Tempo di lettura: 2 minutiA naso qualcuno lo aveva già immaginato: fare sesso fa bene. Anche se non sembra la scoperta del secolo, diventa molto interessante se dalla sfera sentimentale si passa all’analisi della salute. In altre parole, il sesso fa bene anche alle coronarie. Andiamo con ordine. Ad analizzare lo stato di salute di chi va in bianco e di chi, invece, ha una vita sessuale piena e soddisfacente è un’indagine britannica. Una statistica per la quale ogni suddito di Sua Maestà totalizzerebbe in media 5.800 rapporti nella vita. E, andare costantemente in bianco, aumenterebbe il rischio di tutta una serie di problemi di salute, dalle cardiopatie allo stress, fino a difficoltà erettili. La top ten degli effetti collaterali legati alla mancanza di sesso è stata stilata dal sito di mindfulness HackSpirit, che cita i risultati di recenti studi scientifici.
I benefici
Fare sesso almeno due volte a settimana dimezza per l’uomo il rischio di arterie ostruite rispetto a chi ha rapporti meno di una volta al mese. Inoltre, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, il sesso riduce i livelli di omocisteina, una sostanza che può innescare problemi cardiaci. Si ritiene infatti che avere rapporti regolari comporti dei benefici nell’uomo per la circolazione e la salute vascolare. Con vantaggi meno pronunciati per le donne.
Contro lo stress
Inoltre per entrambi il sesso sarebbe un nemico dello stress, anche grazie all’aumento di endorfine e dell’ossitocina. Non solo, a beneficiare di una vita sessuale regolare sono anche le cellule grigie degli anziani: studi delle università di Oxford e Coventry hanno scoperto che chi è attivo sessualmente ha un punteggio più alto ai test sulla prontezza di linguaggio e sulla percezione visiva. Persino il sistema immunitario beneficia del sesso, come si legge nell’analisi. In particolare, aumenta la produzione di immunoglobulina A, anticorpo che combatte malanni come l’influenza, ricordano gli esperti sul Daily Mirror, citando uno studio della Wilkes University in Pennsylvania.
I rischi del porno
E ancora, per gli uomini che fanno sesso meno di una volta a settimana raddoppia il rischio di sviluppare una disfunzione erettile rispetto a chi ha rapporti più regolari. Mentre, stando a uno studio Usa, per chi supera il tetto di 21 incontri erotici l’anno il rischio di sviluppare un tumore della prostata si abbassa del 33%. Una pausa prolungata dall’attività sessuale incide anche sul piacere femminile, riducendo la lubrificazione e aumentando il rischio di problemi di eccitazione o nel raggiungere l’orgasmo. Il porno, infine non è un alleato: guardalo troppo spesso può “de-sensibilizzare” gli uomini e rendere loro più difficile eccitarsi dal vivo, in camera da letto.
Ancora corruzione. Il 6 giugno incontro per l’etica in Sanità
News PresaAncora corruzione. A Milano, un giro di tangenti in sanità ha portato ai domiciliari quattro primari di Ortopedia, due dell’ospedale Galeazzi e due del Gaetano Pini, e il direttore sanitario del Pini. E’ finito in carcere anche un imprenditore di alcune società di commercio all’ingrosso di articoli medicali e ortopedici.
“Non smetteremo mai di sottolineare l’impegno degli inquirenti – ha dichiarato Francesco Macchia, Presidente di Ispe -Sanità – Bisogna però prendere atto che, in sanità, i conflitti d’interesse esistono e sono costantemente presenti. All’azione a valle della magistratura contro il fenomeno ormai sistemico della corruzione in sanità, vanno quindi affiancate a monte forti azioni di sensibilizzazione per formare dirigenti medici e professionisti a gestire, accettare e risolvere i bias cognitivi che ne impediscono il riconoscimento e governare questi conflitti che, ripeto, sono inevitabili”.
“Il proseguire dei fenomeni corruttivi in questi anni – continua Macchia – ci impone di pensare che, all’enorme sforzo fatto attraverso l’attuazione della Legge 190/12, debba essere affiancata un’altra anticorruzione su base valoriale e culturale la quale, attraverso un’alleanza con le Regioni, i medici e le forze sane della sanità, porti all’attenzione e faccia finalmente applicare e rispettare criteri di merito nella selezione del personale, nel pubblico come nel privato per eliminare questi episodi alla radice.”
