Health Innovation Show, la tecnologia cambia la medicina
La medicina del futuro parla il linguaggio dell’intelligenza artificiale, della prevenzione personalizzata e dell’equità. Ma solo se queste innovazioni riescono ad arrivare a tutti. Questo è uno dei messaggi più forti lanciati dall’Health Innovation Show 2025, la manifestazione organizzata dalla Fondazione Mesit e giunta alla sua terza edizione, tenutasi il 3 e 4 giugno a Roma a Palazzo Brancaccio. Tra i dati più significativi emersi durante l’evento, spicca la riduzione del 28% della mortalità per i cinque tumori più diffusi (mammella, polmone, colon-retto, pancreas e prostata) negli ultimi vent’anni, un risultato che testimonia il potere trasformativo dell’innovazione medica.
Disuguaglianze sanitarie e accesso alle cure
Ma a fronte di questi progressi, permangono disuguaglianze preoccupanti: nel 2024, in Italia, il 10% della popolazione ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, e l’aspettativa di vita può variare fino a 33 anni a seconda del contesto socioeconomico in cui si nasce, come ricordato dal presidente della Fondazione Mesit, Marco Trabucco Aurilio: «Ogni innovazione è davvero tale solo se arriva al letto o in casa di ogni paziente, non lasciando indietro nessuno. E purtroppo questo non avviene sempre. Le disuguaglianze sanitarie sono ancora un problema sistemico. È nostro dovere agire per colmare questi divari».
Medicina sociale e formazione universitaria
Trabucco Aurilio ha sottolineato come la medicina sociale debba tornare al centro dell’agenda scientifica e politica. Ed è stata proprio la ministra Anna Maria Bernini a rimarcare che il pubblico deve fornire fondi e competenze alla ricerca sanitaria, in particolare «deve essere in grado di ascoltare le esigenze delle industrie farmaceutiche e del mondo salute e tarare l’offerta formativa delle Università sulle esigenze dei destinatari. Un’offerta formativa che unisca la sensibilità dovuta al paziente con le nuove tecnologie. Le nuove tecnologie al servizio della medicina di precisione fanno la differenza».
Collaborazioni e sostenitori dell’evento
L’evento, realizzato in collaborazione con CEIS-EEHTA dell’Università di Roma Tor Vergata, ALTEMS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Centro di Ricerca Interdipartimentale “Innovazione & Salute” di Roma Tre e con il supporto non condizionante di Sanofi e Gilead, ha riunito oltre 110 relatori tra esperti, rappresentanti istituzionali, associazioni e stakeholder del settore sanitario. Tra i presenti, il Ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha annunciato l’acquisto di 3.000 nuove apparecchiature sanitarie di avanguardia, l’avvio del potenziamento della medicina territoriale e misure per ridurre le liste d’attesa.
Dall’oncologia alle malattie rare
La riflessione ha toccato tutti i grandi temi dell’attualità sanitaria: oncologia, cronicità, disabilità, vaccinazioni, prevenzione HIV, assistenza nelle malattie rare. Particolarmente apprezzato il focus sulle “nuove frontiere in oncologia”, che ha visto confrontarsi personalità del calibro del professor Emilio Bria (specialista in oncologia medica) e Claudio Cerchione (Dirigente Medico Ricercatore presso l’Istituto “Dino Amadori”, IRST IRCCS Meldola) su come le nuove tecnologie stiano cambiando il percorso di cura del paziente oncologico. Dalla medicina di precisione all’intelligenza artificiale applicata alla diagnosi, le prospettive per la lotta al cancro si moltiplicano, aprendo nuovi scenari ma anche interrogativi su accessibilità e sostenibilità.
Focus sulle fragilità
Un altro spazio importante è stato dedicato alle malattie rare, con l’obiettivo di ridurre tempi di diagnosi e migliorare l’efficacia della presa in carico. La parola chiave è stata “equilibrio”: tra innovazione tecnologica e sostenibilità sociale, tra scienza e capacità organizzativa. Le testimonianze di clinici, esperti di politiche sanitarie e rappresentanti dei pazienti hanno messo in luce quanto l’innovazione non possa prescindere da un’attenzione costante alle fragilità.
Inaugurazione dell’Health Innovation Space
Il valore dell’Health Innovation Show non è stato solo nei numeri o nei nomi, ma nella direzione etica impressa al confronto. A margine della due giorni, è stato inaugurato anche l’Health Innovation Space, il primo meta-museo fisico-digitale sull’innovazione in sanità, con un focus dedicato alla medicina sociale. Uno spazio immersivo e permanente, anche online, pensato in particolare per sensibilizzare i più giovani sul valore dell’accesso equo alla salute. Il progetto mira a raccontare, attraverso esperienze interattive e contenuti multimediali, come l’innovazione abbia cambiato (e possa ancora cambiare) la storia della medicina. Il messaggio finale dell’evento è chiaro: l’innovazione non è un fine, ma uno strumento. E non sarà mai davvero innovazione finché non sarà per tutti. L’Health Innovation Show 2025 si è chiuso così, con una promessa e una sfida: continuare a costruire un sistema sanitario più giusto, intelligente e vicino alle persone. Presenti all’evento, tra altri, Nicola Napoli (Consigliere Nazionale e Coordinatore Eletto del Comitato Didattico della Società Italiana di Diabetologia SID); Massimo Andreoni (Direttore Scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali SIMIT) e Annalisa Scopinaro (Presidente UNIAMO).
Pubblicato su IL MATTINO il giorno 30 giugno 2025 a firma di Piero Speno con la collaborazione del network editoriale PreSa – Prevenzione Salute
Leggi lo speciale, Clicca QUI


it freepik






