studi pubblicati su Scientific Report mostrano interessanti possibilità di cura per gravi problemi psichici. Queste sostanze allucinigene, da Lsd ai funghi magici, rappresentano un grave pericolo per i giovani e sono diffuse soprattutto negli ambienti di musica elettronica o tecno. Ad analizzare l’effetto della psilocibina, presente in alcuni funghetti allucinogeni, su 19 pazienti con depressione maggiore non rispondente a trattamenti, è stato un gruppo di ricercatori dell’Imperial College London.
Il disturbo depressivo maggiore è caratterizzato da una connettività funzionale anormale a riposo (RSFC) in alcune aree del cervello. Attraverso risonanza la magnetica funzionale è emerso che “il trattamento con psilocibina ha prodotto effetti antidepressivi rapidi e sostenuti”. In particolare, spiegano i ricercatori: “i pazienti che hanno ottenuto il punteggio più alto in esperienza ‘mistica’ hanno avuto maggiori diminuzioni di connettività funzionale anormale”. Un altro studio ha invece preso in esame la dietilammide dell’acido lisergico, o LSD, facendo emergere la capacità di curare alcuni tipi di disordini mentali gravi, grazie alla sua capacità di ‘improvvisare’ nuove connessioni nel cervello, allo stesso modo di un jazzista mentre suona. Il team di ricerca dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona ha somministrato a 12 volontari una piccola dose di LSD o del placebo durante o dopo l’ascolto di musica. Attraverso risonanze magnetiche funzionali è stata monitorata l’attività cerebrale dei partecipanti. Il risultato è stato che, generando nuove connessioni, l’LSD riesce a stimolare il ripristino di quelle deteriorate dalla malattia. Selen Atasoy, a capo del gruppo di ricerca, ha spiegato: ”così come l’improvvisazione dei jazzisti è basata sull’utilizzo di molte più note musicali in modo spontaneo e non casuale, il cervello esposto a questa sostanza combina più onde armoniche in modo spontaneo ma strutturato”.
Il bacio fa bene alla salute
News PresaNon tutti lo sanno, ma il 6 luglio è la giornata mondiale del bacio. Un modo per celebrare uno dei modi più semplici di dirsi “ti voglio bene”, ma aquanto pare anche un toccasana per la salute. È vero, ad esempio, che con un bacio intenso alla francese in 10 secondi ci si può trasmettere 80 milioni di batteri, secondo gli esperti della Netherlands Organisation for Applied Scientific Research, ma tutto questo non fa male, anzi rinforza le nostre difese immunitarie. Quindi, chi avesse il timore di contrarre qualche terribile malattia attraverso il vbacio dovrà necessariamente ricredersi.
Contro l’ipertensione
Ma non è solo questo il beneficio, almeno stando a quanto elencato da Andréa Demirjian, autrice del libro” Kissing: Everything you ever wanted to know about one of life’s sweetest pleasures”: un bacio riduce la pressione sanguigna, perché dilata i vasi sanguigni favorendo il flusso del sangue e sempre grazie al suo effetto vasodilatatore contrasta dolori come quello mestruale e il mal di testa.
Serotonina
Migliora decisamente l’umore mettendo in circolo ormoni ‘della felicità’ e sostanze che fanno bene al cervello come al resto del corpo, quali serotonina, dopamina e ossitocina, e riduce l’ansia e migliora l’autostima. Inoltre, aumentando la salivazione aiuta a combattere la carie. Il bacio, poi, oltre a far bruciare calorie è un antistress naturale, perché riduce i livelli di cortisolo, considerato ‘l’ormone dello stress’.
Combattere l’invecchiamento
In più, baciare allena i muscoli facciali ed è quindi un antiaging: secondo uno studio inglese richiede il coordinamento di 146 muscoli, tra cui 34 facciali e 112 posturali. Cosa può esserci di meglio di tenersi in salute baciando, un toccasana anche per la mente. In media secondo l’esperta passeremo due settimane a baciare nelle nostre vite. Allora perché non iniziare subito? Tra gli afrodisiaci non ci sono solo ostriche e champagne, ma anche (meno nota) la liquirizia nera.
