Come si può abbassare il colesterolo? Se lo chiedono in molti e non è un caso. In Italia, secondo i dati storici del Progetto Cuore, circa il 21 % degli uomini e il 23 % delle donne di età tra i 35 e i 74 anni risultavano ipercolesterolemici, ovvero con colesterolemia totale maggiore di 240 mg/dl o già in trattamento specifico. Circa un terzo (37 % degli uomini, 34 % delle donne) si trovava in una condizione che si definisce “border line” (200–239 mg/dl) EpiCentro. Nella popolazione anziana (65–74 anni), le percentuali salgono: il 24 % degli uomini e il 39 % delle donne sono ipercolesterolemici, mentre il 36 % e il 38 % risultano borderline.
Dati più recenti, come quelli del Progetto Longevity Check-up 7+, suggeriscono che oltre il 60 % degli italiani adulti potrebbe avere livelli di colesterolo sopra la norma senza saperlo. Inoltre, la sorveglianza PASSI per il biennio 2022-2023 ci dice che circa il 18 % degli intervistati dichiara una diagnosi di ipercolesterolemia.
Cos’è il colesterolo e come si valuta?
Insomma, una vera e propria “epidemia”. Ma cos’è il colesterolo? In realtà, a livelli ottimali, è un valido alleato della salute. È infatti un essenziale per il nostro organismo, fondamentale per la struttura delle membrane cellulari, la sintesi degli ormoni steroidei, della vitamina D e degli acidi biliari. Nel sangue circola attraverso lipoproteine: le LDL (“colesterolo cattivo”) trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti, mentre le HDL (“colesterolo buono”) lo raccolgono dai tessuti per favorire l’eliminazione tramite il fegato.
Il quadro lipidico comprende il colesterolo totale, le frazioni LDL e HDL e spesso anche il colesterolo non-HDL e i trigliceridi. Giusto per avere qualche riferimento in più, i valori generalmente considerati desiderabili sono: colesterolo totale < 200 mg/dl, LDL < 100 mg/dl e HDL ≥ 50 mg/dl. Le linee guida ESC/EAS recenti stabiliscono target ancora più stringenti in base al rischio cardiovascolare: ad esempio LDL < 55 mg/dl per pazienti ad alto rischio e LDL < 40 mg/dl per rischio estremamente elevato.
Perché è importante abbassare il colesterolo?
L’ipercolesterolemia, soprattutto per elevati livelli di LDL, è un fattore di rischio primario per malattie cardiovascolari aterosclerotiche: infarto, ictus e altre patologie legate a placche nelle arterie . Studi mostrano che una riduzione prolungata di LDL riduce in modo proporzionale il rischio di eventi cardiovascolari.
Come abbassare il colesterolo: due percorsi paralleli
Il controllo del colesterolo si basa su un approccio combinato: prima si privilegiano le modifiche dello stile di vita e, se necessario, si interviene con la terapia farmacologica.
Modifiche dello stile di vita. L’ISS indica che un’alimentazione squilibrata, il fumo, la sedentarietà, l’eccesso di peso e il diabete sono fattori correlati all’ipercolesterolemia; più raramente la causa è genetica. Intervenire su questi aspetti è essenziale, soprattutto in prevenzione primaria.
Terapia farmacologica. Le statine rimangono il trattamento di prima linea per ridurre la sintesi endogena di colesterolo, migliorando anche la stabilizzazione delle placche e riducendo infiammazione e aggregazione piastrinica. Nei casi in cui gli obiettivi LDL non vengono raggiunti con le sole statine, l’associazione con ezetimibe o inibitori della PCSK9 offre risultati migliori: rispettivamente il 21 % e il 58 % dei pazienti raggiunge i target raccomandat.
Strategie pratiche per il cittadino: cosa fare, perché e quando
Nel dialogo medico-paziente è importante capire il profilo di rischio individuale: età, fattori di rischio associati, storia famigliare e livello di LDL consentono di stabilire obiettivi personalizzati secondo le linee guida ESC/EAS.
Misurare regolarmente il profilo lipidico, soprattutto dopo i 40 anni, è un passo fondamentale: circa un quarto delle persone non ricorda di averlo fatto, con potenziali conseguenze sulla diagnosi e il controllo dell’ipercolesterolemia.
Abbassare il colesterolo con consapevolezza
In Italia un’ampia quota della popolazione è a rischio: il 20–36 % presenta livelli elevati o borderline. Il colesterolo è una molecola indispensabile ma, se sbilanciata verso le LDL, favorisce le malattie cardiovascolari. Per tenerlo sotto controllo, è fondamentale valutare frequentemente il profilo lipidico e agire innanzitutto con uno stile di vita sano: dieta equilibrata, attività fisica, gestione del peso e cessazione del fumo. Quando necessario, il medico può integrare strategie farmacologiche – statine, ezetimibe, PCSK9-inibitori – seguendo le linee guida per obiettivi personalizzati e rigorosi. Solo così si può trasformare la sfida del colesterolo alto in una vittoria per la salute.
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