Una “meta-analisi di rete” per uno studio clinico pubblicato su BMJ Evidence Based Medicine che potrebbe rivoluzionare l’approccio all’insonnia. Condotta dall’Università di Pechino, l’analisi ha confrontato 13 diversi approcci terapeutici, coinvolgendo 1.348 partecipanti, con un dato chiaro: attività fisiche come yoga, tai chi, camminata e jogging risultano tra i rimedi più efficaci per chi fatica ad addormentarsi o a mantenere il sonno.
Il peso dell’insonnia sulla salute
L’insonnia non è solo una fastidiosa perdita di sonno. Riguarda dal 4 al 22% della popolazione, con effetti che vanno ben oltre il semplice affaticamento: aumenta il rischio di demenza, malattie cardiovascolari e altre condizioni croniche. Sebbene esistano trattamenti farmacologici e la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), questi non sono sempre accessibili o privi di effetti collaterali.
I risultati della ricerca: attività fisica meglio di farmaci
Tra i sette interventi basati sull’esercizio fisico analizzati, yoga e tai chi si sono distinti per i risultati più significativi. Lo yoga, in particolare, ha dimostrato di aumentare la durata totale del sonno di quasi due ore, migliorando anche l’efficienza del sonno del 15% e riducendo di circa mezz’ora il tempo necessario per addormentarsi.
Il tai chi ha mostrato benefici simili: ha aumentato il tempo totale di sonno di oltre 50 minuti, riducendo i risvegli notturni e la latenza del sonno di circa 25 minuti. Anche camminata e jogging hanno prodotto risultati rilevanti, riducendo di quasi 10 punti la gravità dell’insonnia.
Durata degli interventi e benefici a lungo termine
I programmi valutati avevano una durata variabile tra 4 e 26 settimane. Ciò suggerisce che per ottenere benefici concreti serve continuità, ma senza necessariamente sottoporsi a regimi estremi o prolungati. La chiave sembra essere la costanza piuttosto che l’intensità.
La terapia cognitivo-comportamentale è considerata il trattamento di prima linea contro l’insonnia, ma spesso non è accessibile a causa della carenza di professionisti. I risultati di questo studio indicano che attività semplici come yoga, camminata o jogging possono rappresentare un’alternativa concreta e accessibile, senza gli effetti collaterali dei farmaci.
Una strategia di salute pubblica
Secondo gli autori, integrare programmi di attività fisica mirata nei protocolli contro l’insonnia potrebbe non solo migliorare la qualità della vita dei pazienti, ma anche ridurre il ricorso a farmaci, con un impatto positivo sulla salute pubblica. Un’indicazione preziosa per i medici e per chi cerca soluzioni pratiche e naturali a un disturbo sempre più diffuso.
https://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2025/07/21989.jpg6651000Raffaele Nespolihttps://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2024/04/prevenzione-e-salute-1.pngRaffaele Nespoli2025-07-17 17:39:392025-07-17 10:50:36Insonnia, farla sparire con lo yoga
Lo yoga può aiutare i bambini malati di tumore? A quanto pare sì. Il reparto di Oncologia dell’AOU Meyer IRCCS ha introdotto due progetti rivoluzionari che coniugano tecniche di rilassamento, controllo della respirazione e valorizzazione dell’immagine personale. Grazie al sostegno della Fondazione Meyer, queste iniziative, nate in fase sperimentale, entrano a pieno titolo nel percorso di cura dei giovani pazienti, siano essi ricoverati o in day hospital. L’obiettivo è quello di integrare attività ludiche e terapeutiche, offrendo un sostegno concreto in un momento di grande fragilità.
Un percorso personalizzato attraverso lo yoga
Le sedute di yoga individuali sono state concepite per rispondere alle specifiche esigenze di bambine, bambini, ragazze e ragazzi in trattamento oncologico. Questi incontri si svolgono due volte a settimana sotto la guida attenta dell’insegnante Jessica Paganelli, la quale ha ideato sessioni disegnate intorno alle caratteristiche individuali di ogni piccolo paziente. Per i più piccini, vengono utilizzati strumenti musicali, come la campana tibetana, e giochi yogici che stimolano la partecipazione attiva e favoriscono il rilassamento. Con l’approccio ludico, il bambino viene coinvolto in attività che, pur mantenendo un tono leggero, hanno l’obiettivo di insegnare tecniche di respirazione e meditazione, strumenti fondamentali per ridurre ansia e stress durante il difficile percorso delle terapie oncologiche.
