Tempo di lettura: 4 minutiQuando si parla di tumore della laringe, in gioco non c’è solo la sopravvivenza: c’è la deglutizione, il respiro e soprattutto la voce. È la funzione quotidiana, l’identità sonora di una persona, a dipendere spesso dalla qualità delle cure. Per questo motivo gli ultimi indicatori del Programma Nazionale Esiti (PNE) di Agenas, che misurano i volumi di interventi per neoplasie maligne della laringe, hanno un valore che va oltre i numeri: fotografano percorsi, organizzazione e competenze che impattano sulle funzioni vitali e sulla qualità di vita dopo l’intervento.
Cosa dicono davvero gli indicatori PNE e come leggerli
Va però chiarito un punto spesso frainteso: il PNE non fotografa “tutta” la chirurgia laringea in un’unica voce. Per la laringe, infatti, esistono indicatori distinti sui volumi di ricovero per l’approccio open (chirurgia tradizionale) e un indicatore che aggrega open ed endoscopico. Questo significa che la lettura dei dati va contestualizzata: i numeri descrivono un perimetro specifico e non sempre riescono a restituire, da soli, l’evoluzione delle tecniche mini-invasive che oggi fanno la differenza in molti casi selezionati. In quest’ottica, l’Ospedale Monaldi di Napoli viene accreditato tra le prime strutture in Italia e leader di riferimento nel Sud Italia per la chirurgia laser, la chirurgia ricostruttiva, l’inserimento delle protesi fonatorie e la chirurgia robotica: un posizionamento che riflette la vocazione a integrare le opzioni terapeutiche, scegliendo per ciascun paziente l’approccio più appropriato, non solo il più “imponente”.
L’esperienza del Monaldi: un riferimento nazionale per laser e mini-invasiva
È qui che si colloca l’esperienza dell’équipe di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale del Monaldi, diretta dal professor Giuseppe Tortoriello, punto di riferimento nazionale per la chirurgia laser e mini-invasiva nel trattamento delle patologie oncologiche laringee. L’obiettivo è chiaro: curare il tumore massimizzando la preservazione della funzione laringea (voce e deglutizione) e, quando possibile, riducendo l’impatto dell’intervento sul respiro e sulla quotidianità.
La struttura ha sviluppato percorsi che comprendono chirurgia ricostruttiva avanzata, inserimento di protesi fonatorie per la riabilitazione della voce nei casi che lo richiedono, e l’impiego della chirurgia robotica in indicazioni selezionate. Tutto dentro un approccio multidisciplinare con anestesisti, oncologi, radioterapisti, foniatri e logopedisti, perché la cura del paziente laringectomizzato o sottoposto a resezione parziale inizia prima dell’atto chirurgico e prosegue nella riabilitazione.
Che cos’è la TLM e perché è così importante
Ma in cosa consiste, concretamente, l’intervento con il laser? «Nella forma più diffusa (Transoral Laser Microsurgery, TLM) – spiega il professor Giuseppe Tortoriello, direttore dell’UOC di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale – il tumore viene rimosso attraverso la bocca, senza incisioni sul collo». Il chirurgo lavora con strumenti endoscopici e un microscopio, usando un fascio laser molto preciso per “tagliare” il tessuto malato con grande accuratezza.
La precisione del raggio, l’ingrandimento ottico e la possibilità di seguire il piano di dissezione consentono di modellare l’asportazione sul reale disegno della lesione. L’obiettivo, quando le condizioni cliniche lo consentono, è ridurre l’invasività, limitare il sanguinamento e preservare quanto più possibile le funzioni della laringe (voce e deglutizione), con tempi di recupero più rapidi rispetto a interventi più demolitivi. Non si tratta di una “scorciatoia”, ma di una strategia chirurgica codificata che richiede selezione rigorosa dei pazienti, competenze specifiche e un’organizzazione della sala operatoria orientata alla microchirurgia.
Open, endoscopico e robotico: la scelta è personalizzata
La chirurgia open rimane imprescindibile in molte situazioni (ad esempio per malattie avanzate o in presenza di estensioni che non consentono la via transorale) e si avvale oggi di tecniche ricostruttive raffinate per restituire struttura e funzione alla laringe. L’endoscopico laser, nelle forme precoci o in lesioni selezionate, offre la possibilità di resezioni mirate con un impatto potenzialmente minore su fonazione e deglutizione.
