Sono 23 i pazienti accolti, da dicembre 2025 a oggi, nei loro ultimi momenti di vita all’interno della “Stanza dei Sogni” del CTO di Napoli. Uno spazio riservato e accogliente, nato per tutelare la dignità della persona e consentire ai familiari di restare accanto ai propri cari durante una delle fasi più delicate e dolorose della malattia.
Il progetto di umanizzazione delle cure è stato realizzato nell’Unità Operativa Complessa di Medicina d’Emergenza-Urgenza dell’Ospedale CTO di Napoli, presidio dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. L’iniziativa rappresenta un cambiamento importante nel modo di concepire l’assistenza ospedaliera: anche quando non è più possibile guarire, infatti, la medicina può continuare ad alleviare la sofferenza, offrire conforto e prendersi cura della persona e dei suoi legami affettivi.
Uno spazio separato e protetto
La Stanza dei Sogni è separata dalle aree di degenza ordinaria e dalla terapia sub-intensiva. È destinata all’accompagnamento nel fine vita e, nei casi clinicamente indicati e previsti dalla normativa, alla sedazione palliativa proporzionata.
L’obiettivo è assicurare privacy, serenità e vicinanza affettiva, trasformando un ambiente tradizionalmente ospedaliero in un luogo più intimo e familiare. Il paziente può così trascorrere gli ultimi momenti circondato dalle persone care, lontano, per quanto possibile, dai rumori, dalla frenesia e dagli elementi impersonali che caratterizzano spesso i reparti dedicati alle emergenze.
Lo spazio è stato progettato seguendo i principi delle cure palliative e dell’umanizzazione dell’assistenza, con particolare attenzione alla luce, al comfort e alla riduzione degli elementi tipicamente sanitari. Ogni dettaglio contribuisce a creare un’atmosfera raccolta, nella quale la presenza dei familiari diventa parte integrante del percorso di cura.
Attenzione anche ai bisogni dei familiari
La permanenza accanto a una persona cara può durare molte ore ed essere fisicamente ed emotivamente difficile. Per questo motivo, nella stanza sono stati predisposti una piccola area ristoro, una selezione di tè e tisane, libri e letture di conforto e una televisione.
Non si tratta soltanto di servizi accessori, ma di attenzioni capaci di sostenere concretamente i familiari, permettendo loro di restare vicino al paziente senza dover abbandonare frequentemente la stanza. La possibilità di condividere il silenzio, una lettura o una bevanda calda contribuisce a rendere più umano un momento segnato dal dolore e dalla separazione.
«In un reparto abituato a intervenire nelle situazioni più critiche dobbiamo saper riconoscere anche il momento in cui curare significa soprattutto alleviare la sofferenza e proteggere la dignità della persona», spiega Mario Guarino, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina d’Emergenza-Urgenza del CTO.
«La Stanza dei Sogni permette ai familiari di restare accanto al proprio caro in un ambiente riservato, sereno e protetto».
Il dialogo tra medicina, arte e letteratura
Il progetto integra medicina, arte e letteratura. La sua ispirazione culturale nasce dal libro “Il Concerto dei Destini Fragili” dello scrittore Maurizio de Giovanni, che pone al centro la fragilità della vita, gli incontri umani e il valore dei legami.
Nel percorso è stata coinvolta anche una classe quinta della scuola Savio Alfieri di Napoli-Secondigliano. Una delle alunne ha realizzato un contenitore decorato destinato alla libreria della stanza e un pannello collocato sul soffitto, ispirato ai simboli del racconto di de Giovanni e alle immagini de “Il Piccolo Principe”.
Il coinvolgimento degli studenti aggiunge al progetto un ulteriore significato: quello di una comunità che partecipa alla costruzione di un luogo dedicato alla cura, alla memoria e alla vicinanza. Le immagini collocate nella stanza aiutano inoltre a distogliere lo sguardo dagli elementi sanitari e a creare una dimensione più delicata e rassicurante.
La dignità al centro dell’assistenza
«Umanizzare le cure significa non lasciare sole le persone nei passaggi più difficili della malattia», dichiara Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. «Questo progetto esprime un modello di sanità capace di unire competenza clinica, ascolto, rispetto e attenzione per i bisogni dei pazienti e delle loro famiglie».
La Stanza dei Sogni rappresenta così il segno concreto di un nuovo passo nel percorso intrapreso dall’Azienda Ospedaliera dei Colli per mettere la persona, i suoi affetti e la sua dignità al centro dell’assistenza. Un luogo nel quale la cura continua anche quando la medicina non può più guarire, attraverso il controllo della sofferenza, la protezione dell’intimità e la possibilità di non affrontare da soli l’ultimo tratto del cammino.
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