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PreSa – Prevenzione e Salute
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma.
Autorizzazione n. 30/2018 del 08/02/2018
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Disclaimer: Le informazioni contenute in questo sito sono di carattere informativo e generico, non intendono sostituirsi al parere di un medico, e pertanto devono solamente essere usate a scopo didattico e non per diagnosi su se stessi o su terzi, né per scopi terapeutici, né per automedicazione.

Il Poliambulatorio che d’estate dà un supporto in più alle patologie psichiatriche
Economia sanitaria, PsicologiaLe alte temperature, l’afa, l’umidità, così come il freddo pungente dell’inverno più rigido influiscono su alcuni stati psicologici e acuiscono certe patologie psichiatriche. Ecco perché Gian Marco Giobbio, direttore sanitario del Centro Sant’Ambrogio di Cernusco sul Naviglio (Milano), in linea con la missione dei Fatebenefratelli che lo dirige, ha scelto proprio il mese di luglio per inaugurare un Poliambulatorio a tariffe agevolate, per dare soluzioni ai bisogni legati al trattamento dei disturbi psichiatrici che in un periodo così “caldo” dell’anno a volte fatica a trovare adeguate risposte nei servizi esistenti.
Il Poliambulatorio è aperto anche nelle ore tardo-pomeridiane e il sabato e prevede prestazioni con un costo compreso tra i 60 e i 90 euro. Affianca le altre attività del Centro Sant’Ambrogio, in seno al quale nasce questa iniziativa, una struttura sanitaria che opera nel campo della riabilitazione psichiatrica e della psicorganicità che appartiene alla Provincia Lombardo Veneta dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio e fornisce prestazioni terapeutiche e riabilitative.
Il Poliambulatorio affianca l’offerta degli ambulatori dei Dipartimenti di salute Mentale, potenziando i percorsi diagnostico terapeutici in alcune aree (psicoterapia, trattamento dei disturbi psichiatrici comuni) e offre un servizio rivolto anche alle fasce giovanili e ai soggetti con disturbi psichiatrici comuni (ansia, depressione) che spesso faticano a rivolgersi ai servizi pubblici.
Buongiorno Creg, la cura del paziente si fa con la telemedicina
Economia sanitaria, Ricerca innovazioneSi chiama “Buongiorno Creg” ed è un nuovo progetto di alta tecnologia con cui alcuni gruppi di medici di famiglia lombardi gestiscono i malati cronici nei loro percorsi di cura, anche a domicilio, attraverso una strutturata piattaforma informatica e strumenti di telemedicina. Si inserisce nella più vasta sperimentazione Creg voluta dalla Regione Lombardia per la gestione dei malati cronici ed è promosso da Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) Lombardia, Sifmed (Scuola di formazione e ricerca di Fimmg Lombardia) e Telbios (partner tecnologico).
“Buongiorno Creg” raggruppa tre cooperative di medici di famiglia (più di 320) nell’area di Milano, Bergamo e Como, mentre sono oltre 53 mila i pazienti coinvolti, divisi e curati su misura, come soggetti a basso, medio e alto rischio. Ad ogni paziente inserito nel progetto, viene consegnato un piano assistenziale individuale (Pai), con un calendario che scandisce le prestazioni e le attività da seguire, legate alla patologia cronica del paziente.
“Buongiorno Creg” basa la sua attività su una piattaforma informatica che permette la raccolta e la gestione di tutti i dati e offre anche un call center che monitora vari aspetti, fra cui il rispetto del piano di cura: chiama il paziente se non fa i controlli in programma, fa servizio clienti e verifica lo stato di salute dei malati. Grazie alla comunicazione web in tempo reale, il medico, qualora si accorga che i valori non siano a norma o i dati sbagliati, può cambiare la terapia o interpellare subito il proprio paziente, senza far passare tempo prezioso.
I pazienti seguiti con la telemedicina sono affetti da patologie croniche come il diabete, la Bpco, lo scompenso, mentre sono esclusi quelli con patologie complesse.
Cattivi stili di vita in Liguria, al primo posto la sigaretta
Economia sanitaria, PrevenzioneLa lista dei cattivi stili di vita in Liguria inizia con la sigaretta. Un vizio che porta la regione al secondo posto in classifica, dopo la Campania, tra le regioni con più alto numero di persone con l’abitudine al fumo. Lo rivela il report Istat “Fattori di rischio per la salute” che traccia un profilo preoccupante, visti i dati che ne emergono.
In Liguria i fumatori sono 301 mila (di cui 296 mila fumano sigarette) e ben 21 mila consumano più di un pacchetto al giorno. Sono il 39% invece, quelli che ne fumano tra le 11 e le 20 al giorno. Altro fattore che desta preoccupazione è quello relativo agli ex fumatori che sono solo il 21,4%, il dato più basso del Centro-Nord.
