Grande caldo, aumenta il rischio di perdita di coscienza
Il grande caldo è tornato ad assediare le città, mettendo a dura prova soprattutto le persone anziane, i pazienti fragili e chi trascorre molte ore in luoghi affollati o poco ventilati. Le temperature elevate possono favorire cali di pressione, disidratazione e malori improvvisi. Non tutti gli episodi, però, hanno la stessa origine e lo stesso livello di gravità.
A spiegare come riconoscere una sincope cardiaca e distinguerla da manifestazioni meno preoccupanti associate alle ondate di calore è il cardiologo Davide D’Andrea, dirigente medico dell’Unità operativa complessa di Cardiologia con UTIC dell’ospedale Cardarelli, diretta da Ciro Mauro.
Lo specialista interviene in una nuova video-pillola di “Estate in salute”, la rubrica social del Cardarelli dedicata alla prevenzione, al benessere e ai comportamenti utili per affrontare in sicurezza i mesi più caldi.
Che cosa accade durante una sincope
“La sincope è una perdita di coscienza improvvisa e transitoria”, spiega D’Andrea. Il fenomeno si verifica quando, per un breve periodo, diminuisce l’afflusso di sangue al cervello. La persona perde conoscenza e il tono muscolare, ma nella maggior parte dei casi il recupero è spontaneo e completo.
Durante l’estate questi episodi possono diventare più frequenti. Il caldo intenso provoca infatti vasodilatazione, cioè un ampliamento dei vasi sanguigni che può determinare una riduzione della pressione arteriosa. A questo effetto si aggiunge la sudorazione eccessiva, attraverso la quale l’organismo perde acqua e sali minerali.
Quando la sudorazione si accompagna a un’idratazione non adeguata, alla permanenza prolungata in piedi oppure alla frequentazione di ambienti affollati e molto caldi, il rischio di un malore aumenta. In queste circostanze può verificarsi una sincope vaso-vagale, generalmente considerata la forma più benigna.
La forma vaso-vagale legata al caldo
La sincope vaso-vagale è dovuta a un’eccessiva risposta del sistema nervoso autonomo. Si produce una marcata vasodilatazione, talvolta associata a un rallentamento del battito cardiaco, con conseguente abbassamento della pressione e temporanea riduzione del sangue diretto al cervello.
Spesso l’episodio è preceduto da segnali riconoscibili. Possono comparire nausea, sensazione di calore, sudorazione, capogiri, disturbi della vista, debolezza, vomito o palpitazioni. La sincope può manifestarsi in un luogo affollato, dopo essere rimasti a lungo in piedi, durante una giornata particolarmente calda o in risposta a uno stimolo doloroso.
La presenza di questi sintomi premonitori e di un fattore scatenante ben individuabile può orientare verso un’origine vaso-vagale. Ciò non significa, tuttavia, che una perdita di coscienza debba essere sottovalutata, soprattutto quando si verifica per la prima volta o interessa una persona con patologie già note.
Quando la causa può essere cardiaca
Più preoccupante è la sincope cardiaca. Anche in questo caso si verifica una perdita di coscienza dovuta alla riduzione dell’afflusso di sangue al cervello, ma il meccanismo non dipende dalla stimolazione del sistema nervoso autonomo.
Alla base può esserci un problema del cuore, come un’aritmia grave, un infarto miocardico acuto oppure una stenosi della valvola aortica. Si tratta quindi di una forma che richiede una particolare attenzione cardiologica e un rapido approfondimento diagnostico.
Tra i segnali d’allarme rientrano la comparsa improvvisa della sincope, l’assenza di sintomi premonitori, il dolore al petto e la percezione di un battito irregolare. Un altro elemento particolarmente importante è il contesto nel quale avviene l’episodio.
“Questo tipo di sincope può verificarsi anche a riposo o durante uno sforzo”, sottolinea D’Andrea. Una perdita di coscienza avvenuta nel corso di un’attività fisica deve quindi spingere la persona a recarsi in ospedale, perché potrebbe essere collegata a una patologia cardiaca.
Il percorso multidisciplinare del Cardarelli
Al Cardarelli è attivo un percorso dedicato ai pazienti che hanno avuto una sincope. La valutazione coinvolge congiuntamente il medico urgentista del Pronto soccorso, il cardiologo e, quando necessario, il neurologo.
L’obiettivo è ricostruire con precisione le circostanze dell’episodio, distinguere le forme vaso-vagali da quelle cardiache ed escludere altre possibili cause della perdita di coscienza.
Durante le ondate di calore resta fondamentale mantenere una corretta idratazione, evitare la permanenza prolungata in ambienti molto caldi e riconoscere tempestivamente i sintomi. In presenza di dolore toracico, aritmie, perdita di coscienza improvvisa, malore durante uno sforzo o recupero non completo è necessario richiedere rapidamente assistenza sanitaria.
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