La chirurgia robotica, infine, aggiunge un’ulteriore opzione per accessi difficili e manovre di precisione in sedi anatomiche complesse. In questo mosaico, la centralità del paziente si traduce nella personalizzazione del trattamento: non esiste “la” chirurgia della laringe, ma il giusto intervento per il giusto caso, scelto in base a stadio, sede, comorbidità, aspettative funzionali e progetto riabilitativo.
Formazione sul campo: il 22–23 gennaio 2026 la seconda edizione del Corso di Chirurgia Laser Laringea
In questo scenario si inserisce la seconda edizione del “Corso di Chirurgia Laser Laringea”, in programma il 22 e 23 gennaio 2026 proprio al Monaldi: due giornate che riportano a Napoli uno degli appuntamenti formativi più rilevanti per l’otorinolaringoiatria, con sessioni teoriche, confronto multidisciplinare e live surgery dalle sale operatorie commentata in tempo reale. L’impostazione didattica mette al centro l’osservazione diretta dei casi, la discussione sulle scelte intraoperatorie e il dialogo tra specialisti. Non solo “come si fa”, ma “perché si fa”: indicazioni, limiti, gestione delle complicanze, e soprattutto criteri di preservazione funzionale che rendono la TLM e, più in generale, la chirurgia mini-invasiva, strumenti efficaci all’interno di percorsi oncologici contemporanei e integrati.
I protagonisti: tra continuità e respiro internazionale
Presidente onorario dell’iniziativa è il professor Gaetano Motta, Direttore della Clinica Otorinolaringoiatrica e del Dipartimento di Chirurgia Generale e Specialistica dell’AOU Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Tra gli ospiti d’onore figurano il professor Marco De Vincentiis (Presidente SIOeChCF), il professor Marco Radici (Presidente del 112° Congresso Nazionale SIO 2026) e il professor Giovanni Succo (Presidente EHNS e Presidente AUORL), a conferma del respiro nazionale e internazionale dell’evento.
Direttori del corso, oltre al professor Tortoriello, il professor Giorgio Peretti (Ospedale Policlinico San Martino di Genova) e il professor Mohssen Ansarin (IEO di Milano). La composizione del board testimonia una rete di competenze che abbraccia i principali centri italiani e dialoga con le società scientifiche europee, garanzia di aggiornamento e standard condivisi.
Innovazione che fa scuola: dalla sala operatoria alla qualità delle cure
«La seconda edizione di questo corso – sottolinea il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Avv. Anna Iervolino – testimonia l’impegno costante dell’azienda nel promuovere innovazione, alta formazione e qualità delle cure, anche per i numerosi pazienti che raggiungono il nostro ospedale da altre regioni». La formazione sul campo, unita all’esperienza clinica e alla capacità di integrare più piattaforme tecnologiche (laser, robotica, ricostruttiva, protesi fonatorie), diventa così un volano per la qualità. L’attenzione al risultato funzionale (voce comprensibile, deglutizione sicura, respiro libero) non è un “di più”, ma un esito che conta quanto il controllo oncologico. È questa la cifra che definisce il lavoro delle équipe dedicate alla laringe: trattare la malattia tenendo insieme efficacia e funzione, con cure mirate, tempi di recupero ragionevoli e un progetto riabilitativo disegnato sulla persona.
Un segnale per il Sud e per il Paese
Che un centro del Sud Italia si accrediti come leader nella chirurgia laringea (laser, ricostruttiva, protesi fonatorie e robotica) ha un significato che supera i confini regionali: riduce i viaggi della speranza, rafforza la rete nazionale, avvicina l’eccellenza ai pazienti e ai professionisti in formazione. La lettura corretta degli indicatori PNE aiuta a comprendere dove e come si sta innovando; la pratica quotidiana e la formazione live mostrano invece come quell’innovazione si traduce in benefici concreti per le persone. A Napoli, il 22 e 23 gennaio 2026, queste due dimensioni si incontrano: i dati che orientano e la chirurgia che cura, con la voce, il respiro e la deglutizione al centro del percorso.
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