Vaccini, la frenata del Governo
News PresaSui vaccini nessun obbligo di presentare documentazione alle scuole, basterà l’autocertificazione. A pochi giorni da una scadenza molto temuta dai genitori No Vax, il ministro della salute Giulia Grillo ha fatto chiarezza, “ammorbidendo” quanto previsto dal precedente giverno (almeno per la frequenza del prossimo anno scolastico 2018-19). Dunque, come affermato dal ministro Grillo e dal ministro Bussetti: non e’ perentorio il termine del 10 luglio. In particolare, i titolari dei dicasteri della Salute e dell’Istruzione hanno illustrando la circolare congiunta in merito all’obbligo vaccinale per il prossimo anno scolastico spiegando che non sara’ dunque necessario, come era previsto per legge, presentare entro il 10 luglio la certificazione ufficiale della asl che comprovi l’avvenuta vaccinazione.
Grillo, a breve pdl per modifica obbligo vaccinale
Per la gioia di molti genitori terrorizzati (inutilmente) dai vaccini, Il ministro Grillo ha annunciato che “a breve ci sarà una proposta di legge parlamentare, alla quale la maggioranza sta lavorando, per modificare l’obbligatorietà dei vaccini come prevista dal decreto Lorenzin”. Grillo ha anche spiegato che l’atto sarà fatto “in un tempo che consenta il dibatto parlamentare, ma celere per risolvere la questione”.
I rischi per la salute
A Rainews 24, Roberto Burioni (tra i massimi esperti in materia) ha commentato aspramente le decisioni del ministro della Salute Giulia Grillo. “Se la coperture vaccinali dovessero diminuire, tutta la comunità sarebbe in grave pericolo – afferma -. Non dobbiamo consentire sulla base di superstizioni di mettere in pericolo la nostra salute e quella dei bambini. Nessuna libertà di scelta a chi tiene un comportamento pericoloso o che insultano un campione di pallavolo che ha vaccinato la figlia facendo il suo dovere di padre e cittadino”.
Il caso sui social
Nei giorni scorsi, intanto, sui social è esploso un vero e proprio caso. Ivan Zaytsev, uno dei più importanti giocatori di pallavolo del campionato italiano, stella della nazionale azzurra, è stato pesantemente insultato sui dai No Vax. La “colpa” del campione azzurro? Aver postato una foto con la piccola figliola Sienna e la frase: “E anche il meningococco è fatto, bravissima la mia ragazza”.
Gaia e Pasquale, la storia di due studenti coraggiosi
News Presa, RubricheGaia e Pasquale non si conoscono, sono due ragazzi con vite diverse, ma hanno in comune qualcosa che li rende molto simili: nonostante siano colpiti entrambi da patologie che al momento li costringono in ospedale hanno saputo stringere il coraggio a due mani e hanno brillantemente sostenuto la prova d’esame per la maturità. «Ragazzi e professori riuniti per l’interrogazione, ma anche medici e infermieri, perché Gaia il suo esame di maturità lo ha dovuto sostenere in ospedale», scrive sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno Raffaele Nespoli. «Ieri, per un giorno, una sala della terza medicina del Cardarelli di Napoli si è trasformata in aula di scuola. Alle 14.30 una commissione d’esame del liceo Quinto Orazio Flacco di Portici è arrivata al nosocomio del Vomero e Gaia, ricoverata ormai da due settimane, ha potuto vivere una delle giornate più importanti della sua vita. Diciotto anni compiuti da poco meno di due mesi, la giovane studentessa è ricoverata nel reparto diretto dal professor Generoso Uomo a causa di un grave problema, il Lupus eritematoso sistemico (Les), malattia infiammatoria sistemica molto difficile da diagnosticare. Semplificando un po’, Gaia ha una patologia diffusa a tutto il corpo, causata da quelli che in gergo si definiscono “autoanticorpi”, cioè anticorpi che attaccano l’organismo creando gravi problemi. Nonostante questo la giovane studentessa non ha voluto trovare scuse. Il suo desiderio era quello di poter sostenere l’esame e diplomarsi come i sui compagni. Il sì è arrivato grazie alla grande disponibilità della scuola e degli insegnanti, ma anche grazie allo straordinario lavoro della direzione strategica del Cardarelli e di medici, reumatologi e infermieri che si sono stretti attorno alla ragazza».