Non va molto meglio con l’alcool visto che il 20,6% dei maschi e il 10,1% delle femmine ha messo in pratica almeno un comportamento a rischio legato al consumo di bevande alcoliche. Ma il dato più rilevante è che rispettivamente il 14,6% e il 7,1% eccedono con queste sostanze, mentre l’8,5% dei maschi e il 3,6% delle femmine pratica il cosiddetto binge drinking che li porta ad esagerare con i drink in occasione di feste o nel fine settimana.
I liguri tuttavia, si riscattano con un altro fattore di rischio: il peso. Qui, i bambini e i ragazzi tra i 6 e i 17 anni sovrappeso o obesi sono il 21%, un dato inferiore rispetto alla media italiana del 24,9% che raggiunge punte molto alte al sud (anche 36%). Tra la popolazione maggiorenne, invece, la Liguria vede il 3,9% sottopeso (la media italiana è 3% con picchi oltre il 4% in Lombardia, provincia di Trento, Sardegna, Valle d’Aosta e Piemonte), il 52,5% normopeso (media italiana 51,8%) e il 33,5% sovrappeso (Italia 35,3%). Gli obesi sono invece il 10,1% (Italia 9,8%).
Sanità ligure: in arrivo la novità Alisa
Economia sanitaria, NotizieLa sanità ligure si rinnova. Sarà istituita il 30 settembre prossimo Alisa, Azienda ligure sanitaria della Regione Liguria, da cui dipenderanno le cinque Asl già esistenti che perderanno di potere ma che resteranno comunque in vita. Lo ha stabilito il Consiglio regionale della Liguria che, con l’approvazione del disegno di legge che ne sancisce la nascita, decreta anche la fine dell’attuale Agenzia sanitaria regionale (Ars).
La nuova azienda sanitaria, che avrà sede nel capoluogo ligure ma che potrà essere organizzata anche in sedi operative a livello territoriale, godrà di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia amministrativa, patrimoniale, organizzativa, tecnica, gestionale e contabile. Opererà seguendo le linee di indirizzo emanate dalla Giunta regionale e dovrà nominare il direttore generale e il direttore sanitario, anche se nella fase iniziale sarà guidata da un commissario.
All’interno sarà impiegato personale proprio, assimilato attraverso procedure di mobilità dalla Regione, dalle Aziende sanitarie, dagli altri enti del servizio sanitario regionale e da altri enti pubblici. Alisa avrà il compito di rilevare in modo continuo i dati, riunire i soggetti erogatori, rafforzare le reti di specialità, ma anche sovrintendere allo sviluppo dell’edilizia sanitaria, del sistema autorizzativo, all’integrazione fra assistenza primaria ospedaliera, domiciliare e residenziale, della rete sanitaria e sociosanitaria.
L’obiettivo della Giunta è dare, attraverso Alisa, maggiore omogeneità organizzativa al sistema sociosanitario intero utilizzando linee comuni a tutte le Asl su procedure, protocolli, standard assistenziali, operativi e organizzativi, per programmare le azioni in modo organico su tutto il territorio e migliorare la qualità delle prestazioni.
Tatuaggi, piercing, trucco permanente: a scuola contro le infezioni
PrevenzioneAnche se in Italia non esiste un vero e proprio regolamento, in Piemonte per chi pratica tatuaggi, piercing e trucco permanente (attività a rischio infezioni), o per chi volesse avviare un’attività in questo campo, è ora obbligatorio un periodo di formazione professionale.
Lo prevede una legge che disciplina i corsi di formazione sui rischi sanitari di questo tipo di attività, oggi sempre più diffuse a tutte le età, che punta a ridurre il rischio di trasmissione di infezioni a tutela della salute.
Si tratta di un corso intensivo di 94 ore i cui docenti saranno medici, chimici, infermieri ma anche esperti in materie giuridiche. Il corso sarà diviso in quattro moduli con alcune differenze per chi pratica l’attività da oltre due anni. Le lezioni toccheranno diversi aspetti: da quello medico-sanitario, come l’anatomia e fisiologia della pelle, alla prevenzione delle malattie infettive, inclusi Hiv ed epatite, ma anche la disinfezione e i rischi allergici. Saranno oggetto di studio anche le norme e i requisiti imposti per i locali e per le attrezzature utilizzate, le norme igieniche, le regole di comportamento e le tecniche di pronto soccorso. Ma anche lo smaltimento dei rifiuti e le varie leggi del settore, europee, nazionali e regionali. Ogni corso terminerà con un esame.
Per chi pratica piercing su parti anatomiche a rischio, la cui funzionalità potrebbe essere compromessa dallo stesso foro (lingua, genitali, mammelle), sarà necessaria invece un’abilitazione particolare. E’ escluso, invece, da ogni obbligo formativo chi pratica il semplice foro del lobo dell’orecchio.
