In Veneto quasi metà adulti (48%) convive con una malattia cronica
In Veneto aumentano l’età media e la fragilità, con il 48% degli adulti che ha una malattia cronica. Oggi gli over 65 sono il 24% della popolazione e molti anziani fragili vivono soli in casa. Un nuovo modello organizzativo – con Medici di Medicina Generale e infermieri che agiscono in sinergia – potrebbe cambiare il volto dell’assistenza territoriale: non più interventi in emergenza, ma piani di cura personalizzati, monitoraggio proattivo e diagnosi precoce.
La medicina di iniziativa basata sulla prevenzione si è realizzata in alcune province venete, ma non è ancora un processo completo. ne hanno parlato gli esperti nel recente congresso regionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) Veneto, intitolato “Il tempo delle proposte”, a Padova.
La medicina generale in Veneto tra emergenze e riforme
“I pazienti hanno esigenze rilevanti che non trovano risposta solo nella medicina specialistica, ma richiedono una visione d’insieme, una valutazione multidimensionale sostenuta da un approccio olistico, una capacità di relazione e consulenza – afferma Biancamaria Fraccaro, presidente del congresso – Per mantenere alta la qualità delle cure non è sufficiente analizzare le singole prestazioni, ma si devono valutare indicatori di esito e di processo condivisi, rispettando l’approccio di una medicina che guardi al paziente nel suo contesto sociale e secondo i valori etici fondamentali della professione.
È necessario ricordare le varie criticità presenti come la carenza di medici; le difficoltà del ricambio generazionale; come in una società ricca di pazienti cronici multimorbidi culturalmente si sia focalizzati più sulla singola malattia che sulla presa in carico globale multidisciplinare del paziente; la mancanza di un insegnamento specialistico strutturato della medicina di famiglia e la mancanza dei relativi dipartimenti accademici e clinici come per tutte le altre discipline mediche”.
“I nuovi bisogni di salute dei cittadini, come ci dicono le esperienze avanzate del Veneto, trovano risposte adeguate quando si creano le condizioni per un’esperienza di lavoro integrato tra MMG e infermieri come risposta a questa emergenza sanitaria, sviluppando processi di cura proattivi in cui si adotta la strategia della medicina di iniziativa, con la pianificazione delle cure e la presa in carico del paziente senza aspettare che la malattia si manifesti – sottolinea Maurizio Cancian, responsabile scientifico, – L’esperienza innovativa del Veneto, dove si sono formati molti gruppi di collaborazione tra MMG e infermieri, dimostra che questo modello raggiunge obiettivi di salute importanti. In questa fase di riorganizzazione territoriale è necessario analizzare e porre a confronto i dati di queste realtà per identificare le strategie adeguate e trasferire gradualmente le esperienze virtuose a tutti i cittadini della regione”.
Veneto prima Regione a validare uno strumento di Valutazione Multidimensionale
“Il Veneto è stata la Regione pioniera, nel 1996, a validare uno strumento di Valutazione Multidimensionale (SVAMA: scheda per la Valutazione Multidimensionale della persona anziana), che oltre alla valutazione clinica esplora globalmente i bisogni della persona fragile/anziana per una pianificazione personalizzata delle cure – spiega Pierangelo Lora Aprile, segretario scientifico SIMG – SVAMA ha permesso di validare lo strumento MPI (Multi Prognostic Index) indicato dalle recenti Linee Guida Nazionali sulla Valutazione Multidimensionale, da cui è stata elaborata e validata una formulazione breve (Brief-MPI), implementata da SIMG nelle cartelle cliniche informatizzate più diffuse dei MMG”.