Nei casi dei pazienti più grandi, le sedute includono momenti di meditazione, automassaggio e visualizzazioni guidate, tecniche che favoriscono una migliore gestione delle emozioni e aumentano l’autoconsapevolezza. La pratica regolare dello yoga permette, inoltre, di ridurre la frequenza cardiaca, come confermato da rilevazioni effettuate mediante saturimetro alla fine degli incontri. Questo dato, allineato alle evidenze presenti nella letteratura scientifica internazionale, rappresenta un importante indicatore del potenziale beneficio che tali attività possono avere sul benessere fisico ed emotivo dei piccoli pazienti.
Terapia estetica: valorizzare l’immagine e coltivare la libertà
Accanto alle sedute di yoga, il progetto di terapia estetica offre un percorso creativo e liberatorio, guidato dalla dottoressa Giada Baldini, esperta in Armoestetica. Gli incontri, che si tengono una volta a settimana, si propongono di far riscoprire ai pazienti la bellezza e l’unicità del proprio aspetto, nonostante le difficoltà dovute alle terapie oncologiche. Attraverso l’utilizzo di strumenti quali collane colorate, schede speciali e carte per mettere a fuoco le caratteristiche del viso e del corpo, i bambini e i ragazzi imparano a sviluppare un gusto estetico personale.
Questo percorso si rivela particolarmente significativo quando si considera l’impatto che la malattia può avere sull’immagine di sé: i capelli che cadono e i cambiamenti fisici rappresentano sfide quotidiane. Tuttavia, la terapia estetica trasforma questi momenti difficili in opportunità per sperimentare senza limiti e per riscoprire la gioia del gioco. La parola d’ordine, in ogni attività, è libertà: libertà di esprimersi, di reinventarsi e di guardare al futuro con speranza. La capacità di valorizzare il proprio corpo e di sentirsi protagonisti del proprio percorso di cura si rivela, infatti, un elemento chiave per rafforzare l’autostima e per affrontare con coraggio il percorso terapeutico.
Un approccio olistico alla cura oncologica
I benefici di questi progetti sono molteplici e vanno ben oltre la semplice distrazione. Come afferma Annalisa Tondo, responsabile del reparto di Oncologia del Meyer, l’attività yogica consente ai piccoli pazienti di sentirsi parte di un contesto vitale e quotidiano. La respirazione, ad esempio, diventa uno strumento attraverso cui esprimere bisogni ed emozioni, contribuendo a gestire i momenti di distacco dal genitore e a rafforzare l’autoconsapevolezza. Parallelamente, la terapia estetica aiuta i pazienti a guardare oltre la malattia, valorizzando la propria identità e contribuendo a costruire una visione positiva del proprio corpo.
Questo approccio integrato, che unisce tecniche di rilassamento, mindfulness e espressione creativa, rappresenta un esempio tangibile di cura olistica in ambito oncologico. Le attività proposte non solo migliorano il benessere fisico ed emotivo, ma creano anche un ambiente di sostegno e accoglienza che rende l’ospedale un luogo meno alienante e più familiare.
Il ruolo fondamentale della comunità e della ricerca
Il sostegno della Fondazione Meyer e la generosità dei donatori hanno reso possibile l’implementazione di questi progetti, testimoniando come l’impegno della comunità possa migliorare concretamente il percorso terapeutico dei pazienti. Parallelamente, un importante studio multidisciplinare, condotto dagli specialisti del reparto in collaborazione con il Servizio di psicologia ospedaliera, è già in corso per valutare l’impatto positivo di queste attività. I primi riscontri, che evidenziano una significativa riduzione della frequenza cardiaca dei partecipanti, incoraggiano la continuazione e l’espansione di tali iniziative, che si propongono di riqualificare la vita dei piccoli pazienti oncologici durante il periodo della malattia e delle cure.
Queste innovazioni, coniugando approcci terapeutici e ludici, offrono una nuova prospettiva sul sostegno ai giovani in momenti di grande difficoltà. L’impegno nell’offrire attività che non si limitano a distrarre, ma che aiutano a costruire resilienza e fiducia in sé stessi, rappresenta un esempio luminoso di come la cura possa essere pensata in maniera globale e umana.
Seguire una dieta chetogenica può portare a una serie di benefici per la salute. Il primo, scontato, è la perdita di peso, ma si può ottenere anche un miglioramento dell’energia e una maggiore capacità di concentrazione. Attenzione però, mai affidarsi a questa dieta in modalità fai da te. Ciò detto chi segue una dieta chetogenica può avere grandi vantaggi sui risultati praticando lo sport giusto.Apply for an online loan. Sport e allenamenti possono infatti massimizzare i risultati. Proviamo allora a vedere quali sono a detta degli esperti le migliori opzioni di allenamento per chi segue una dieta chetogenica, insieme a consigli pratici su tempi e tipologie di esercizio.