Mi trovo nel cuore dell’inferno
La tesina proposta dalla giovane studentessa ha un titolo molto chiaro e in qualche modo evocativo: «Mi trovo nel cuore dell’inferno». L’inferno al quale si riferisce è quello dell’olocausto e la sofferenza che ne deriva è legata alla follia dei campi di sterminio nazisti. Gaia ha visitato quei luoghi assieme alla famiglia e ha deciso di approfondire il tema per discuterne in sede d’esame. Nelle settimane che hanno preceduto la prova, Gaia ha avuto il sostegno costante di mamma Lia e papà Nunzio, che si sono alternati in reparto giorno e notte. «Qui al Cardarelli abbiamo trovato un accoglienza eccezionale – dice Nunzio – sia la direzione che i medici sono stati splendidi e comprensivi con noi e con Gaia». Non a caso, ieri, all’esterno dell’aula d’esame c’era anche un insolito via di camici bianchi. Primi fra tutti i medici che più le sono stati vicini in queste settimane: Fernando Gallucci, Chiara Mastrobuoni e Anna Parisi. Tutti con i volti tesi e con una sola domanda ricorrente: «come sta andando?». Bene, Gaia ancora una volta ha gettato il cuore oltre l’ostacolo.
Vite parallele
Intanto, nel reparto di cardiochirurgia generale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” dell’Ospedale Monaldi, diretto da Marisa De Feo, anche Pasquale (in attesa di trapianto cardiaco) ha sostenuto l’esame di maturità scientifica. Ieri, grazie all’autorizzazione del direttore dell’ufficio scolastico regionale della Campania, Luisa Franzese, si è riunita la commissione del Liceo Virgilio di Pozzuoli e il giovane paziente ha sostenuto la prova di Italiano, scegliendo una traccia sulla paura. «Mio figlio aveva un po’ di timore a svolgere l’esame in ospedale – spiega la mamma – ma ha affrontato la prova con grande serenità e coraggio anche in una stanza di ospedale. Vorrei ringraziare i medici e il personale del reparto che si sono impegnati per fare in modo che Pasquale riuscisse a sostenere l’esame al meglio». Alla fine entrambe le prove sono andate più che bene, nonostante ai ragazzi non sia stato fatto alcun favoritismo. Gaia e Pasquale hanno davanti molte altre sfide dure da superare, ma la cosa sicura è che le affronteranno con il coraggio e la determinazione che hanno già ampiamente dimostrato di avere.
Startup made in Italy incontrano investitori al BioInItaly Investment Forum
Ricerca innovazioneDevice capaci a rendere più tollerabili i trattamenti chemioterapici o in grado di riprodurre microambienti fisiologici per test in laboratorio; nuovi possibili trattamenti contro la fibrosi cistica; prodotti cosmetici con ingredienti funzionali che combinano innovazione, sicurezza e rispetto dell’ambiente; terapie geniche contro l’iperlipidemia e ancora organi miniaturizzati realizzati attraverso le colture cellulari, così come soluzioni contro le infezioni virali, micro-sfere biodegradabili contro l’artrite fino a sistemi di monitoraggio da remoto di alcuni parametri vitali dei pazienti. Sono questi alcuni dei 15 progetti selezionati per l’edizione 2018 del BioInItaly investment Forum & Intesa Sanpaolo startup initiative: una due giorni che permette alle startupinnovative biotecnologiche e ai loro progetti di ricerca di incontrare investitori provenienti da tutto il mondo.
“Dalla prima edizione a oggi la manifestazione ha permesso di raccogliere oltre 43 milioni di euro per finanziare startup innovative nazionali, selezionate tra più di 500 progetti e grazie alla partecipazione di oltre 1600 tra aziende e investitori ai 10 Investment Forum organizzati in questi anni. – spiega Riccardo Palmisano, Presidente di Assobiotec, Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie che fa parte di Federchimica – Numeri sempre in crescita, che testimoniano quanto sia apprezzata l’Italia capace di nuove idee e di una ricerca di alto livello. Un’Italia delle idee che bisogna aiutare nel processo di trasformazione della ricerca in prodotti e brevetti, sostenendone e accompagnandone lo sviluppo.
L’edizione di quest’anno del BioInItaly Investment Forum & Intesa Sanpaolo StartUp Initiative è iniziata a gennaio con l’organizzazione di un roadshow nazionale per la raccolta di progetti e candidature ed è proseguita, per una ventina di realtà selezionate, attraverso un percorso formativo presso Fondazione Filarete con il coach Bill Barber, investitore californiano che segue la StartUp Initiative di Intesa Sanpaolo. A conclusione i protagonisti sono stati chiamati a simulare la loro presentazione nel deal-line up di fronte a una platea di panelist selezionati fra investitori finanziari, esperti di settore e manager di impresa. Al termine di questo articolato viaggio: 15 promettenti finaliste (8 biotech e 7 healthcare e biomedicale) che oggi accedono all’Investment Forum di Milano presentando il proprio progetto e business plan agli investitori.