Su questo tema, il 6 giugno prossimo a Roma Ispe -Sanità terrà un incontro dal titolo “L’etica nell’arte della manutenzione della sanità. L’anticorruzione possibile: entriamo nel merito”, l‘obiettivo è dare un messaggio coordinato alle Regioni ai fini di coltivare nei giovani medici e nei futuri professionisti della sanità il seme dell’etica in sanità.
Promuoviamo salute
Emergenza sangue, corse gratis per chi dona
News Presa«A donare il sangue ci vado in taxi, gratis». Partendo dal presupposto che chi si spende per il sociale deve essere trattato da eroe, a Napoli prende vita per il secondo anno di fila un’iniziativa che coinvolge il principale ospedale campano, il Cardarelli, e i tassisti. Sono proprio i tassisti napoletani a mettersi ancora una volta al servizio della città e di chi ha più bisogno.
L’iniziativa
Il progetto parte da una disponibilità di grande valore solidale e sociale. Per cercare di far fronte all’emergenza sangue che mette a rischio le terapie trasfusionali, domenica 15 aprile dalle 9.00 alle 13.00 le corse per i donatori saranno gratuite. Per l’occasione, infatti, i tassisti guidati da Nino Castagner tassista youtuber napoletano, mettono a disposizione il servizio gratuito per coloro che vorranno realizzare questo gesto di solidarietà, partiranno da piazza Dante e accompagneranno i donatori al Centro trasfusionale del Cardarelli per poi riportarli indietro a donazione avvenuta. L’iniziativa è stata voluta dalla direzione strategica dell’Azienda ospedaliera, in collaborazione con il Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale e con il Centro di Riferimento Regionale Malattie Rare del Globulo Rosso, con la Fondazione Italiana Thalassemia, l’Associazione Gocce di Vita 2 e l’Associazione Orizzonte Guarigione.
Solidarietà
«Siamo certi– dice il direttore generale Ciro Verdoliva – che i napoletani risponderanno come sempre, dimostrando generosità e solidarietà. Con questa iniziativa speriamo di poter sensibilizzare la cittadinanza e trasmettere un messaggio forte: donare il sangue significa donare la vita. Per questo dovremmo farlo abitualmente». Al Cardarelli per ringraziare tutti i donatori ci sarà anche Gigi D’Alessio (testimonial della Fondazione Italiana di Thalassemia) che dal suo profilo facebook ha già lanciato l’invito ad essere presenti numerosi perché “donare è un atto d’amore.” La speranza è che l’iniziativa possa essere d’esempio e possa coinvolgere sempre più strutture, così da tenere testa ad un problmea divenuto da tempo vera e propria emergenza.
Per essere amici veri servono almeno 200 ore. Lo studio
Psicologia, Stili di vitaPer diventare veri amici serve impegno, ma oggi la scienza ha stabilito anche quante ore ci vogliono: almeno 200. D‘Altronde lo diceva già Aristotele che “il desiderio di essere amici è una decisione rapida, ma l’amicizia è un frutto a maturazione lenta”. L’amicizia, infatti, richiede dedizione e tempo trascorso insieme. Lo confermano i risultati di uno studio dell’Università del Kansas, pubblicato sul Journal of Social and Personal Relationships. Per considerare una persona un amico stretto occorrono più di 200 ore di condivisione e il tempo trascorso dev’essere di qualità. Lo studio si basa su ricerche precedenti che hanno inoltre stabilito che il cervello può gestire solo circa 150 amicizie. Numeri ben lontani da quelli che spesso si accumulano sui social network. Il professor Jeffrey Hall ha esaminato due tipi di dati: i primi erano relativi all’analisi di 355 risposte a un sondaggio online di adulti che si erano trasferiti negli ultimi sei mesi e che stavano cercando nuovi amici. Hall ha chiesto a ciascuno di loro di pensare a una persona che avevano incontrato al momento del trasferimento e come la relazione fosse proseguita, esaminando anche ore trascorse insieme e i tipi di attività svolti. Ai partecipanti è stato chiesto di valutare le relazioni in uno di quattro livelli: conoscenza, amicizia occasionale, amicizia e amicizia intima.
