Un uomo di 85 anni è morto al Policlinico San Matteo di Pavia dopo aver contratto il virus West Nile. L’anziano, residente a Sartirana, era ricoverato da alcuni giorni nel reparto di Malattie Infettive e, nonostante le cure, le sue condizioni sono progressivamente peggiorate. Il decesso è stato segnalato il 22 agosto.
Il caso si inserisce in una stagione caratterizzata da una significativa circolazione del virus in Italia. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 19 agosto, dall’inizio della sorveglianza sono stati registrati 312 casi confermati di infezione da West Nile, 156 dei quali nella forma neuro-invasiva. Sono stati inoltre identificati 40 casi asintomatici tra i donatori di sangue e 115 casi di febbre. I decessi notificati sono 13.
Il virus è stato rilevato in 60 province appartenenti a 16 Regioni italiane. L’ISS sottolinea che, nonostante i numeri siano inferiori a quelli registrati nello stesso periodo del 2025, il West Nile circola ormai stabilmente in gran parte del territorio nazionale.
Che cos’è il West Nile virus
La febbre West Nile è un’infezione provocata dal West Nile virus, appartenente alla famiglia dei Flaviviridae. Il principale veicolo di trasmissione all’uomo è rappresentato dalla puntura di zanzare infette, soprattutto del genere Culex, la cosiddetta zanzara comune.
Il ciclo del virus coinvolge principalmente gli uccelli selvatici, che costituiscono il principale serbatoio dell’infezione, e le zanzare, che possono acquisire il virus pungendo un animale infetto e trasmetterlo successivamente attraverso una nuova puntura.
Per questo motivo, il West Nile non si trasmette attraverso i normali contatti tra persone. Sono possibili, ma molto più rare, altre modalità di trasmissione, tra cui trasfusioni di sangue, trapianti di organi e trasmissione madre-feto durante la gravidanza.
Nella maggior parte dei casi l’infezione non dà sintomi
Contrarre il virus non significa necessariamente sviluppare la malattia. La maggior parte delle persone infette rimane asintomatica. Quando compaiono sintomi, generalmente si tratta di una forma lieve, caratterizzata da febbre, mal di testa, nausea, vomito, dolori muscolari, stanchezza, linfonodi ingrossati o manifestazioni cutanee.
Il quadro può però essere molto diverso nelle forme neuro-invasive, che rappresentano una parte minoritaria delle infezioni ma possono avere conseguenze severe.
Quando il West Nile può diventare grave
In una piccola percentuale di persone l’infezione può interessare il sistema nervoso centrale e provocare meningite, encefalite o altre manifestazioni neurologiche.
I sintomi da non sottovalutare comprendono febbre importante, forte mal di testa, rigidità del collo, confusione, disorientamento, tremori, debolezza muscolare e alterazioni dello stato di coscienza.
Il rischio di sviluppare forme gravi è maggiore soprattutto nelle persone anziane e nei soggetti più fragili. Il caso dell’85enne morto a Pavia evidenzia proprio come, pur trattandosi nella maggior parte dei casi di un’infezione senza conseguenze importanti, il virus possa avere un decorso severo nelle persone più vulnerabili.
La situazione in Italia nel 2026
I dati della sorveglianza nazionale mostrano una circolazione ampia del virus. Al 19 agosto, i 312 casi confermati comprendevano 156 forme neuro-invasive, 115 casi di febbre e 40 infezioni asintomatiche individuate attraverso lo screening dei donatori di sangue. La letalità calcolata sulle forme neuro-invasive confermate era del 7,7%.
Il monitoraggio è particolarmente importante anche perché l’identificazione del virus nei donatori di sangue permette di individuare la circolazione dell’infezione anche quando non si manifesta attraverso sintomi evidenti. L’ISS sottolinea infatti l’importanza della sorveglianza e della diagnosi precoce, anche per garantire la sicurezza delle trasfusioni e dei trapianti.
Come proteggersi dalle punture di zanzara
Non esiste al momento una terapia antivirale specifica contro il West Nile. La prevenzione delle punture rappresenta quindi uno degli strumenti principali per ridurre il rischio di infezione.
Alcune semplici precauzioni possono aiutare:
- utilizzare repellenti per insetti autorizzati, seguendo le indicazioni riportate in etichetta;
- indossare, quando possibile, abiti che coprano braccia e gambe;
- utilizzare zanzariere alle finestre e alle porte;
- eliminare regolarmente l’acqua stagnante da sottovasi, secchi, contenitori e altri recipienti presenti all’esterno delle abitazioni;
- coprire adeguatamente i contenitori che non possono essere svuotati;
- seguire le indicazioni delle autorità sanitarie locali quando vengono predisposti interventi di controllo delle zanzare.
Ridurre i luoghi in cui le zanzare possono riprodursi è importante quanto proteggersi dalle punture: anche piccoli ristagni d’acqua possono diventare siti favorevoli alla proliferazione degli insetti.
A cosa prestare attenzione
Il semplice fatto di essere stati punti da una zanzara non significa aver contratto il West Nile. Tuttavia, durante i periodi di maggiore circolazione del virus, la comparsa di febbre o di sintomi compatibili con un’infezione deve essere valutata con attenzione, soprattutto nelle persone anziane o fragili.
La comparsa di sintomi neurologici come confusione, forte mal di testa, rigidità del collo, tremori, debolezza o alterazioni dello stato di coscienza richiede invece una valutazione medica tempestiva.
Prevenzione, la prima difesa
Il caso di Pavia riporta l’attenzione su un virus che continua a circolare in diverse aree del Paese. I numeri della sorveglianza mostrano che la maggior parte delle infezioni non provoca sintomi o determina una forma lieve, ma confermano anche che il West Nile può causare forme neuro-invasive potenzialmente gravi e, in alcuni casi, mortali.
Per questo, soprattutto durante la stagione di maggiore attività delle zanzare, proteggersi dalle punture e ridurre la presenza di ristagni d’acqua rappresentano semplici ma importanti strumenti di prevenzione. Un’attenzione particolare va riservata alle persone anziane e più fragili, per le quali il rischio di complicanze è maggiore.