Bio, ma per finta. Sequestri per 100 tonnellate di alimenti
AlimentazioneSe da una parte cresce la ricerca di cibo biologico percepito come più sano, dall’altra aumentano i tentativi di frode. Sono state oltre 100 le tonnellate di cibo bio irregolare sequestrato tra marzo e maggio. Si tratta 1.500 confezioni di alimenti non idonei alla commercializzazione, nell’ etichettatura, per la tracciabilità e per ragioni igieniche e di scadenza. È il risultato di 186 controlli in soli tre mesi da parte dei carabinieri dei Nas nella filiera “biologica”. Le irregolarità sono state 31 presso altrettante aziende ed esercizi commerciali, in tutto 49 violazioni amministrative contestate, per un ammontare complessivo di 55 mila euro di sanzioni.
Negli ultimi mesi i militari del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute hanno intensificato i controlli per la sicurezza della filiera dei prodotti da agricoltura biologica. Tutti gli alimenti che vengono comunemente definiti “biologici” provengono da coltivazioni o allevamenti che utilizzano tecniche agronomiche e zootecniche a basso impatto ambientale, attraverso protocolli produttivi nei quali è vietato o limitato l’impiego di diserbanti, insetticidi o concimi contenenti sostanze chimiche.
Per essere commercializzato come Bio un alimento deve essere stato prodotto da aziende certificate da Organismi autorizzati dal ministero dell’Agricoltura che appongono sui prodotti il loro logo, identificandoli come appunto biologici. Tra gli interventi più importanti i carabinieri del Nas di Treviso hanno sequestrato 1.950 kg di materie prime (farine biologiche di varie tipologie) tutte scadute. Nel maggio scorso hanno disposto l’immediata chiusura di una ditta della provincia di Milano (che produce alimenti per la prima colazione a base di cereali da agricoltura biologica e tradizionale), a causa di una estesa infestazione di roditori presenti nei locali di produzione e magazzino.
I Nas hanno anche eseguito un’ispezione presso una ditta di vendita all’ingrosso della provincia di Forlì-Cesena, sottoponendo a sequestro sanitario 7.000 kg di materie prime (erbe medicinali, sostanze aromatiche) e di integratori alimentari, alcuni da agricoltura biologica, con termine di conservazione superato in alcuni casi da più di un anno. Altri controlli sono stati realizzati ad Aosta e a Brescia. In quest’ultimo controllo il titolare di un’azienda agricola è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per tentata frode, per aver messo in vendita alimenti vari falsamente Bio.
Farmaci gratuiti, il progetto dell’Ordine di Napoli
FarmaceuticaDalla povertà sanitaria che solo nel 2015 ha riguardato oltre 13 milioni di italiani, un milione in più rispetto al 2014, che hanno limitato il numero di visite mediche o gli esami di accertamento per ragioni economiche. Sono in questa condizione 20 famiglie a rischio e 42 povere su 100. Tra gli indigenti aumentano gli stranieri (+6,3 %) e, purtroppo, in queste condizioni ci sono sempre più minori (+3,2 per cento). Proprio per far fronte a questa emergenza è nato «Un farmaco per tutti», progetto che ha raggiunto numeri da record. Basti pensare che sono state donate sino ad oggi 100mila confezioni di farmaci e presìdi, per un valore economico di circa 1milione e 500mila euro. Questi farmaci e presìdi sono andati a chi non può permettersi cure. Con questo progetto solidale l’Ordine dei farmacisti della provincia di Napoli, assieme al cardinale Crescenzio Sepe, è in campo ormai da due anni, un sostegno concreto ai cittadini in difficoltà. Non a caso, Vincenzo Santagada, leader dei farmacisti napoletani, sottolinea come la categoria «si occupi quotidianamente del bene primario delle persone, quello alla salute. Sguardo e braccia operative a sostegno delle fasce sociali deboli – dice – che in questo momento soffrono e subiscono la cosiddetta povertà sanitaria, sono il primo passo per ridare linfa materiale e spirituale alla società. Napoli ormai rappresenta un modello di raccolta e distribuzione farmaceutica su base volontaristica replicabile in tutta Italia».