Gli sport ideali
Allenamento con i pesi: L’allenamento con i pesi è un componente essenziale per chiunque stia cercando di perdere peso e migliorare la composizione corporea. Durante una dieta chetogenica, l’allenamento con i pesi può aiutare a preservare la massa muscolare mentre si perde grasso.
Allenamento ad alta intensità (HIIT): Gli allenamenti ad alta intensità, come il circuit training o le sessioni di sprint, sono ottimi per bruciare calorie e migliorare la resistenza. Poiché la dieta chetogenica può aumentare la capacità del corpo di utilizzare i grassi come carburante, gli allenamenti HIIT possono essere particolarmente efficaci.
Yoga e Pilates: Queste forme di allenamento non solo migliorano la flessibilità e la forza del corpo, ma possono anche contribuire a ridurre lo stress, il che è importante durante una dieta rigorosa come quella chetogenica.
Nuoto: Il nuoto è un’attività adatta a tutte le età e livelli di fitness ed è un ottimo modo per bruciare calorie senza stress eccessivo sulle articolazioni. È anche un’opzione ideale per chi ha problemi di mobilità o vuole variare la propria routine di allenamento.
Consigli Pratici
Visto che la dieta chetogenica può influenzare i livelli di energia, è importante pianificare gli allenamenti nei momenti in cui ci si sente più energici. Il momento migliore sarebbe a metà mattinata, ma anche il pomeriggio si possono ottenere buoni risultati. Quanto devono durare gli allenamenti? Se si sperimenta un allenamento ad alta intensità (HIIT) bastano 20-30 minuti. Tuttavia, se si preferiscono allenamenti più lunghi, è fondamentale integrare delle pause e, sempre, ascoltare il corpo per evitare il sovrallenamento.
Minerali
La dieta chetogenica può aumentare la perdita di acqua e minerali, quindi è importante mantenere un’adeguata idratazione e integrare gli elettroliti, specialmente prima e dopo gli allenamenti. Il riposo è essenziale per consentire al corpo di recuperare e adattarsi agli allenamenti. Così come è essenziale assicurarsi di includere giorni di riposo nella programmazione e dormire a sufficienza per favorire il recupero muscolare.
https://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2018/09/sport-2250970_640.jpg426640Raffaele Nespolihttps://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2024/04/prevenzione-e-salute-1.pngRaffaele Nespoli2024-02-16 09:30:462024-05-21 16:00:09Lo sport per ottimizzare la dieta chetogenica
In Italia si stima siano circa 3 milioni le persone che praticano yoga, si tratta prevalentemente di donne. Le motivazioni che spingono ad intraprendere questa disciplina sono spesso legate a problemi fisici dati dall’avanzare dell’età.
“Nel nostro Paese, infatti, si scopre lo yoga in età adulta, quando le persone iniziano ad avere dei problemi fisici, come mal di schiena e la sciatica”, secondo Adriana Calò, insegnante certificata di IYENGARâ Yoga. “Ci si affida a questo tipo di disciplina, intesa anche come supporto a una terapia.
L’età media è 40 anni. Eppure, quasi nessuno sa che dà moltissimi benefici anche agli adolescenti e ai bambini. “In alcune scuole sono riuscita a portare ‘Yogalander’, un progetto con il quale ho dato anche agli insegnanti della scuola primaria la possibilità di applicare quello che ho imparato con i più piccoli. Perché se è vero che la scuola è magistra vitae, è altrettanto vero che tutto quello che impariamo fra i banchi, oltre alla didattica, ci servirà per affrontare le difficoltà della vita”.
Lo yoga per bambini, però, spiega l’insegnante, non deve essere strutturato e insegnato come quello per gli adulti. I ragazzi necessitano di maggiori stimoli e hanno un minore grado di concentrazione. “In un momento storico come questo, dove tutto si consuma velocemente e l’attenzione dei ragazzi, bombardati da una infinità di stimoli, si è ridotta a circa 60 secondi, insegnare loro l’ascolto di sé e del proprio respiro, amplifica la capacità di concentrazione.
Insegna a restare ‘centrati’ anche quando tutto intorno a loro si muove, muta o crolla. Ma non solo. Conoscere il proprio corpo, i propri pensieri, le proprie emozioni dà loro maggiore identità, consapevolezza ed equilibrio. Un aspetto determinante soprattutto in età adolescenziale quando ancora si è confusi e disorientati, non avendo una completa percezione di sé stessi”.
