Malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa possono accompagnare il paziente per tutta la vita, alternando periodi di remissione a fasi di riacutizzazione e incidendo in maniera significativa sulla quotidianità. Diagnosi precoce, terapie sempre più mirate e un monitoraggio capace di andare oltre il semplice controllo dei sintomi stanno però modificando profondamente la gestione delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI).
Il tema sarà al centro del Corso AIGO Campania/Basilicata 2026, in programma venerdì 9 ottobre a Pompei, presso Habita79 MC Gallery, dove gastroenterologi e specialisti si confronteranno anche su screening del carcinoma del colon-retto, patologie epatiche croniche, microbiota e innovazioni tecnologiche nell’endoscopia digestiva.
Crohn e rettocolite ulcerosa, malattie che vanno oltre l’intestino
Le MICI comprendono principalmente malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa. Sono patologie caratterizzate da un’infiammazione cronica del tratto gastrointestinale, sostenuta da una complessa interazione tra predisposizione genetica, sistema immunitario, ambiente e microbiota intestinale.
Dolore addominale, diarrea persistente, presenza di sangue nelle feci, perdita di peso e stanchezza sono alcuni dei sintomi più comuni. Ma la malattia può avere anche manifestazioni al di fuori dell’intestino, interessando articolazioni, cute, occhi e fegato.
Una delle sfide è arrivare alla diagnosi in tempi rapidi, distinguendo una malattia infiammatoria organica da disturbi gastrointestinali molto più comuni. Endoscopia, esami istologici, diagnostica per immagini e biomarcatori, come la calprotectina fecale, consentono oggi di definire e seguire con maggiore precisione l’attività della malattia.
L’obiettivo non è più soltanto spegnere i sintomi
Negli ultimi anni è cambiata anche la filosofia del trattamento. Il controllo di diarrea o dolore resta essenziale, ma non rappresenta più l’unico risultato da perseguire. Le strategie moderne puntano a ottenere un controllo più profondo dell’infiammazione e, quando possibile, la remissione endoscopica, con un monitoraggio programmato della risposta alle terapie.
Accanto ai farmaci tradizionali si è progressivamente ampliato l’arsenale terapeutico con farmaci biologici e nuove molecole in grado di intervenire in maniera selettiva sui meccanismi responsabili dell’infiammazione. Le più recenti indicazioni scientifiche confermano un approccio sempre più personalizzato, nel quale la scelta del trattamento dipende dalle caratteristiche della malattia e del singolo paziente.
Anche strumenti meno invasivi stanno acquistando spazio nel monitoraggio: tra questi l’ecografia intestinale, studiata sempre più come supporto per valutare nel tempo l’attività infiammatoria senza dover necessariamente ricorrere ripetutamente all’endoscopia.
A Pompei il confronto tra specialisti
Proprio alle MICI sarà dedicato ampio spazio durante il congresso AIGO, insieme ai disturbi funzionali intestinali, alle patologie dell’esofago, alle malattie acido-correlate e alle innovazioni dell’endoscopia digestiva luminale e bilio-pancreatica.
Responsabile scientifico dell’evento è Antonio Cuomo, presidente regionale AIGO e responsabile dell’Unità Operativa di Gastroenterologia del DEA Nocera-Pagani, Centro di riferimento per la gestione delle malattie infiammatorie croniche intestinali, oltre che referente della Gastroenterologia dell’Asl Salerno.
Il programma, articolato in cinque sessioni, è stato elaborato dal Consiglio direttivo regionale composto da Roberto Lamanda, Alberto Martino, Mario Gagliardi, Nicola Imperatore e Giuliana Vespere. Un focus sarà dedicato anche alla gestione delle urgenze cliniche ed endoscopiche, con particolare attenzione alle procedure mininvasive e alla collaborazione multidisciplinare.
«Il Congresso AIGO 2026 nasce dalla volontà di offrire alla comunità un momento di confronto pratico ed elevato su tematiche gastroenterologiche di crescente interesse e dal forte impatto sulla salute dei pazienti», spiega Cuomo. «Abbiamo voluto dare ampio spazio alle malattie infiammatorie croniche intestinali e al trattamento dei disturbi digestivi ed epatici, ponendo un’attenzione particolare alle nuove tecnologie mininvasive e allo screening oncologico».
L’obiettivo, sottolinea, è «coniugare le più recenti evidenze scientifiche con la pratica clinica quotidiana, promuovendo un approccio sempre più multidisciplinare per rispondere in modo tempestivo ed efficace alle esigenze di salute del territorio».
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