I risultati sono stati poi messi a confronto con quelli di un altro esperimento, con 112 matricole universitarie che si erano trasferite da 15 giorni, alle quali è stato chiesto di valutare le loro conoscenze e nel corso delle settimane l’evoluzione dei rapporti. Ne è emerso che per un’amicizia occasionale ci vogliono dalle 40 alle 60 ore, 80-100 ore per passare all’essere un amico e più di 200 ore insieme per diventare buoni amici. E’ stato sviluppato anche uno tool online che analizzando alcune risposte, indovina il livello di amicizia.
promuoviamo salute
Mese del cuore, la prevenzione è gratuita
PrevenzioneAprile è il Mese del Cuore, un mese nel quale ci si può informare sui principali fattori di rischio cardiovascolare. Novità di quest’anno, la manifestazione sponsorizzata da Danacol in collaborazione con il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma si estende e raggiunge ben 7 città. Nella prima fase, da aprile a maggio, sono coinvolte Milano, Roma, Napoli e Messina. Poi il Mese del Cuore raggiungerà anche Ancona, Ferrara e Firenze.
Viste gratuite
Dal 3 aprile all’11 maggio chiunque vorrà potrà prenotare il proprio appuntamento chiamando il numero verde 800.08.77.80 (attivo dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00). Le visite partiranno dal 12 aprile (nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato. Per sapere dove e quando CLICCA QUI). Durante le visite di screening i medici eseguiranno la misurazione della pressione arteriosa, dei valori di glicemia e colesterolo, dell’indice di massa corporea. E allo stesso tempo valuteranno stile di vita, abitudini alimentari e alcuni parametri di performance funzionale (come la forza muscolare). Al termine della visita ai pazienti verrà rilasciata una scheda in cui saranno riportati i risultati delle valutazioni eseguite, corredati da consigli e raccomandazioni per un corretto stile di vita.
I dati
I risultati raccolti negli anni dal progetto Mese del Cuore, che ha visto la partecipazione di oltre 4.000 persone, dai 18 ai 90 anni, 8.000 valutazioni, e gli esiti degli oltre 40.000 partecipanti che hanno eseguito test di autovalutazione di 7 fattori di rischio per la salute del cuore sul portale viaggioalcuoredelproblema.it, hanno permesso di raccogliere delle evidenze scientifiche di tale rilievo da essere presentate e pubblicate, attraverso due studi realizzati dal Professor Landi, al «2nd World Congress on Public Health and Nutrition» nel 2017.
Sesso e salute, un binomio sottovalutato
Stili di vitaA naso qualcuno lo aveva già immaginato: fare sesso fa bene. Anche se non sembra la scoperta del secolo, diventa molto interessante se dalla sfera sentimentale si passa all’analisi della salute. In altre parole, il sesso fa bene anche alle coronarie. Andiamo con ordine. Ad analizzare lo stato di salute di chi va in bianco e di chi, invece, ha una vita sessuale piena e soddisfacente è un’indagine britannica. Una statistica per la quale ogni suddito di Sua Maestà totalizzerebbe in media 5.800 rapporti nella vita. E, andare costantemente in bianco, aumenterebbe il rischio di tutta una serie di problemi di salute, dalle cardiopatie allo stress, fino a difficoltà erettili. La top ten degli effetti collaterali legati alla mancanza di sesso è stata stilata dal sito di mindfulness HackSpirit, che cita i risultati di recenti studi scientifici.
I benefici
Fare sesso almeno due volte a settimana dimezza per l’uomo il rischio di arterie ostruite rispetto a chi ha rapporti meno di una volta al mese. Inoltre, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, il sesso riduce i livelli di omocisteina, una sostanza che può innescare problemi cardiaci. Si ritiene infatti che avere rapporti regolari comporti dei benefici nell’uomo per la circolazione e la salute vascolare. Con vantaggi meno pronunciati per le donne.
Contro lo stress
Inoltre per entrambi il sesso sarebbe un nemico dello stress, anche grazie all’aumento di endorfine e dell’ossitocina. Non solo, a beneficiare di una vita sessuale regolare sono anche le cellule grigie degli anziani: studi delle università di Oxford e Coventry hanno scoperto che chi è attivo sessualmente ha un punteggio più alto ai test sulla prontezza di linguaggio e sulla percezione visiva. Persino il sistema immunitario beneficia del sesso, come si legge nell’analisi. In particolare, aumenta la produzione di immunoglobulina A, anticorpo che combatte malanni come l’influenza, ricordano gli esperti sul Daily Mirror, citando uno studio della Wilkes University in Pennsylvania.