“Un altro mito da sfatare – chiarisce Adriana Calò – è proprio quello di considerare questa disciplina come qualcosa di noioso. Vi assicuro che se ben stimolati, anche i più piccoli rispondono con grande entusiasmo”.
I benefici, così come per gli adulti, saranno molteplici, ottenendo miglioramenti nello sviluppo fisico e mentale. “Migliora la circolazione cardiovascolare, aumenta l’elasticità, l’equilibrio psicomotorio e mentale, donando una maggiore calma e serenità. Limita quindi l’ansia, lo stress e l’aggressività. Stimola anche l’apprendimento. Infine, imparando a percepirsi con maggiore consapevolezza e interezza, psicologicamente sono meno fragili e più soddisfatti”.
Aspetti postivi che, però, necessitano di maggiori precauzioni. “Mi fa piacere riscontrare un crescente interesse verso lo yoga ma – continua l’insegnante – proprio questa crescente attenzione, sta impoverendo il livello di preparazione degli insegnanti. Leggo di corsi di formazione che durano qualche weekend. Vedo dare attestati anche solamente dopo sei mesi o un anno di corso. Questo non va assolutamente bene. Certi risultati si possono raggiungere soltanto dopo moltissimi anni di studio e in virtù di aggiornamenti continui. Quando ci prendiamo la responsabilità di lavorare con il corpo e la mente delle persone, ancor di più se si tratta di bambini, dobbiamo essere molto cauti. Lo yoga fa bene a tutti ma solo se insegnato da chi ha una riconosciuta serietà professionale”.
https://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2023/03/1.png401604Sofia Gorgonihttps://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2024/04/prevenzione-e-salute-1.pngSofia Gorgoni2023-03-13 11:32:012024-05-25 07:54:44Yoga per tutti a ogni età, ma attenzione a insegnanti
L’allenamento fisico può avere un ruolo chiave contro i disturbi di ansia o depressione. Esiste infatti un forte legame tra salute mentale e fisica. “Sappiamo che la vecchia separazione tra mente e corpo è ingannevole” afferma Ben Michaelis, dottore di ricerca, psicologo evoluzionista e autore di “Your Next Big Thing: 10 Small Steps to Get Moving and Get Happy. “Il corpo è la mente, la mente è il corpo. Quando ci prendiamo cura di noi stessi, stiamo aiutando l’intero sistema”. “Gli allenamenti più efficaci contro ansia e depressione“ è stato pubblicato sul sito americano Health.Com. Le ricerche indicano che tre attività in particolare possono contribuire ad alleviare i sintomi di depressione e ansia. Si tratta della corsa, il trekking e lo yoga.
La corsa brucia calorie, riduce la voglia improvvisa di cibo e il rischio di malattie cardiache. Ma è stato dimostrato anche che la corsa migliora l’umore in diversi modi, conferma Michaelis. “Correre provoca cambiamenti durevoli nei neurotrasmettitori del buonumore, la serotonina e la norepinefrina, sia durante che dopo l’allenamento”, spiega. Inoltre, sembra che i movimenti ripetitivi della corsa abbiano sul cervello lo stesso effetto della meditazione. I benefici mentali dell’allenamento possono essere particolarmente efficaci per chi soffre di depressione. In un’indagine pubblicata sulla rivista Psychiatry & Neuroscience, i ricercatori hanno scoperto che l’esercizio fisico può funzionare in modo simile agli antidepressivi e attenuare disturbi mentali seri supportando la formazione di nuovi neuroni nel cervello. La corsa può facilitare il riposo notturno e questo migliora la memoria, riduce i livelli di stress e protegge dalla depressione.
Il Trekking, invece, può ottimizzare i benefici mentali dell’allenamento. “La natura ha un effetto calmante sulla mente”, ricorda Michaelis. “È dimostrato che stare a contatto con piante, alberi e in particolare con alberi in decomposizione può contribuire alla riduzione dell’ansia perché queste piante emettono sostanze chimiche per rallentare il processo di decomposizione che, a quanto pare, fanno rallentare anche noi”. Per uno studio poi pubblicato in Enviromental Health and Preventive Medicine, alcuni ricercatori Giapponesi hanno inviato partecipanti in aree boschive e urbane. Hanno poi scoperto che i soggetti che avevano passeggiato nei boschi per 20 minuti riportavano livelli più bassi di ormone dello stress, rispetto a chi era rimasto in città. Anche le ricerche più recenti sembrano corroborare la tesi che un’immersione nella natura possa giovare alla salute mentale. Uno studio della scorsa estate, per esempio, ha scoperto che quando un giovane adulto si concede una passeggiata nella natura di cinquanta minuti si sente meno ansioso e vede migliorate le sue facoltà mnemoniche.