Donare tutto l’anno
L’iniziativa, a carattere permanente (è possibile donare e raccogliere farmaci ogni giorno) e volontario, distribuisce farmaci e dispositivi medicochirurgici facendo risparmiare oltre un milione di euro al Servizio sanitario nazionale. Le confezioni sono già state donate a Emergency, Croce non ancora scaduti, provenienti dalla donazione spontanea da parte di cittadini, aziende e privati che non hanno più bisogno del prodotto anche a seguito del cambio o della fine di una terapia o del decesso di un parente. I medicinali raccolti all’interno delle farmacie sono smistati ai vari enti assistenziali che hanno aderito all’iniziativa. «In Italia è in crescita la povertà sanitaria. Nel 2015 la richiesta di medicinali da parte degli enti caritativi è risultata in aumento del 6,4% rispetto allo scorso anno. Più di 400 mila le persone che non possono più permettersi i farmaci di cui hanno bisogno; gli italiani in difficoltà oggi sono oltre 183mila» spiega ancora il presidente Santagada. Accanto a questo progetto l’Ordine dei farmacisti opera anche con «Una visita per tutti» dedicando ogni mese alla prevenzione di una malattia: giugno è incentrato sull’insufficienza venosa.
Progetto itinerante
Con il «Camper della salute» vengono garantiti screening gratuiti a tutti. Un progetto itinerante che ha già fatto tappa il 13 giugno in piazza Vittorio Emanuele a Sant’Antonio Abate, il 15 giugno in via Cesare Battista a Torre del Greco, venerdì 22 giugno nella villa comunale di Villaricca; martedì 26 giugno a Frattaminore (in piazza Atella e in piazza San Maurizio); a Napoli mercoledì 27 giugno in via Leopardi a Fuorigrotta e infine a Bacoli, nella Villa vanvitelliana, venerdì 29 giugno. «Ogni giorno di povertà è una sconfitta per una società opulenta come quella attuale – conclude Santagada – per questo l’Ordine non ha alcuna voglia di restare a guardare né di fornire assistenza solo a chi può permettersi trattamenti medici». È grazie ad iniziative come queste che moltissime persone in stato di indigenza riescono comunque a veder garantito il proprio diritto alla cura e alla salute. Un diritto, certo, costituzionalmente garantito, ma non per questo sempre accessibile a tutti.
Stress, nemico troppo spesso sottovalutato
News PresaMarco Trabucco Aurilio
Tutti ne parlano e tutti lo subiscono o dicono di subirlo, ma forse nessuno lo conosce davvero: il termine «stress» è ormai quello più utilizzato dagli italiani. Un nemico che spesso ci accompagna durante tutta la giornata, tutto l’anno, spesso addirittura nei periodi di meritato relax. Siamo al punto che lo stress ha assunto ormai un vero e proprio carattere «psicosociale». Dallo stress che dilania, a giusta ragione, il lavoratore e il disoccupato, a quello più effimero dell’uomo, donna, giovane o anziano che non sa come «decomprimere» le tensioni legate al tran tran quotidiano. Del resto, dalla Harvad Medical Scholl a Stanford, generazioni di ricercatori si sono trovati concordi nell’individuare nello stress il principale responsabile (o quasi) della maggior parte delle patologie. Da quelle cardiologiche fino alle malattie oncologiche: prime due cause di mortalità nella società industrializzata. È stato ampiamente dimostrato, infatti, che alti livelli di stress stimolano la produzione di alcune citochine infiammatorie, per alcune delle quali è stato provato addirittura un rapporto direttamente proporzionale con l’insorgenza di alcune tipologie di malattie neoplastiche. Dunque, possiamo dire che lo stress è un nemico spesso sottovalutato: più di un lavoratore su quattro in Italia, ad esempio, soffre di stress lavoro correlato, legato principalmente all’incapacità di gestire le incombenze del proprio impiego, le richieste o le aspettative riposte. Ma, diciamola tutta, questo stress negli ultimi anni è sempre più spesso correlato all’incertezza e alla precarietà del lavoro. La cosa preoccupante è che, nella società dell’iperconnessione, lo stress non risparmia neanche le agognate vacanze, considerate molto spesso status symbol, più che momento di condivisione di tempo, passioni e disconnessione dal mondo virtuale. La vacanze diventano così troppo spesso «una prestazione» da condividere, sui social ovviamente. Un momento nel quale finiamo per riporre tante, troppe, aspettative. Di qui le relative ansie e paure. Il consiglio? Fare ciò che si vuole realmente, perché viaggiare è sempre esplorare prima se stessi. LEGGI L’ARTICOLO CORRELATO
Psicologi, una task force per le emergenze
PsicologiaUn servizio di intervento psicologico in emergenza per calamità naturali ed eventi traumatici, tra i quali episodi di violenza urbana. È il frutto di un protocollo d’intesa siglato tra l’Ordine degli Psicologi della Campania e la delegazione di Napoli del Sovrano Militare Ordine di Malta. Ed è proprio l’Ordine di Malta a donare agli psicologi campani un mezzo di pronto intervento che sarà operativo h24 su tutto il territorio regionale e che potrà essere allertato dalle istituzioni preposte.
