«Il mieloma multiplo è un tumore del sangue che vede su una popolazione di 100mila persone circa 8 nuovi casi ogni anno. Questo significa che in Italia sono circa 5.500 le nuove diagnosi che vengono fatte ogni anno». A parlare è Gabriele Buda, direttore del reparto di Ematologia dell’Ospedale di Pisa, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss in occasione dell’ultima “pillola di salute” andata in onda sabato scorso. Un tema che il network editoriale PreSa Prevenzione – Salute ha scelto di trattare all’indomani della 16° edizione della Giornata Nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma. «Stiamo parlando – prosegue Buda – di una patologia oncoematologica di rilevo, che deve essere conosciuta e diagnosticata, perché le possibilità di trattamento ci sono e i centri ematologici d’Italia sono delle eccellenze». Quindi, nonostante la malattia sia “impegnativa”, non bisogna arrendersi, perché i margini di trattamento ci sono e migliorano anno dopo anno.
DOTTOR GOOGLE
Ai microfoni di Radio Kiss Kiss il professor Buda ha poi spiegato che ancora oggi un nemico insidioso e pericoloso è l’abitudine alla diagnosi fai da te. «Il consiglio che vorrei dare a tutti – ha detto – è di lasciare perdere le ricerche on line, che generano solo ansia e preoccupazioni. Il “dottor Google” è assolutamente da bandire. Come dico sempre ai miei pazienti, non piloterei mai un aereo dopo aver letto un manuale on line. Ognuno deve fare il proprio mestiere». Quello che serve, dice Buda, è invece un ottimo rapporto con il proprio medico curante, che è abilissimo nel sospettare una malattia oncoematologica. Quindi, più che guardare a possibili sintomi del mieloma multiplo, sarebbe bene fare gli esami di prevenzione, quelli che tutti una volta l’anno dovremmo fare. Tra questi ci sono anche quelli “ematochimici”, che «vanno fatti una volta l’anno o quando il medico di famiglia lo ritiene utile». E proprio con il medico di famiglia è bene poi discutere gli esiti. «Sarà proprio lui a indirizzarci ai vari specialisti ove questo si dovesse rendere necessario».
TERAPIE
Anche se ad oggi non esiste una terapia definitiva per la cura del mieloma multiplo, «ci sono, e sono moltissimi, i nuovi farmaci a disposizione». Farmaci che «hanno cambiato la storia clinica della malattia», perché «dieci anni fa non c’era una possibilità di trattamento». Per questo «oggi non si parla più di “vita media attesa”, la nostra legittima ambizione è di cronicizzare la malattia permettendo alle persone una miglior vita possibile». I nuovi trattamenti, dice Buda, sono sempre più “intelligenti”, con molecole che vanno dritte al problema. Ancor più gli anticorpi monoclonali, che vanno a colpire direttamente il bersaglio, che è la cellula tumorale. «Questo ci permette un maggior controllo della terapia e una ridotta tossicità».





Nel nostro centro di ematologia vengono seguiti prevalentemente in regime di day-hospital 170 pazienti ogni anno con i regimi terapeutici più avanzati, incluso il trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche. Ovviamente i nuovi farmaci vengono considerati appena possibile, grazie anche al cosidetto EAP (expanded access program) che viene messo a disposizione dalle aziende farmaceutiche, prima dell’immissione in commercio. Ciò ci consente di familiarizzare con il nuovo farmaco e di essere in grado di somministrarlo con le modalità ottimali una volta pienamente disponibile. Siamo inoltre coinvolti in diversi studi clinici su nuovi farmaci nelle malattie tumorali del sangue, incluso il mieloma multiplo».




