In Italia, circa 75 mila persone convivono quotidianamente con una stomia, un intervento chirurgico che implica la creazione di un’apertura artificiale nell’addome per permettere l’uscita di feci o urine. Questo dato, importante e spesso poco noto, evidenzia una realtà che coinvolge non solo la sfera medica, ma anche quella sociale e lavorativa. Ogni anno si registrano oltre 3 mila nuovi casi, un numero significativo che pone l’accento su un tema di grande rilevanza sanitaria e umana, soprattutto in occasione della Giornata mondiale dello stomizzato.
La stomia in Italia: caratteristiche e numeri
Una stomia può essere temporanea o definitiva e viene generalmente eseguita per patologie quali tumori dell’intestino, malattie infiammatorie croniche o traumi. Non si tratta di un semplice intervento fisico, ma di un cambiamento radicale nel modo di vivere che richiede adattamento e supporto continuo. La stomia diventa così un’“amica preziosa” per molte persone, indispensabile per la sopravvivenza e la qualità della vita.
In Italia, il quadro epidemiologico racconta una realtà complessa: 75 mila persone che devono confrontarsi con l’impatto fisico e psicologico della stomia, ma anche con una serie di difficoltà spesso trascurate. Ogni anno, oltre 3 mila nuovi pazienti affrontano questa trasformazione, spesso senza un adeguato supporto specialistico o sociale.
Le difficoltà dei pazienti stomizzati: stigma e problemi lavorativi
Uno dei problemi più gravi segnalati da Pier Raffaele Spena, presidente della Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati (FAIS), riguarda lo stigma sociale che pesa sulle persone stomizzate. Nonostante l’importanza della stomia come soluzione salvavita, permane una profonda ignoranza e timore intorno a questa condizione, che può generare isolamento e imbarazzo.
Inoltre, la stomia può rappresentare un ostacolo significativo nel mondo del lavoro. Molte persone lamentano difficoltà nell’accesso all’impiego o nella conservazione del posto di lavoro, dovute sia alla mancanza di consapevolezza da parte dei datori di lavoro sia a problemi pratici legati alla gestione della stomia durante l’attività lavorativa. Questo fenomeno contribuisce a peggiorare la qualità della vita e il benessere psicologico dei pazienti.
Disomogeneità nell’accesso alle cure: un problema regionale
Un altro tema cruciale che emerge nella discussione sulla stomia riguarda l’accesso alle cure specializzate, che in Italia risulta ancora molto disomogeneo. La disponibilità di medici esperti, infermieri stomaterapisti e strutture dedicate varia infatti da regione a regione, creando disparità significative nell’assistenza.
Questa situazione implica che molti pazienti non ricevano un supporto adeguato nel follow-up post-operatorio, nella gestione quotidiana della stomia o nella formazione sull’uso dei dispositivi medicali. Di conseguenza, si riscontra un impatto negativo sulla qualità di vita e una maggiore incidenza di complicazioni o problematiche correlate.
L’effetto delle gare d’appalto al ribasso sui materiali per stomia
Un altro aspetto critico segnalato dal presidente FAIS riguarda le gare d’appalto per la fornitura di dispositivi per stomia, spesso gestite al ribasso. La riduzione dei costi nella selezione dei fornitori può portare a una diminuzione della qualità dei materiali, con ripercussioni sulla sicurezza, comodità e igiene per i pazienti.
Questa dinamica rappresenta una problematica non solo di natura economica, ma anche etica e sanitaria. Per chi vive con una stomia, l’affidabilità dei dispositivi e la possibilità di utilizzare prodotti adeguati sono fondamentali per prevenire infezioni, irritazioni e disagi quotidiani. La ricerca di risparmi a ogni costo rischia dunque di compromettere il benessere di migliaia di persone.
Il ruolo delle associazioni e l’importanza dell’informazione
In questo contesto, le associazioni come la FAIS svolgono un ruolo imprescindibile nel tutelare i diritti delle persone stomizzate, promuovere la diffusione di informazioni corrette e favorire il dialogo tra pazienti, medici e istituzioni. L’obiettivo è costruire una cultura più inclusiva e consapevole, che superi pregiudizi e barriere.
L’informazione e la sensibilizzazione rappresentano strumenti fondamentali per migliorare la qualità di vita di chi convive con la stomia. Solo attraverso la conoscenza e la solidarietà si può riuscire a garantire un migliore supporto medico, sociale e lavorativo, oltre a facilitare l’inserimento nella comunità.
La Giornata mondiale dello stomizzato si configura quindi come un’occasione preziosa per riflettere su questi temi, accendere i riflettori su una realtà spesso poco considerata e promuovere azioni concrete volte a migliorare la condizione dei pazienti, troppo spesso lasciati soli ad affrontare problemi complessi.