Innovazione
Si tratta del primo esperimento in Italia con queste modalità di collaborazione e di intervento. A bordo del veicolo ci saranno psicologi impegnati con associazioni di volontariato, dipendenti dell’Asl o liberi professionisti, tutti esperti nell’emergenza e iscritti all’Ordine della Campania. L’Ordine degli Psicologi promuoverà la formazione, l’aggiornamento e la ricerca per i professionisti interessati. La supervisione scientifica è affidata al master in Psicologia dell’emergenza dell’università Federico II di Napoli, diretto dalla professoressa Fortuna Procentese.
Disagio
Per la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Antonella Bozzaotra, questo nuovo progetto «sarà un’opportunità di sviluppo per la nostra comunità e per tutti i cittadini campani perché sperimenteremo la possibilità di intervento in casi di emergenza e urgenza, affrontando tutti gli aspetti che riguardano il disagio psicologico che emerge in casi calamità naturali o di traumatizzazioni urbane». Entusiasta dell’iniziativa anche il sindaco Luigi De Magistris, che ha sottolineato il valore di partire dal capoluogo partenopeo. «Una città dove c’è tanta competenza, professionalità, tanto bisogno e una forte attenzione alle fragilità. E’ importante anche perché negli ultimi anni c’è stata una compressione dei servizi di psicologia, di accoglienza nei confronti delle devianze, quindi l’aspetto del comprendere ciò che accade nelle persone più fragili è fondamentale, perché si avverte sempre di più un disagio, che se viene sottovalutato può diventare pericoloso per l’individuo e per gli altri. Questa iniziativa avrà quindi tutto il sostegno del Comune di Napoli, che in questi sette anni ha sempre avuto un rapporto di cooperazione con l’Ordine degli Psicologi».
Napoli, intervento innovativo al cuore per salvare una paziente
News PresaUn intervento innovativo al cuore ha salvato una paziente colpita da una severa insufficienza cardiaca, una donna di 48 anni affetta da un’insufficienza tricuspidale. La notizia arriva da Napoli, in particolare dal Monaldi, che è uno dei poli di riferimento per la Campania in fatto di cura delle malattie del cuore. A salvare la donna è stato l’impianto di un sistema denominato MitraClip, mai utilizzato in regione.
Uso compassionevole
Ad operare la donna è stata l’equipe del professore Paolo Golino, direttore della Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Per l’intervento, che fino ad oggi era stato effettuato solo presso il San Raffaele di Milano e il Ferrarotto di Catania, è stato necessario richiedere al Ministero della Salute l’autorizzazione all’utilizzo compassionevole del dispositivo medico che, attualmente, è impiegato per la riduzione percutanea dell’insufficienza mitralica.
Intervento complesso
«L’insufficienza della valvola tricuspide – conclude lo specialista – è responsabile di severi scompensi cardiaci e, attualmente, viene raramente trattata con metodiche chirurgiche a causa dell’elevata mortalità intraoperatoria e della scarsità di dati scientifici circa l’efficacia della stessa procedura chirurgica» spiega Paolo Golino. «L’impianto di MitraClip per trattare l’insufficienza tricuspidale, sebbene sia una procedura non ancora codificata, apre uno scenario molto importante per i pazienti affetti da questa patologia perché ci consente di trattarla con una metodica minimamente invasiva risparmiando al paziente gli elevati rischi della procedura chirurgica». Per Antonio Giordano, commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera dei Colli, quello realizzato è «un intervento che segna un ulteriore passo avanti terapeutico che conferma la tradizione cardiorespiratoria dell’Azienda partenopea». Al momento la paziente è in buone condizioni e la speranza dei medici è che si possa rimettere presto, così che possa tornare a casa. Ovviamente saranno necessari ulteriori controlli, ma se tutto andrà per il meglio non dovrebbero esserci nuovi interventi chirurgici.