Prevenzione nelle scuole, formazione dei medici, reti oncologiche coordinate e investimenti strutturali: è questa la ricetta per il futuro dell’oncologia secondo Roberto Orecchia, Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO). Il suo intervento, molto atteso, ha chiuso la Midsummer School 2025 di Motore Sanità, promossa insieme a Regione Lombardia e IEO, riunendo clinici, istituzioni e stakeholder del settore.
Cambio di passo
“È urgente una svolta – ha dichiarato Orecchia –. Non possiamo più rinviare una trasformazione culturale e organizzativa che parta dalla formazione universitaria e coinvolga l’intera popolazione. Il rischio è non riuscire a offrire ai pazienti ciò che già oggi potremmo”. Davanti alla platea di Palazzo Lombardia e poi all’Istituto Europeo di Oncologia, il Direttore Scientifico ha tracciato le nuove frontiere dell’oncologia, oggi sempre più orientata verso la cosiddetta “oncologia mutazionale”, basata sulla profilazione molecolare dei pazienti: “Abbiamo pazienti con mutazioni specifiche per cui esistono terapie mirate, ma il numero resta limitato. Servono informazione e formazione corrette per evitare false aspettative”.
Investire nell’educazione alla salute
Orecchia ha sottolineato anche la necessità di ripensare l’organizzazione del sistema sanitario: “La cronicizzazione dei tumori impone una gestione diversa: serve continuità di cura e serve formare medici “clinical scientist”, capaci di muoversi tra clinica e laboratorio”. Parole forti anche sulla prevenzione: “L’Italia è in ritardo su stili di vita, alimentazione e adesione agli screening. Bisogna investire nell’educazione alla salute a partire dalle scuole elementari”. Altro punto chiave è la gestione dei dati e l’utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale: “Prima di adottare questi strumenti occorre verificarli e alimentarli con dati di qualità”.
Il Direttore Scientifico dell’IEO ha invocato anche una governance più chiara: «Basta competizione tra ospedali, servono reti vere e coordinate, con finanziamenti adeguati. È fondamentale democratizzare l’accesso alle cure oncologiche. Oggi il cancro colpisce sempre più i Paesi a basso reddito, e nuove forme tumorali legate a virus come l’HPV stanno aumentando. Bisogna investire anche sulla cultura vaccinale, per maschi e femmine”.
Malattia sempre più diffusa
Molto intensa anche la testimonianza di Lara Magoni, europarlamentare ed ex campionessa di sci: “Ho perso mia madre, mio padre e mio marito a causa del cancro – ha raccontato, visibilmente commossa –. È la seconda causa di morte in Italia e in Europa. Da atleta sono diventata care-giver, e ho scoperto il lato più umano della malattia”. Magoni si è rivolta direttamente ai direttori scientifici e generali degli IRCCS presenti: “Voi rappresentate l’eccellenza in Italia, nel nome di Umberto Veronesi. Anche se io ho perso le persone che amavo, vi sono grata per il lavoro che svolgete ogni giorno per salvare vite”.
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