In Italia over 65 un quarto della popolazione: un nuovo equilibrio tra economia, longevità e salute
In Italia la speranza di vita nel 2024 ha raggiunto gli 81,4 anni per gli uomini e 85,5 per le donne. Entro il 2050 salirà ancora di circa 3 anni, e un terzo della popolazione avrà più di 65 anni.
La trasformazione demografica e il calo della forza lavoro sul totale della popolazione che continuerà a diminuire secondo i dati ISTAT, mettono a rischio la tenuta del sistema economico e del sistema sanitario. Le persone di età superiore ai 65 anni, sebbene rappresentino circa il 25% della popolazione, già oggi assorbono circa il 60% della spesa sanitaria nazionale.

I numeri presentati a Roma
Il tema è stato discusso da rappresentanti del mondo politico, scientifico, industriale e delle associazioni di pazienti, a Roma durante l’evento di Pfizer “FUTURE – Economia, Longevità e Salute”. Le proposte emerse offrono una nuova visione delle politiche sanitarie, economiche e sociali che faccia leva sull’interconnessione tra salute, economia e demografia e sul valore del sistema delle Life Sciences. Il settore rappresenta un asset strategico per migliorare la qualità di vita e trasformare la sfida della longevità in opportunità di crescita per il Paese.
“La longevità rappresenta una trasformazione profonda e irreversibile della nostra società, che impone una nuova visione delle politiche sanitarie, economiche e sociali – ha ricordato Daniela Bianco, Partner The European House – Ambrosetti e Responsabile Healthcare Practice, TEHA Group – Costruire una società longeva in buona salute è indispensabile per non avere squilibri economici insostenibili nel tempo per l’intero sistema economico e sociale del Paese. Per questo serve un cambio di paradigma che metta l’interconnessione tra salute, economia e demografia al centro dell’agenda pubblica, aumentando gli investimenti in prevenzione e innovazione”.
Italia, tra crisi globale e popolazione over 65 in crescita
Un contesto globale segnato da shock multipli e instabilità permanente sta mettendo alla prova la capacità di risposta delle economie e dei sistemi sanitari. Dalla crisi pandemica alla stretta monetaria globale, dalle tensioni geopolitiche all’inasprimento delle barriere commerciali, l’accumularsi di fattori destabilizzanti sta ridisegnando in profondità le prospettive di crescita economica e la sostenibilità delle politiche pubbliche.
A tutto ciò si sommano gli effetti strutturali del cambiamento demografico specifico dell’Italia. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento del tasso di dipendenza e la riduzione della forza lavoro stanno generando un doppio squilibrio – tra risorse pubbliche in calo e domanda di assistenza in crescita – che impone una ridefinizione urgente delle strategie di sostenibilità dei sistemi sanitari e sociali.
Aumenta la vita media, ma crescono i costi di assistenza e diminuisce la forza lavoro
In Italia la speranza di vita nel 2024 ha raggiunto gli 81,4 anni per gli uomini e 85,5 per le donne. Tuttavia, questo straordinario traguardo demografico convive con un rapido e profondo processo di invecchiamento della popolazione. Secondo i dati Istat, al 1° gennaio 2025 l’età media degli italiani è pari a 46,8 anni, mentre il numero di over 65 ha raggiunto i 14,5 milioni (24,7% della popolazione).
Entro il 2050, l’età media supererà i 50 anni e un terzo della popolazione avrà più di 65 anni, mentre il rapporto tra popolazione in età attiva e non attiva scenderà da 3:2 a 1:1. Questa dinamica determinerà un profondo squilibrio tra generazioni, con effetti diretti su produttività, sostenibilità dei sistemi previdenziali, domanda di assistenza e servizi sanitari.
Inoltre, l’invecchiamento comporta costi sanitari più elevati. Secondo il Rapporto Meridiano Sanità di TEHA, le persone di età superiore ai 65 anni (il 25% degli italiani), assorbono circa il 60% della spesa sanitaria nazionale, un dato che potrebbe salire ulteriormente nei prossimi decenni, considerando l’incremento della speranza di vita e l’aumento dei casi di malattie croniche.
Alla luce di queste sfide, il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) rappresenta una priorità per garantire la sostenibilità del sistema sanitario italiano. L’investimento in prevenzione, innovazione tecnologica e ricerca scientifica emerge come la risposta più efficace per affrontare le sfide future.
“L’invecchiamento della popolazione impone una revisione dell’equilibrio tra economia, salute e longevità, trattandosi di una sfida strutturale con impatti significativi su SSN, welfare e crescita. L’Italia, per caratteristiche demografiche e sociali, è un laboratorio avanzato di questa transizione.
In tale contesto, il Governo Meloni sta rafforzando gli investimenti in sanità, con un Fondo Sanitario Nazionale a livelli record. È inoltre necessario pianificare un adeguato incremento di residenze e abitazioni idonee ad accogliere la popolazione anziana, integrando anche servizi innovativi come la telemedicina” ha dichiarato il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano.
Il ruolo degli stili di vita sani
La promozione di stili di vita sani e tutte le attività di prevenzione sono elementi essenziali per garantire un invecchiamento in buona salute, limitando l’insorgenza delle malattie e riducendo l’impatto sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. Interventi di prevenzione, come l’adozione di alimentazione equilibrata, esercizio fisico regolare, immunizzazione e screening per malattie croniche, possono migliorare la qualità della vita, riducendo la pressione sul sistema sanitario e creando valore anche per il sistema economico.
“L’attuale scenario sociodemografico impone una crescente attenzione al tema della prevenzione da parte delle istituzioni e della politica”, ha sottolineato il Sottosegretario al Ministero della Salute Marcello Gemmato – “Come Governo e Ministero della Salute vogliamo investire maggiormente in prevenzione e promuovere una più ampia consapevolezza tra i cittadini, affinché possano prevenire il conclamarsi di malattie, così da garantire migliori esiti di salute e allo stesso tempo salvaguardare la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”, ha concluso.
Il ruolo strategico del settore delle Life Sciences per la competitività del Paese
Il settore delle Life Sciences è al centro di un ecosistema che favorisce la ricerca e l’innovazione, migliorando la salute della popolazione, la produttività e l’occupazione. È necessario, tuttavia, potenziare l’attrattività del Paese per nuovi investimenti, migliorando le politiche fiscali e semplificando la burocrazia, per consolidare il ruolo dell’Italia come leader nel campo della salute e dell’innovazione in Europa e nel mondo.









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