Obesità e sovrappeso: in Italia oltre 23 milioni di adulti a rischio. Presentati i dati Istat, attesa per la legge
In Italia sono oltre 23,3 milioni le persone, dai 18 anni in su, con obesità o sovrappeso. Molti sono anziani e i numeri mostrano un incremento anche tra le nuove generazioni, soprattutto tra le donne. Secondo l’analisi per generazione dell’Istat, la percentuale di eccesso di peso all’età di 20-24 anni è molto più alta tra i nati nei primi anni 2000 (21,6 per cento) rispetto a chi è nato negli anni ’60 (13,4 per cento). L’aumento è ancora più evidente tra le donne della stessa fascia di età; l’eccesso di peso riguarda il 17,4 per cento per le nate tra il 2000 e il 2004 contro il 9,0 per cento per le nate tra il 1960 e il 1964.
I dati Istat 2023 sull’epidemiologia dell’obesità in Italia sono stati presentati ieri durante il settimo Italian Barometer Obesity Forum “Obesità in Italia 2025: Dati, Impatti e Prospettive politico, sanitarie e legislative di intervento”. Istituzioni, esperti, società scientifiche e associazioni dei pazienti hanno discusso le strategie da mettere in atto per contrastare la pandemia di sovrappeso e obesità nel nostro Paese. Nel frattempo prosegue l’iter di approvazione della legge che riconosce l’obesità come malattia.
Complicanze sono la prima causa di morte tra le persone con obesità
«L’obesità è una malattia complessa determinata da molteplici fattori, tra i quali gioca un ruolo importante la genetica, che influenza la predisposizione individuale all’accumulo di grasso corporeo. Tuttavia, le abitudini alimentari scorrette e la sedentarietà, due fenomeni in continua crescita, contribuiscono fortemente all’aumento della prevalenza di eccesso di peso nella popolazione», spiega Paolo Sbraccia, Presidente di IBDO Foundation.
«Una delle caratteristiche più allarmanti dell’obesità è la sua associazione con complicanze che colpiscono quasi tutti gli organi e apparati, come diabete tipo 2, ipertensione, dislipidemia, apnea ostruttiva del sonno, osteoartrite, sindrome dell’ovaio policistico e malattie cardiovascolari, che rappresentano la principale causa di morte tra le persone con obesità, con un chiaro legame tra l’indice di massa corporea (BMI) e rischio di infarto del miocardio, ictus e scompenso cardiaco», conclude.
Obesità e sovrappeso: i dati ISTAT
«Negli ultimi 20 anni, la quota di persone in eccesso di peso è cresciuta di circa 4 punti percentuali, passando dal 42,6 per cento del 2003 al 46,9 per cento nel 2024. Gran parte dell’incremento è legato all’ invecchiamento della popolazione: se si eleminasse l’effetto dell’età, l’incremento sarebbe contenuto a solo 1 punto percentuale. Diverso il discorso per l’obesità; la percentuale è passato negli ultimi vent’anni dal 9,0 per cento all’11,8 per cento con un aumento di circa il 30 per cento. Anche standardizzando per età la crescita resta significativa – dal 9,3 per cento all’11,3 per cento, pari a un + 21,5 per cento», spiega Roberta Crialesi, Responsabile del Servizio Sistema integrato salute, assistenza e previdenza dell’Istat.
«Si osserva quindi il minore impatto dell’invecchiamento della popolazione sulla componente dell’obesità che, nel tempo, è aumentata in misura maggiore nelle età giovanili e adulte, sebbene le prevalenze restino più elevate nell’età anziana», conclude.

Aumenta lo sport ma diminuisce il consumo di frutta e verdura
Il report ha analizzato i cambiamenti negli stili di vita e nei fattori di rischio nelle diverse generazioni. Rispetto alle abitudini alimentari, il consumo di frutta e verdura è diminuito negli ultimi trent’anni: nel 1994 era giornaliero per circa il 94 per cento della popolazione di 10 anni o più, mentre nel 2024 questa percentuale è scesa al 78,2 per cento.
Per quanto riguarda, invece, la pratica dello sport o di una regolare l’attività fisica, è stato osservato un aumento della pratica sportiva di tipo continuativo, che nel 2023 interessava il 27,6 per cento delle persone contro il 16,6 per cento nel 1995, mentre è in diminuzione chi fa un’attività fisica più leggera, come passeggiate, nuoto o bicicletta, che è passata dal 36 per cento nel 1995 al 28,4 per cento nel 2023. La sedentarietà, anche se in lieve riduzione, resta comunque elevata nel nostro Paese: nel 2023 è pari al 35,1 per cento interessando quindi oltre una persona su tre.
“Il numero assoluto di persone con obesità è aumentato del 38 per cento rispetto al 2003, con una crescita particolarmente marcata tra i giovani adulti. L’obesità è correlata a oltre 250 patologie, tra cui il diabete, le malattie cardiovascolari e numerose forme tumorali. Ma non può essere ricondotta a una mera responsabilità individuale: è l’intero sistema in cui viviamo che può favorire o ostacolare comportamenti salutari. Per questo è necessario adottare una visione sistemica, capace di superare l’approccio centrato esclusivamente sull’individuo, per abbracciare la complessità delle interazioni tra salute umana, ambiente e società” commenta Nathan Levialdi Ghiron, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata nella prefazione dell’Italian Barometer Obesity Report 2025.
L’evento è stato realizzato, su iniziativa della Sen. Daniela Sbrollini, in collaborazione con l’Intergruppo parlamentare obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili, Intergruppo parlamentare qualità di vita nelle città, Intergruppo Parlamentare Sanità digitale e terapie digitali, Intergruppo parlamentare per la prevenzione delle emergenze e l’assistenza sanitaria nelle aree interne, Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, Istat, Coresearch, Crea Sanità, Bhave, Università di Roma Tor Vergata – Dipartimento di medicina dei servizi, le società scientifiche di area1, Italian Obesity Network, Open Italy, Amici Obesi e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk nell’ambito del progetto internazionale Driving Change in Obesity.




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