I rischi del porno
E ancora, per gli uomini che fanno sesso meno di una volta a settimana raddoppia il rischio di sviluppare una disfunzione erettile rispetto a chi ha rapporti più regolari. Mentre, stando a uno studio Usa, per chi supera il tetto di 21 incontri erotici l’anno il rischio di sviluppare un tumore della prostata si abbassa del 33%. Una pausa prolungata dall’attività sessuale incide anche sul piacere femminile, riducendo la lubrificazione e aumentando il rischio di problemi di eccitazione o nel raggiungere l’orgasmo. Il porno, infine non è un alleato: guardalo troppo spesso può “de-sensibilizzare” gli uomini e rendere loro più difficile eccitarsi dal vivo, in camera da letto.
Dolore cronico, un problema da affrontare
FarmaceuticaDalle malattie si può guarire, ma dal dolore? Se lo chiedono milioni di italiani che ogni giorno sono costretti a conviverci. Una condizione difficile da comprendere sino a quando non la si sperimenta in prima persona. Le cause possono essere molte ed estremamente complesse, non necessariamente legate (come spesso si crede) ad una malattia oncologica. Uno dei problemi più diffusi, ad esempio, è il mal di schiena legato ad ernie o protusioni.
Un problema sottovalutato
In Campania Sono circa 2 milioni i cittadini che devono fare i conti con il dolore, quattro su dieci, con punte di sei su dieci fra gli over 65. Nell’80% dei casi il dolore di intensità da moderata a grave dipende da problemi articolari o alla schiena, come un’artrosi o una lombalgia, ed è quasi sempre per questi motivi che si va dal medico di famiglia. Il problema però è tuttora sottovalutato e trattato spesso in maniera inadeguata, perché la maggioranza dei pazienti si affida al “fai da te”, utilizzando antinfiammatori non steroidei in modo non corretto e confondendoli con gli analgesici in oltre gli 80% dei casi. Il risultato è che nonostante il 75% dei pazienti si curi in qualche modo, appena il 18% controlla il dolore in maniera realmente efficace.
Terapie del dolore
Sempre più spesso se ne sente parlare, ma non tutti sanno dove e come accedere a questo tipo di terapie. Terapie del dolore sono tutti quegli atti farmacologici, interventistici, chirurgici e cognitivo-comportamentali mirati a ridurre il dolore inutile, cioè quella sofferenza che non ha nessuna utilità nell’esserci e che è disfunzionale. Dal punto di vista farmacologico si prevede il ricorso ad analgesici (narcotici e non narcotici) e ad anestetici locali. Per il dolore nocicettivo (associato all’attivazione diretta dei nocicettori a causa di un danno tissutale) sono indicati i FANS (anti–infiammatori non steroidei). Per il dolore neuropatico possono essere efficaci farmaci antidepressivi o antiepilettici – anticonvulsivanti. L’uso di oppioidi e cannabinoidi è regolamentato da specifiche norme e linee guida. La terapia non farmacologica comprende la terapia fisica e quella comportamentale e può attivare i meccanismi nervosi che inibiscono la nocicezione o bloccare la progressione dello stimolo doloroso.
Difficile accesso alle cure per 29% famiglie europee. Reddito fa differenza
Economia sanitariaIl 29 per cento delle famiglie europee accede alle cure con difficoltà. In Italia la percentuale di chi denuncia problemi sale al 55,7 per cento. I dati li ha diffusi Eurostat in occasione della Giornata mondiale della Salute Oms. Il report raccoglie i dati di diverse indagini demoscopiche effettuate dagli istituti di statistica nazionali. In generale, nel 2016, la maggior parte delle famiglie (71%) nell’Unione europea ha avuto accesso alle cure sanitarie senza problemi. In particolare il 31% delle famiglie ha dichiarato di aver avuto accesso ai servizi “molto facilmente”, il 18% “facilmente” e il 22% “abbastanza facilmente”. Il restante 29% delle famiglie ha invece avuto “qualche” (16%), “moderata” (8%) o “grande” (4%) difficoltà di accesso ai servizi sanitari.
Eurostat prende in considerazione sia i servizi sanitari pubblici che quelli privati, comprendendo le visite mediche, le terapie farmaceutiche, gli esami diagnostici e le cure dentali. L’indagine però sconta le diverse modalità di accesso alle cure sanitarie. Un esempio: nel dato delle famiglie che hanno denunciato “grandi difficoltà di accesso” ci sono anche quelle che hanno denunciato ritardi nel rimborso ai costi sanitari sostenuti da parte della loro assicurazione o mutua.