Cancro e malattie cardiache, una relazione non più pericolosa
Notizie, Ricerca innovazioneErano stati i primi a denunciare la pericolosa relazione tra cancro e malattie cardiache e oggi confermano che di cancro si può guarire senza avvelenare il cuore. Sono i cardiologi dell’Istituto europeo di oncologia di Milano IEO che nel loro studio pubblicato su CA: A Cancer Journal for Clinicians, hanno certificato il primato che li riguarda: in più di 3.800 pazienti seguiti per 10 anni, la Cardioncologia ha ottenuto il record di zero episodi e zero decessi per malattie cardiovascolari. Un dato in controtendenza se si considera che il 35% dei pazienti oncologici sviluppa problemi cardiovascolari a causa dei trattamenti antitumorali.
“La cardiotossicità è una complicanza molto comune e può compromettere l’efficacia delle terapie anticancro – spiega Daniela Cardinale, direttore dell’Unità di Cardioncologia dell’Ieo – ma nella pratica clinica quotidiana viene diagnosticata troppo tardi quando c’è già stato un danno funzionale al cuore. Perciò abbiamo sviluppato un nuovo approccio per individuare in anticipo, addirittura in fase preclinica, gli eventuali problemi cardiaci e somministrare farmaci in grado di prevenirli”.
Per questo lo staff della Cardioncologia dell’Irccs lombardo ha messo a punto procedure specifiche che prevedono la valutazione dei valori di biomarcatori cardiaci e di un ecocardiogramma. Ai pazienti che durante le cure anticancro presentano l’innalzamento dei marker ‘spia’ di sofferenza cardiaca viene somministrata una terapia preventiva con Ace-inibitori e betabloccanti. Un protocollo-scudo che ha permesso, appunto, di ridurre a zero l’incidenza di malattie cardiovascolari nei pazienti Ieo trattati con chemioterapia.
Salute e bellezza con i peperoni delle Langhe
Alimentazione, Notizie, PrevenzionePeperoni
Gialli, rossi o verdi, sono i protagonisti di ogni estate per le loro caratteristiche organolettiche ma anche per i benefici che sanno dare al corpo e alla salute. In Piemonte sono i “peperoni langaroli”, ortaggio tipico della cucina delle Langhe.
I peperoni delle Langhe sono preziosi alleati della linea perché sono costituiti per il 90% di acqua con un apporto di 21Kcal ogni 100 grammi di prodotto. Ma hanno anche importanti proprietà dimagranti e questo grazie alle fibre alimentari che contengono e che danno il senso di sazietà. Grazie all’alto contenuto di luteina e carotene, invece, aiutano a migliorare la vista e a prevenire la cataratta. Il gruppo delle vitamine B, poi, favorisce il metabolismo e insieme alla luteolina rallentano l’invecchiamento delle cellule celebrali e favoriscono la concentrazione. Infine, grazie all’elevata quantità di vitamina C prevengono le malattie cardio-vascolari e contribuiscono all’abbassamento del colesterolo cattivo e all’innalzamento di quello buono. Addio anche a dermatiti e inestetismi della pelle perché chi consuma con regolarità questo ortaggio avrà una pelle più forte e sana.
Ma le virtù non finiscono qui. I “langaroli” vanno anche molto d’accordo con i diabetici, in particolare la varietà verde, perché poveri di zucchero e quindi nemici della glicemia. Adatti al caldo periodo estivo perché ricchi d’acqua e sali minerali, i peperoni piemontesi hanno anche alte qualità diuretiche e depurative. Unico difetto: per gli stomaci più delicati, il peperone “langarolo” può risultare molto indigesto. Ma per questo c’è il rimedio: è sufficiente eliminare la pelle e sbollentarli in acqua o scottarli al forno e diventeranno, oltre che digeribili, anche molto gustosi.
Fare rete contro il cancro per la salute dei più piccoli
Associazioni pazienti, Economia sanitaria, NotizieIl cancro colpisce un bambino su 650 entro i 15 anni di età, e ogni anno vengono registrati 120-140 nuovi casi per milione di bambini sotto i 15 anni.
La Regione Piemonte ha istituito nel 2004, per prima in Italia, la Rete regionale di Oncologia ed Oncoematologia Pediatrica, con il preciso scopo di attivare percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali per i pazienti di età compresa tra 0 e 18 anni che forniscano risposte veloci e il più possibile adatte alle esigenze dei malati garantendo insieme le cure appropriate per le patologie oncologiche pediatriche.
Nel 2010, la Rete regionale si è ingrandita ed è stata estesa anche alla Valle d’Aosta (anche in questo caso, unica esperienza in Italia).
