Malattie cardiache, il progetto pilota parte dagli over 65 di Aventino e Trastevere a Roma
Le malattie cardiache sono una minaccia soprattutto per la salute degli ultrasessantacinquenni. Per questo prevenzione e diagnosi precoce possono fare la differenza. Da questo presupposto, nasce una nuova settimana di screening gratuito sulla salute cardiaca, questa volta presso la Casa di Riposo Santa Francesca Romana, nel quartiere di Trastevere a Roma. L’iniziativa è promossa dal Prorettorato dell’Università di Tor Vergata e la Terza Missione di UniCamillus, in collaborazione con la Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, la Fondazione Longevitas, l’Associazione Salute e Società e l’Associazione Cuore Nostro. L’iniziativa verrà inaugurata giovedì, 24 aprile.
Una settimana di prevenzione delle malattie cardiache
Nella settimana di screening verrà somministrato un questionario anamnestico finalizzato a inquadrare la storia clinica del paziente e a individuare l’indice di vulnerabilità sociale, per correlare lo stato di salute alle variabili socioeconomiche. I pazienti saranno poi sottoposti a visita cardiologica, elettrocardiogramma ed ecocardiogramma. In tutte le attività è prevista la partecipazione attiva degli studenti del corso di laurea in infermieristica di Tor Vergata.
L’obiettivo del progetto è stimare la prevalenza e la gravità delle principali patologie cardiache diffuse nella popolazione anziana, quali fibrillazione atriale, scompenso cardiaco e malattie valvolari, favorendo l’identificazione precoce di problemi non diagnosticati. L’iniziativa coinvolgerà gli over 65 dei quartieri Aventino e Trastevere e costituisce una nuova tappa di un percorso più ampio, destinato a estendersi progressivamente in altri quartieri della Capitale.
Il concetto di prevenzione dí comunità
«Si tratta dell’applicazione del concetto di prevenzione di comunità – dichiara Alessandro Boccanelli, coordinatore scientifico del progetto e Presidente di Salute e Società ODV – ovvero di un metodo di fare prevenzione che, grazie alla collaborazione e alla comunicazione stretta all’interno di una comunità – come un centro anziani, un quartiere o una casa di riposo – garantisce la massima adesione allo screening. Questo modello è già stato applicato in dieci Paesi geograficamente distribuiti in Italia e ha prodotto dati rilevanti sulla presenza di malattie cardiovascolari sconosciute tra gli over 65»
«Attraverso questo progetto l’Università ha la possibilità di rispondere ai bisogni sociali e sanitari delle persone più fragili. Un’università che dialoga con il territorio e costruisce attività efficaci, sostenibili e inclusive a disposizione di tutti», afferma Rosaria Alvaro, Prorettrice all’Innovazione Sociale di Tor Vergata.
«La salute e il benessere cardiovascolare della persona anziana sono condizionati da molteplici fattori, non solo clinici ma anche relazionali, affettivi e socio-culturali. Il nostro obiettivo è valutare questi ‘beni relazionali’ per contribuire a una nuova definizione di fragilità socio-economica, estendendo il concetto di ricchezza alla dimensione sociale e dando profondità a un approccio integrato alla prevenzione», conclude Donatella Padua, delegata alla terza missione di UniCamillus.
«Progetti come questo sono essenziali per individuare tempestivamente patologie non diagnosticate, permettendo così non solo di salvare la vita delle persone e migliorarne la qualità, ma anche di abbattere i costi sociali e previdenziali associati alle diagnosi tardive, alle ospedalizzazioni, alle acuzie. Per questo è auspicabile che le istituzioni garantiscano efficaci misure preventive nella popolazione anziana, attraverso screening cardiologici e non solo», dichiara Eleonora Selvi, Presidente della Fondazione Longevitas.


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