Cardiopatie congenite dell’adulto, al Monaldi esperti internazionali e nuove tecnologie
Dalle nuove tecniche di imaging all’intelligenza artificiale, dalle procedure mini-invasive per il trattamento delle aritmie ai pacemaker senza fili, fino alla gestione dello scompenso cardiaco, della gravidanza e dell’attività fisica. Il futuro della cura dei pazienti adulti con cardiopatie congenite è al centro del Joint International Congress in Adult Congenital Heart Disease, in corso oggi e domani, 2 e 3 ottobre, nell’Aula Magna dell’Ospedale Monaldi dell’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli.
L’appuntamento riunisce il 15° International Monaldi Adult Congenital Heart Disease Symposium e il 4° ACHD Academy Update, portando nel capoluogo campano specialisti provenienti da alcuni dei più importanti centri italiani ed europei.
A Napoli la presidente della European Society of Cardiology
Tra le presenze di maggiore rilievo figura Cecilia Linde, presidente della European Society of Cardiology, protagonista della keynote lecture dedicata alla costruzione dell’eccellenza nella cura delle cardiopatie congenite dell’adulto e al ruolo della formazione specialistica europea.
Il congresso rappresenta infatti un momento di confronto su una realtà clinica profondamente cambiata negli ultimi decenni. I progressi compiuti nella cardiochirurgia e nella cardiologia pediatrica hanno consentito a un numero sempre maggiore di bambini nati con una malformazione cardiaca di raggiungere l’età adulta. Una conquista che ha fatto emergere, parallelamente, la necessità di strutture e competenze specifiche capaci di accompagnare questi pazienti nel corso della vita.
Il modello assistenziale del Monaldi
Il confronto internazionale valorizza anche l’esperienza sviluppata all’Ospedale Monaldi dalla UOC Cardiopatie Congenite dell’Adulto ed Aritmie Congenite e Familiari, diretta da Berardo Sarubbi, unica unità operativa in Italia specificamente dedicata a queste patologie.
Un modello assistenziale nato oltre venticinque anni fa e progressivamente cresciuto attraverso l’integrazione tra cardiologia clinica, imaging avanzato, emodinamica interventistica, elettrofisiologia, cardiochirurgia e trattamento dello scompenso cardiaco.
«I progressi della cardiochirurgia e della cardiologia pediatrica hanno cambiato completamente la storia naturale di queste malattie: oggi la grande maggioranza dei bambini con una cardiopatia congenita raggiunge l’età adulta – sottolinea Berardo Sarubbi –. Questo successo della medicina ci pone davanti a una nuova responsabilità: accompagnare questi pazienti lungo tutta la vita, affrontando non soltanto aritmie, scompenso o problemi valvolari, ma anche aspetti come lavoro, attività fisica, gravidanza e qualità della vita. La presenza a Napoli di alcuni tra i maggiori esperti internazionali conferma il ruolo che il Monaldi ha saputo costruire in questo settore».
Dall’intelligenza artificiale ai pacemaker senza fili
Il programma scientifico affronta alcune delle aree oggi più innovative nella diagnosi e nel trattamento delle cardiopatie congenite dell’adulto. Si parla di diagnostica avanzata e intelligenza artificiale, ma anche di sostituzione percutanea delle valvole cardiache, nuove strategie di ablazione delle aritmie e sistemi di stimolazione cardiaca leadless, vale a dire pacemaker senza i tradizionali elettrocateteri.
Ampio spazio è riservato inoltre alle tecnologie per il monitoraggio remoto e ai dispositivi indossabili, strumenti che possono consentire un controllo sempre più continuo delle condizioni del paziente anche al di fuori dell’ospedale.
Il congresso dedica sessioni specifiche anche alla delicata fase della transizione dall’assistenza pediatrica a quella dell’adulto, alla fertilità e alla gestione della gravidanza nelle donne con cardiopatie congenite, all’attività fisica e alle strategie più recenti per contrastare lo scompenso cardiaco.
Iervolino: «Investire in competenze, ricerca e innovazione»
«Questo congresso rappresenta il riconoscimento di un patrimonio di competenze costruito negli anni all’interno dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – afferma il direttore generale Anna Iervolino –. Il Monaldi riesce oggi a essere contemporaneamente luogo di cura ad altissima specializzazione e punto di incontro della comunità scientifica internazionale. Investire nelle competenze, nella ricerca e nell’innovazione significa offrire ai pazienti percorsi sempre più avanzati e, allo stesso tempo, rafforzare la capacità della sanità campana di attrarre professionisti e pazienti anche da altre regioni».
Il congresso è diretto scientificamente da Margarita Brida, Michael A. Gatzoulis, Berardo Sarubbi e Giancarlo Scognamiglio e proseguirà fino a domani, 3 ottobre, con sessioni dedicate alle più recenti prospettive diagnostiche, terapeutiche e assistenziali per una popolazione di pazienti destinata a crescere nei prossimi anni.
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