BPCO, una sfida sanitaria e sociale da 7 miliardi l’anno
La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva – BPCO rappresenta una delle più urgenti emergenze sanitarie e socio-economiche del nostro Paese. Con un impatto stimato di circa 7 miliardi di euro l’anno, pari al 6% della spesa sanitaria nazionale, la patologia polmonare cronica colpisce circa il 6% della popolazione italiana, con punte superiori al 20% tra gli over 70. La BPCO è oggi la terza causa di morte nel mondo, dopo malattie cardiovascolari e tumori.
Se ne è parlato in un webinar promosso dal CEIS-EEHTA dell’Università di Roma Tor Vergata, realizzato con il contributo non condizionato di Sanofi, che ha riunito clinici, rappresentanti istituzionali e associazioni di pazienti in un confronto definito «multidimensionale».
Un carico economico diretto e indiretto
Secondo Matteo Scortichini, ricercatore del CEIS di Tor Vergata, oltre la metà dei costi diretti è legata alle riacutizzazioni e ospedalizzazioni, molte delle quali potrebbero essere evitate con una gestione più efficace e tempestiva. Ma il conto non si ferma qui: i costi indiretti – legati a perdita di produttività, pensionamenti anticipati e assistenza ai malati – rappresentano ben il 61% del burden economico della BPCO in Italia.
Una malattia che evolve (anche) nei giovani
«La BPCO è strettamente legata al fumo di sigaretta – ha spiegato Francesco Menzella, direttore UOC di Pneumologia dell’Ospedale San Valentino di Montebelluna – ma le campagne di prevenzione finora non hanno dato i risultati sperati. Sta diventando sempre più frequente anche tra soggetti relativamente giovani, dai 40 anni in su». Non è una malattia solo respiratoria: è spesso associata a comorbidità cardiovascolari, metaboliche e a una marcata riduzione della qualità della vita.
Terapie innovative all’orizzonte
Sul fronte terapeutico si affacciano nuove opzioni farmacologiche. «Abbiamo oggi combinazioni inalatorie molto efficaci, e sono in arrivo anticorpi monoclonali per pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali – ha sottolineato Menzella –. Ma serve accompagnare l’innovazione con l’aggiornamento delle normative prescrittive».
Pazienti penalizzati da norme obsolete
A denunciare le criticità è Salvatore D’Antonio, presidente dell’Associazione Pazienti BPCO: «I pazienti incontrano grandi difficoltà di accesso ai controlli specialistici a causa delle lunghe liste d’attesa e della carenza di strutture. Ma il problema principale è l’obsolescenza delle regole prescrittive, basate su vecchie direttive GOLD. Questo penalizza l’accesso a farmaci che potrebbero ridurre sensibilmente le riacutizzazioni».
Il nodo del vaccino contro il virus sinciziale
Un’altra questione aperta è quella della vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), raccomandata da numerose società scientifiche ma non ancora inserita nel calendario vaccinale nazionale. «Abbiamo sensibilizzato i pazienti, ma il vaccino resta inaccessibile per molti di loro», ha osservato D’Antonio.
Un’urgenza che chiama politica e istituzioni
L’incontro ha visto anche la partecipazione di rappresentanti istituzionali come Gian Antonio Girelli e Ilenia Malavasidella XII Commissione Affari Sociali della Camera, a conferma di quanto il tema sia prioritario non solo sul piano clinico, ma anche politico e sociale.
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