Il fattore reddito incide molto nella difficoltà di accesso ai servizi sanitari: nella maggior parte degli Stati membri infatti la difficoltà è stata maggiore tra le famiglie con un reddito inferiore (40%) rispetto a quelle con un reddito più elevato (27%). Le più grandi differenze sono state registrate in Belgio (58% per le famiglie a basso reddito rispetto al 19% per le famiglie a reddito più elevato), Lussemburgo (46% rispetto al 14%) e Paesi Bassi (48% rispetto al 22%).
Promuoviamo salute
A Napoli ricerca e solidarietà arrivano sui campi da tennis
News BreviAnche quest’anno il tennis servirà a raccogliere fondi in favore della ricerca. Torna puntuale la quarta edizione de «una volèe per il sorriso», manifestazione voluta dall’ASD tennis Villaricca presieduta dal dottor Antonio Ciccarelli volta a sensibilizzare sull’importanza della ricerca per sconfiggere il neuroblastoma e i tumori celebrali infantili. Domani (domenica 8 aprile) dalle 10.00 al circolo di Villaricca di corso Italia 130 i giovani sportivi (e non) potranno scegliere di acquistare nello all’associazione italiana per la lotta al neuroblastoma un gadget a sostegno della ricerca. Per informare tutti sul neuroblastoma e sulle attività di ricerca che si svolgono in Italia, nello stand ci sarà anche il dottor Mario Capasso, ricercatore dell’Università Federico II di Napoli.
Una mattinata ricca di attività
Per tutti i piccoli sportivi che vorranno prendere parte all’evento, l’ASD tennis Villaricca metterà a disposizione due campi da tennis, sui quali i maestri della scuola del circolo diretti da Vittorio Siligo, offriranno lezioni gratuite di introduzione a questo meraviglioso sport. Inoltre, gli animatori-attori del teatro Madrearte diretti da Antonio Diana intratterranno adulti e piccini con giochi e spettacoli. La giornata sarà anche l’occasione per i bambini di partecipare al progetto organizzato da AKinda in collaborazione con l’assessore allo Sport del Comune di Villaricca, Caterina Taglialatela, che prevede la creazione di un album fotografico con i bambini sportivi di Villaricca, le cui figurine saranno vendute nelle edicole del Paese. Le Foto saranno realizzate dalla socia del circolo Paola Raimondo. L’iniziativa organizzata con la collaborazione della Proloco di Villaricca, ha ottenuto il patrocinio morale del Comune di Villaricca e la sponsorizzazione da parte del Global Family banker di Mediolanum Banca, Mario Fiorenzano, che offrirà un rinfresco a tutti gli intervenuti. Insomma, non solo una mattinata di sport, ma anche tanti altri momenti di intrattenimento dedicati alle famiglie e all’informazione sul tema del neuroblastoma e dei tumori cerebrali infantili.
Meningite, nuovo decesso in Campania. I medici: nessun allarme
News PresaA Napoli si torna a parlare di meningite. A scuotere l’opinione pubblica è la storia terribile di Luigi, strappato all’amore della sua famiglia a soli 16 anni. Il ragazzo è morto a causa di una violenta sepsi da meningococco, e per lunghe ore si è temuto che la stessa meningite avesse contagiato anche la sorella. La paura per la giovane donna è sparita solo dopo aver ottenuto il risultato degli esami: negativi. Ora però c’è da capire quale ceppo abbia contagiato luigi e comunque si deve avviare la dovuta profilassi per quanti sono stati a stretto contatto con lui.
Nessun allarme
Rispetto all’allarme che questa triste storia ha inevitabilmente creato, i medici rassicurano tutti. In Campania non è in corso un’epidemia. Stando alle statistiche sembrerebbe infatti che il numero dei contagi sia in linea con gli anni precedenti. Di diverso c’è il “caso Ischia” che quest’anno ha portato la Regione ad avviare una campagna gratuita di vaccinazioni per tutti coloro che sono entrati in contatto con pazienti deceduti per meningite. Moltissimi i cittadini dell’Isola Verde che hanno scelto di hanno scelto di aderire alla campagna vaccinale straordinaria promossa dall’ASL Napoli 2 Nord.
