Napoli si prepara a diventare per due giorni un punto di riferimento internazionale per la cura dei tumori urologici localmente avanzati e oligometastatici, cioè quelle neoplasie che presentano un numero limitato di sedi secondarie. Giovedì 28 e venerdì 29 maggio, l’Aula Magna “Gaetano Salvatore” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ospiterà la seconda edizione di SYNERGY – Symposium for Multidisciplinary Advancement in Urological Oncology, un appuntamento scientifico dedicato al dialogo tra specialisti, innovazione clinica e centralità del paziente.
L’evento sarà presieduto dal professor Ciro Imbimbo, direttore della Unità Operativa Complessa di Urologia, con il coordinamento scientifico del dottor Savio Domenico Pandolfo. La nuova edizione conferma l’ambizione del simposio: costruire un modello di cura sempre più integrato, capace di riunire competenze diverse attorno allo stesso obiettivo, migliorare la presa in carico delle persone affette da tumori urologici complessi.

Il professor Ciro Imbimbo
Un simposio fondato sulla collaborazione tra specialisti
Il valore scientifico dell’iniziativa è confermato dall’endorsement degli Young Academic Urologists della European Association of Urology, gruppo che riunisce giovani urologi accademici impegnati in Europa nella ricerca e nell’innovazione clinica. SYNERGY 2026 riunirà urologi, oncologi, radioterapisti, radiologi, anatomopatologi, medici nucleari e rappresentanti dei pazienti, in un confronto pensato per superare la frammentazione dei percorsi di cura.
La composizione del Comitato Scientifico evidenzia il respiro nazionale e internazionale dell’iniziativa. Accanto all’Università degli Studi di Napoli Federico II, saranno coinvolti alcuni tra i principali centri accademici italiani ed europei, tra cui l’Università degli Studi di Torino, l’Università degli Studi di Firenze, l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, l’Università degli Studi dell’Aquila e prestigiosi centri francesi di riferimento in uro-oncologia.
Rene, prostata e carcinoma uroteliale al centro del programma
Il programma scientifico sarà costruito attorno alle tre principali neoplasie urologiche: tumore del rene, tumore della prostata e carcinoma uroteliale. Ogni sessione partirà da un caso clinico reale e si svilupperà attraverso un percorso che unirà linee guida, evidenze scientifiche, ricerca emergente e prospettiva del paziente.
Questo approccio permetterà di collegare la pratica clinica quotidiana alle più recenti innovazioni terapeutiche e chirurgiche. L’obiettivo è affrontare la complessità dei casi non solo dal punto di vista tecnico, ma anche nella loro dimensione umana, organizzativa e decisionale.
«SYNERGY nasce per unire: l’esperienza dei senior, l’energia dei giovani, la precisione delle linee guida e il valore dell’innovazione», sottolinea il professor Ciro Imbimbo.
Una sezione globale per confrontare Europa, Asia e Stati Uniti
Tra gli elementi centrali dell’edizione 2026 ci sarà la nuova Global MDT Perspectives Section, una sessione dedicata al confronto tra i modelli di gestione multidisciplinare adottati in Europa, Asia e Stati Uniti. Le tre prospettive saranno affidate ad Alessandro Volpe, Peter Chiu e Riccardo Autorino.
L’intento è mettere a confronto approcci diversi, comprendere come i team internazionali affrontino pazienti simili in contesti sanitari differenti e individuare buone pratiche trasferibili anche in altre realtà. La multidisciplinarietà, infatti, non è soltanto una formula organizzativa: è un modo di interpretare la medicina oncologica moderna, nel quale ogni decisione nasce dall’integrazione di più competenze.
«La Global MDT Perspectives Section nasce da una domanda semplice: come gestiscono lo stesso paziente, oggi, un team europeo, uno asiatico e uno americano? La risposta è meno scontata di quanto sembri», spiega il dottor Savio Domenico Pandolfo.
Chirurgia robotica e formazione delle nuove generazioni
Ampio spazio sarà riservato anche alla chirurgia robotica, con interventi live e sessioni semi-live dedicate a passaggi tecnici complessi. Le live surgery saranno affidate a giovani chirurghi di rilievo internazionale, sotto la supervisione di tutor senior.
Questo aspetto conferma la vocazione formativa del simposio, che punta a valorizzare il trasferimento di competenze tra generazioni. La chirurgia robotica rappresenta oggi uno degli ambiti più avanzati dell’urologia oncologica e richiede un aggiornamento continuo, non solo sulle tecnologie disponibili, ma anche sulle indicazioni cliniche, sulle tecniche operative e sulla sicurezza del paziente.
Il ruolo delle associazioni dei pazienti
La centralità del paziente sarà garantita dalla partecipazione attiva delle associazioni PaLiNUro, Europa Uomo e ANTURE, coinvolte nelle sessioni cliniche e nei Multidisciplinary Tumour Board. La loro presenza porterà nel dibattito scientifico il punto di vista di chi vive direttamente la malattia.
Il contributo delle associazioni consentirà di orientare le decisioni cliniche non soltanto sull’efficacia dei trattamenti, ma anche sulla qualità di vita, sulla comunicazione medico-paziente e sui bisogni concreti delle persone durante il percorso oncologico.
Una sezione dedicata al territorio campano
Tra le novità di SYNERGY 2026 figura anche una Local MDT Section, interamente in italiano, dedicata al territorio campano. La sessione affronterà temi di grande rilievo per la pratica clinica quotidiana: il rapporto medico-paziente nel percorso oncologico, il ruolo dei Gruppi Oncologici Multidisciplinari e le prospettive della Rete Oncologica Campana.
La discussione comprenderà casi clinici simulati da parte di specialisti del territorio, con l’obiettivo di rendere il confronto più vicino alle esigenze reali dei professionisti e dei pazienti. Il programma includerà inoltre letture magistrali, sessioni dedicate ai bisogni clinici ancora insoddisfatti nel carcinoma uroteliale non muscolo-invasivo, approfondimenti sulle terapie integrate e una registrazione live del podcast Uro Focus, pensata per portare i contenuti del simposio anche oltre la sede congressuale.
Federico II, ricerca e innovazione al servizio dei pazienti
«In un’epoca di trasformazione clinica e scientifica, aggiornarsi non è più un’opzione: è una responsabilità condivisa verso i nostri pazienti», conclude il professor Imbimbo.
Anche la direzione generale dell’AOU Federico II sottolinea il valore dell’appuntamento. Per la direttrice generale Elvira Bianco, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli conferma il proprio ruolo strategico nella rete delle cure ad alta complessità e della chirurgia avanzata di altissima specializzazione.
SYNERGY 2026 si presenta dunque come un appuntamento capace di valorizzare assistenza, ricerca, innovazione tecnologica e formazione, mettendo al centro i bisogni dei pazienti e il lavoro condiviso degli specialisti. In un settore in rapida evoluzione come l’uro-oncologia, il confronto multidisciplinare diventa una condizione essenziale per costruire percorsi di cura più efficaci, personalizzati e sostenibili.
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