Obesità: rapporto giro vita/ statura più importante dell’indice di massa corporea
Le nuove evidenze scientifiche suggeriscono un cambio di paradigma nella diagnosi di obesità. Lo screening basato sul rapporto giro vita/statura è più efficace e meno costoso.

Obesità in aumento, giro vita nuovo parametro
L’obesità è una malattia metabolica caratterizzata da un eccesso di tessuto adiposo, ma gli strumenti usati per identificarla sono spesso inadeguati. L’indice di massa corporea (BMI) continua a essere il parametro più diffuso, ma presenta dei limiti: non distingue tra massa grassa e massa muscolare, non tiene conto delle variazioni dovute a età, sesso o etnia, e produce frequentemente errori diagnostici. La Commissione Lancet sull’obesità ha ribadito questi limiti, proponendo di affiancare al BMI la misurazione diretta del grasso corporeo o un criterio antropometrico più rappresentativo: il rapporto giro vita/statura.
Secondo il documento, questo parametro è in grado di migliorare la diagnosi clinica di obesità e riflette in modo più accurato il rischio metabolico. Il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) ha già definito intervalli di rischio: un rapporto compreso tra 0,4 e 0,49 segnala un aumento moderato del rischio per la salute; tra 0,5 e 0,59 un rischio più elevato; oltre 0,6 un rischio sensibilmente aumentato.
I dati pediatrici e la validazione del parametro nei giovani adulti
Per colmare l’assenza di riferimenti specifici nei bambini, uno studio longitudinale ha seguito oltre 7.000 bambini britannici fino all’età adulta. I valori soglia del rapporto girovita statura identificati sono stati 0,50 per i maschi e 0,51 per le femmine come indicativi di massa grassa elevata, 0,53 e 0,54 come indicativi di massa grassa in eccesso. La correlazione con la misurazione diretta del grasso corporeo tramite assorbimetria a raggi X a doppia energia ha validato la scelta del parametro. Tuttavia, la capacità predittiva dei valori soglia non è stata ancora testata su larga scala in popolazioni multietniche, limitandone l’adozione clinica globale.
La conferma nei dati NHANES: rischio epatico e predizione lineare
L’indagine NHANES 2021–2023 ha validato i nuovi valori soglia in una coorte multietnica statunitense, dimostrando che un rapporto giro vita statura elevato prevede con maggiore precisione il rischio di steatosi e fibrosi epatica. I partecipanti con rapporto elevato presentavano una probabilità tripla di sviluppare steatosi rispetto a coloro con valori inferiori. L’effetto era coerente tra etnie e fasce d’età. Nei soggetti anziani è stata confermata anche l’associazione con la fibrosi epatica. Quando si controllava il rapporto girovita statura, la correlazione tra BMI e rischio epatico si riduceva drasticamente o si annullava.






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