Governare la sanità del futuro richiederà sempre meno professionisti concentrati esclusivamente su un singolo settore e sempre più figure capaci di integrare competenze cliniche, epidemiologiche, economiche, organizzative, tecnologiche e giuridiche. È da questa considerazione che prende forma all’Università degli Studi di Napoli Federico II un progetto editoriale triennale dedicato al management sanitario e destinato ad accompagnare alcune delle trasformazioni più profonde del Servizio sanitario nazionale.
Il primo tassello del percorso è “Pillole di Management Sanitario”, volume curato da Maria Triassi e Patrizia Cuccaro e nato nell’ambito del Master universitario di II livello in Management Sanitario della Federico II. Il libro è stato anche al centro di un incontro dedicato ai nuovi modelli di governo della sanità.
Una sanità sempre più complessa da governare
L’obiettivo del volume va oltre la raccolta di contributi specialistici. L’intento è mettere a sistema le diverse competenze oggi necessarie per assumere decisioni all’interno di organizzazioni sanitarie diventate progressivamente più articolate.
Il punto di partenza è rappresentato da un Servizio sanitario nazionale chiamato ad affrontare contemporaneamente numerose sfide: l’invecchiamento della popolazione, la crescita delle malattie croniche, l’innovazione diagnostica e terapeutica, la digitalizzazione dei servizi, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, i nuovi modelli di assistenza territoriale e gli investimenti collegati al PNRR.
Trasformazioni che rendono sempre più difficile immaginare il management sanitario come una competenza confinata esclusivamente ai vertici delle aziende o ai ruoli direzionali. La capacità di comprendere processi, risorse, tecnologie, dati e bisogni assistenziali tende invece a diventare una cultura trasversale dell’intera organizzazione sanitaria.
Triassi: «Le decisioni devono integrare competenze diverse»
«La vera sfida – sottolinea Maria Triassi, direttrice del Master – è riuscire a governare la complessità. Le decisioni sanitarie non possono essere costruite guardando separatamente alla clinica, ai conti, all’organizzazione o alla tecnologia. Servono professionalità capaci di leggere insieme questi elementi e di trasformare dati, competenze e innovazione in valore per il servizio pubblico».
È proprio dall’esperienza maturata all’interno del Master che prende origine il progetto. Uno degli elementi distintivi del percorso formativo è infatti il confronto tra professionalità differenti, chiamate a osservare gli stessi problemi da prospettive diverse e complementari.
Alla realizzazione di “Pillole di Management Sanitario” hanno contribuito accademici, direttori generali e sanitari, dirigenti medici, economisti, giuristi ed esperti di organizzazione, comunicazione, innovazione e tecnologie digitali.
Dalle liste d’attesa all’intelligenza artificiale
Il volume affronta alcuni dei principali nodi con cui il sistema sanitario è chiamato a confrontarsi. Tra i temi trattati figurano la sostenibilità del SSN, la programmazione sanitaria, l’epidemiologia e la valutazione delle performance.
Spazio anche alle liste d’attesa, al governo clinico e alla sicurezza delle cure, alla gestione delle risorse umane e alla comunicazione, fino ai processi di trasformazione digitale e alle nuove possibilità aperte dall’intelligenza artificiale.
Il filo conduttore è la necessità di superare una lettura frammentata della sanità. Una decisione organizzativa, infatti, può avere conseguenze sulla qualità dell’assistenza, sull’impiego delle risorse, sul lavoro dei professionisti e sull’accessibilità dei servizi. Allo stesso modo, l’introduzione di nuove tecnologie richiede valutazioni che non riguardano soltanto gli aspetti tecnici, ma anche quelli clinici, organizzativi, economici e regolatori.
Un percorso fino ai 50 anni del Servizio sanitario nazionale
“Pillole di Management Sanitario” rappresenta soltanto il primo capitolo di un progetto editoriale già programmato su tre anni.
Il secondo volume, previsto per il 2027, sarà dedicato ai metodi e agli strumenti operativi attraverso i quali applicare concretamente i principi del management nelle organizzazioni sanitarie, passando quindi dall’inquadramento delle principali questioni alla loro gestione sul campo.
Il percorso dovrebbe poi raggiungere il proprio punto di arrivo nel 2028, anno in cui ricorrerà il cinquantesimo anniversario dell’istituzione del Servizio sanitario nazionale. L’obiettivo è arrivare alla pubblicazione di un manuale organico in grado di sistematizzare le conoscenze, gli strumenti e le esperienze raccolte durante il triennio.
Un progetto che guarda dunque alla formazione delle future classi dirigenti della sanità, ma anche alla diffusione di una cultura manageriale più ampia: una cultura nella quale competenze differenti non procedano in parallelo, ma concorrano alla costruzione di decisioni capaci di tenere insieme qualità delle cure, sostenibilità, innovazione e valore per il servizio pubblico.
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