Un modello organizzativo d’eccellenza in cui persone, risorse, tecnologie, ricerche, percorsi di diagnosi e terapia vengono condivisi tra le due Regioni per ottimizzare e migliorare le risposte ai bisogni di salute di chi è colpito dal tumore, senza disomogeneità territoriali; una “struttura” attorno a cui ruota un vero e proprio “mondo” legato alla famiglia, agli affetti, al contesto sociale, e il cui percorso clinico assistenziale si intreccia con il percorso di vita e con quello legato allo sviluppo evolutivo dei singoli pazienti.
Nell’ambito della “Rete” Piemonte-VdA, infatti, particolare attenzione è dedicata al tema dell’umanizzazione delle cure, a partire dalla comunicazione della diagnosi e dai servizi di supporto: l’assistenza psicologica, la scuola in ospedale, il servizio sociale, il servizio di volontariato, la mediazione culturale e il servizio educativo. Un sistema di eccellenza sanitaria che potrebbe ora diventare modello per la costituzione di reti oncoematologiche pediatriche trasferibili in tutto il territorio nazionale.
Pet therapy: in Piemonte la cura con gli animali è realtà
Economia sanitaria, PsicologiaDopo Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Toscana, ora anche il Piemonte ha recepito le linee guida nazionali per la pet therapy e gli interventi assistiti con gli animali (Iaa) sulla base dell’accordo siglato tra governo, regioni e province autonome.
In Piemonte, una legge relativa a questo ambito medico esiste già dal 2010, ma la nuova normativa introduce alcune specificità: fissa precisi requisiti per le strutture, prevede una formazione specifica per gli operatori, prevede l’aumento del servizio già esistente, dando il via alla creazione di nuovi centri specializzati e all’assistenza domiciliare.
Gli animali possono avere un ruolo determinante nel curare le persone da alcune patologie o alleviare i sintomi di diversi disturbi; il rapporto che si instaura tra uomo e animale ha infatti un elevato valore terapeutico. Ecco allora che si ricorre ai cani per aiutare pazienti autistici o minori con difficoltà comportamentali e relazionali, il contatto con i gatti offre invece benefici soprattutto nei casi di ansia e forte stress, cavalli e asini vengono utilizzati soprattutto con persone che soffrono di disabilità fisiche mentre i conigli sono adatti a chi soffre di problemi psicologici per facilitare le relazioni interpersonali.
Con la nuova normativa, la sanità piemontese punta a dare continuità a questi interventi già esistenti ma finora piuttosto episodici e a carattere sperimentale. Ora, l’assistenza ai pazienti con gli animali potrà essere effettuata presso centri specializzati o presso strutture pubbliche o private in possesso dei requisiti richiesti, come ospedali, case di riposo, comunità per minori e istituti scolastici.
Tecnologia, innovazione e risparmio nei prodotti biomedici del futuro
Economia sanitaria, Ricerca innovazioneSono tantissime le novità dal settore biomedico italiano che lo Startup Biomed Forum, tenutosi a Torino lo scorso giugno, potrebbe portare nel campo della medicina.
Organizzata da PNICube e da I3P – in collaborazione con Assobiomedica, BioPmed, AIIC, Fondazione Democenter-Sipe, Anote Anigea e APCO – la manifestazione ha fatto incontrare nel capoluogo piemontese 321 startup del settore dei prodotti biomedici in cui hanno dominato gli spinoff accademici o nati da centri di ricerca (46%). Idee innovative, esempi di tecnologia al servizio della salute non solo dal punto di vista medico ma anche economico. Molti dei prodotti sviluppati da queste startup infatti, permetterebbero al Sistema sanitario nazionale di risparmiare cifre davvero importanti con un notevole beneficio per i malati ma anche per l’intero Paese.
Tra le tante novità presentate, ad esempio, un elettrocardiografo portatile che rende possibile l’elettrocardiogramma in posti diversi dagli ospedali o dagli studi medici, come ad esempio in farmacia, eliminando così il problema delle liste d’attesa. Ogni elettrocardiogramma costa alle casse pubbliche tra i 3 e gli 8 euro (quindi 5 euro di media) a seconda della regione e ogni anno si effettuano nel nostro Paese circa 6 milioni di tracciati; con questa tecnologia potrebbero esserci potenziali risparmi per il Sistema Sanitario Nazionale di circa 30 milioni di euro .
Ma c’è anche un dispositivo che permette di effettuare in soli 60 secondi un test dettagliato all’ureasi del succo gastrico e individuare l’Helicobacter Pylori, la cui infezione è un importante fattore di rischio per lo sviluppo del tumore allo stomaco. Un’endoscopia così precisa e rapida, potrà far si che il costo degli esami a carico del sistema sanitario pubblico sarà notevolmente ridotto (le endoscopie eseguite da un piccolo centro costano al Sistema Sanitario Nazionale circa 90mila euro l’anno).