I sintomi
Da manuale: «i primi sintomi della meningite sono indipendenti dal germe che causa la malattia, e si manifestano in genere con dolori alle gambe e alle giunture, piedi e mani fredde ed un colorito della pelle alterato. In alcuni casi i sintomi possono essere scambiati con quelli di una normale influenza. I soggetti maggiormente a rischio di contagio sono i bambini, che frequentano luoghi chiusi come le aule della scuola e dove sono a stretto contatto l’uno con l’altro». Con lo svilupparsi della patologia, a circa 15-20 ore dal contagio, i sintomi della meningite si manifestano in modo più specifico con:
La profilassi
Consiste in un trattamento preventivo basato sulla somministrazione di farmaci antibiotici in grado di agire attivamente contro il meningococco (come la Rifampicina, il Ceftriaxone e la Ciprofloxacina). Le autorità sanitarie monitorano per una decina di giorni i soggetti a rischio (massimo periodo di incubazione della malattia). Nel caso in cui la malattia dovesse manifestarsi, sarà così possibile intervenire in maniera tempestiva con una terapia adeguata. Seppur vivamente consigliata, la profilassi antibiotica ha infatti un’ efficacia che si attesta attorno all’ 80% dei casi, quindi non scongiura con assoluta certezza la possibilità di contrarre la malattia. Generalmente, la profilassi non viene invece raccomandata in caso di contatto casuale o indiretto (come per esempio compagni di classe o di lavoro, o comunque ogni qualvolta non vi sia stata esposizione diretta alle secrezioni orali del malato).
Europa unita contro droghe e infezioni trasmissibili
Stili di vitaCocaina, MDMA e amfetamine sono le sostanze stimolanti illecite più diffuse in Europa. I livelli di consumo cambiano sul territorio, ma i livelli di purezza sono in crescita rispetto a dieci anni fa. Il dato emerge dalla Relazione europea sulla droga dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA). “Questo settore del mercato delle sostanze illecite è diventato ancor più complesso, in considerazione della pronta disponibilità di nuovi stimolanti quali catinoni e fenetilamine”, si legge nel report. La relazione dello scorso anno metteva già in evidenza l’aumento di disponibilità e consumo di compresse di MDMA ad alto dosaggio, una tendenza confermata anche dai dati recenti. L’alto contenuto di MDMA trovato ad oggi nelle compresse sequestrate fa pensare che i produttori non abbiano alcuna difficoltà ad acquistare i precursori chimici necessari per fabbricare la sostanza. I dati sui sequestri sono chiari: l’ Europa rimane un produttore importante per il mercato globale dell’MDMA, una delle sostanze più utilizzate in discoteca per “sballarsi”, soprattutto tra i giovanissimi. Indicatori, come il monitoraggio delle acque reflue, i sequestri e i dati su prezzi e purezza, mostrerebbero la disponibilità di cocaina in crescita in alcune parti d’ Europa.
La cocaina è storicamente lo stimolante illecito più consumato in molti paesi, soprattutto nell’ Europa meridionale e occidentale. Lo confermano anche gli ultimi dati, con un aumento dei sequestri lungo le rotte di traffico consolidate di questa sostanza verso i principali mercati europei. Per contro, nell’Europa settentrionale e centrale, l’amfetamina e, in misura minore, la metamfetamina hanno un ruolo più predominante nel mercato della droga rispetto alla cocaina. Per quanto riguarda le amfetamine, alcune tendenze già emerse in
passato continuano a preoccupare, fra queste i cambiamenti di disponibilità di precursori e nei procedimenti di sintesi, l’espansione del mercato della metamfetamina e i livelli crescenti di assunzione per via parenterale (con iniezione) e dei danni legati.
I dati sulle nuove diagnosi di HIV dovute al consumo di sostanze iniettabili, hanno mostrato una flessione; ciò non significa tuttavia che non ci sia più da preoccuparsi. Sebbene sia il valore più basso da più di vent’anni a questa parte, le 1.233 nuove infezioni da HIV segnalate nel 2016 sono comunque un serio problema di sanità pubblica. A ciò si aggiungono i recenti focolai in alcune popolazioni vulnerabili e tra i consumatori che assumono stimolanti e nuove sostanze psicoattive per via parenterale.
Inoltre, rispetto ad altri gruppi, le infezioni trasmissibili per via ematica sono spesso diagnosticate più tardi tra i consumatori di droga per via parenterale, cosa che riduce le possibilità di un intervento efficace. La diagnosi tardiva dell’infezione da virus dell’epatite C si riscontra spesso in percentuali elevate tra i consumatori di droghe iniettabili. Negli ultimi anni, le possibilità di trattamento dell’epatite virale sono migliorate grazie all’avvento di una nuova generazione di farmaci altamente efficaci. “Il debellamento di questa malattia – sottolinea il rapporto – può ora essere visto come un’opportunità, oltre che una sfida, per gli operatori sanitari generici come anche per i servizi specializzati”.