L’intossicazione da botulino è una malattia rara ma grave. Si tratta di una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum. In Italia la diffusione è legata soprattutto alle conserve domestiche. Secondo l’Istituto superiore di sanità (Iss), tra il 2001 e il 2024 sono stati segnalati 1.276 casi sospetti, di cui 574 confermati in laboratorio. Il 91,6% (526 casi) è risultato botulismo alimentare. In media ogni anno si registrano 53 segnalazioni, con 24 conferme. I decessi nello stesso periodo sono stati 15.

Conserve sicure e procedure da rispettare
Non tutte le conserve fatte in casa comportano un rischio di intossicazione da botulino. La differenza dipende dall’acidità della preparazione.
Le linee guida indicano come sicure le conserve con pH non superiore a 4-4,2. In questa categoria rientrano: gli alimenti conservati sotto aceto (metà acqua e metà aceto), conserve preparate con succo di limone e la passata di pomodoro.
Il pH può essere misurato con dispositivi acquistabili online o in farmacia (phmetri e cartine tornasole). Anche marmellate, composte di frutta e alimenti in salamoia non rappresentano un rischio, perché zucchero e sale impediscono al microrganismo di svilupparsi.
Un’ulteriore misura di sicurezza è la pastorizzazione, ovvero l’ebollizione dei vasetti chiusi ermeticamente, che elimina i microrganismi non sporigeni. Sono considerati sicuri anche i vegetali in olio, se prima vengono fatti bollire in acqua e aceto.
Conserve pericolose: carne, pesce e vegetali in acqua
Le conserve di carne e pesce non dovrebbero essere preparate in casa, secondo gli esperti. Per essere sicure richiedono processi industriali di sterilizzazione a temperature elevate, impossibili da replicare in un contesto domestico. Stesso discorso per i vegetali in acqua.
Prodotti come tonno in scatola e carne in scatola vengono resi sicuri solo grazie alla sterilizzazione industriale. Per questo l’Iss raccomanda di evitarne la produzione casalinga.
Inoltre, sarebbe meglio non accettare conserve regalate e non offrirle a propria volta. L’Iss mette a disposizione online le Linee guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico, che raccolgono tutte le norme da seguire.
Segnali di alterazione e rischi di contaminazione
Non esiste un metodo domestico per verificare se un alimento contenga botulino. Tuttavia ci sono segnali di alterazione che non vanno sottovalutati:
- deformazioni delle confezioni metalliche
- bombaggio delle capsule di chiusura nei vasi in vetro
- sversamento del contenuto
- presenza di gas all’interno
In presenza di questi segno il prodotto deve essere eliminato, perché anche piccolissime quantità possono essere sufficienti a provocare la malattia.
Sintomi dell’intossicazione da botulino
I sintomi iniziali del botulismo riguardano la vista: visione sdoppiata, difficoltà a mantenere le palpebre aperte, dilatazione delle pupille. La malattia progredisce poi verso la disfagia e la secchezza delle fauci. Possono comparire problemi di linguaggio per la paralisi dei muscoli del collo.
Nei casi gravi subentra la difficoltà respiratoria, fino al coma apparente e alla morte. La malattia non è contagiosa e non si trasmette da persona a persona.
Modalità di contaminazione e misure di prevenzione
Il contagio avviene attraverso l’ingestione di alimenti contenenti tossina. Il Clostridium botulinum è un microrganismo ambientale, quindi tutti i cibi possono potenzialmente essere contaminati da spore. Il rischio si concretizza solo quando trovano le condizioni per svilupparsi: mancanza di ossigeno e pH non acido.
L’igiene e la qualità degli ingredienti non eliminano del tutto il pericolo. Le spore possono resistere al lavaggio e sopravvivere. Per ridurre il rischio è necessario utilizzare aceto, zucchero o sale.
Esempi:
- aceto nei sottaceti
- zucchero nelle marmellate e nelle confetture
- sale nelle salamoie e negli alimenti salati a secco, come il prosciutto
Dopo l’apertura, le conserve devono essere conservate in frigorifero e consumate rapidamente.
Intossicazione da botulino: 6 regole pratiche da seguire
Le principali regole per ridurre il rischio di intossicazione da botulino nelle conserve fatte in casa sono:
- privilegiare conserve acide o zuccherine
- evitare conserve di carne, pesce e vegetali in acqua
- pastorizzare i vasetti chiusi ermeticamente
- sbollentare i vegetali prima della conservazione in olio
- non consumare alimenti con segni di alterazione
- conservare in frigorifero le confezioni una volta aperte
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Tra gli alimenti di origine non animale, quelli che pongono i rischi maggiori nell’UE sono verdure a foglia verde, ortaggi a bulbo e a stelo, pomodori, meloni, baccelli, legumi o cereali freschi, semi germogliati e frutti di bosco.
Per quanto riguarda il botulismo alimentare, l’Italia riporta uno dei tassi di prevalenza più alti dell’UE5, anche per la tradizione consolidata delle conserve alimentari in ambito domestico. I focolai correlati al consumo di alimenti di produzione industriale, sono invece molto rari.