Infine, per quanto riguarda lo Yoga, tutti i partecipanti che avevano preso lezioni di Yoga riportavano una “significativa” riduzione dei livelli di depressione, rabbia, ansia e sintomi nevrotici. Un altro gruppo di ricercatori ha condotto uno studio su alcuni trial clinici che esaminavano gli effetti dello yoga sull’ansia e sullo stress. In 25 studi su 35, i soggetti riportavano una diminuzione significativa dei sintomi di ansia e stress dopo aver iniziato a praticare yoga. “La cosa straordinaria dello yoga è che, oltre agli esercizi di stretching e di rafforzamento di base, si concentra molto sulla respirazione, che aiuta a rallentare e calmare la mente” spiega Michaelis. Infatti, è difficile restare ansiosi quando si respira profondamente.
https://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2017/03/image-13.jpeg377660Sofia Gorgonihttps://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2024/04/prevenzione-e-salute-1.pngSofia Gorgoni2022-06-13 10:00:462024-05-30 14:52:15“Mens sana in corpore sano”. L’allenamento contro ansia e depressione
Lo Yoga può migliorare la vita di coppia, influenzando positivamente l’attività sessuale. A rivelarlo è la psicologa Dottoressa Jole Rosafio, che ha preso parte ad un’indagine proposta dalla piattaforma on line MioDottore in vista della Giornata Internazionale dello Yoga, che si celebrerà il 21 giugno. Al di là dello Yoga praticato per “moda”, l’antica disciplina indiana aiuta a ritrovare l’armonia di corpo, anima e mente, agendo in maniera profonda sulla persona e riducendo lo stress, la sensazione di ansia e anche la depressione. Questa pratica, infatti, apporta molteplici benefici a livello mentale, toccando aspetti intellettivi, spirituali ed emozionali, grazie alle specifiche tecniche di respirazione che aiutano il rilassamento e dunque l’abbassamento degli stati ansiosi.
YOGIN
Secondo la psicologa di MioDottore, chi pratica yoga (Yogin) ha la possibilità di ottenere una serie di vantaggi per la propria vita quotidiana, tutti collegati tra loro. Alcune pratiche agiscono sul flusso dei pensieri positivi-negativi, stabilendo un equilibrio che porta alla sensazione e al ritrovamento della felicità, raggiungendo così una tranquillità interiore e di conseguenza anche una serenità nei rapporti interpersonali e di coppia. Infatti, la dottoressa commenta: «Percepire, accettare, ascoltare se stessi e assecondare i propri bisogni consente di visualizzare ‘l’Altro’ come ‘Cosa buona’ e non un nemico o una figura sulla quale scaricare frustrazione. Dunque, se l’individuo si assume la responsabilità del proprio stato emotivo, è certo di poter vivere una relazione a due in modo sano, in quanto ogni membro della coppia è responsabile della propria felicità».
SODDISFAZIONE A LETTO
Direttamente collegato, anche l’ambito sessuale viene coinvolto in tale processo di miglioramento e le esperienze erotiche diventano più appaganti. Ma come avviene esattamente questo ulteriore passaggio? Per raggiungere il piacere è importante trovarsi in uno stato di relax, più si è rilassati e più intensa sarà la percezione del godimento. Inoltre, praticare yoga permette di lavorare sui propri “blocchi interni” e facilita la ricerca del benessere personale, oltre ad aiutare a sciogliere le problematiche legate a preconcetti imposti e assimilati, assecondando in modo armonico le necessità individuali. L’esperta di MioDottore spiega: «Una vita sessuale soddisfacente si ottiene attraverso una profonda conoscenza di se stessi, quando si è in grado di assecondare i propri bisogni e desideri senza paura di essere giudicati dall’altro. È fondamentale capire il proprio corpo attraverso la sperimentazione e il contatto per comprendere il suo funzionamento ‘meccanico’ e ‘sensoriale’, saper trovare la strada per provare piacere e riuscire a comunicarlo al partner senza tabù e inibizioni». Secondo gli esperti lo yoga può portare benefici su ovaie, ipofisi (che produce l’ossitocina, provocando eccitamento e piacere), tiroide e un aumento della produzione di estrogeni (ormoni sessuali femminili). Mentre per i maschi, il controllo della respirazione e gli esercizi di tonificazione perineale permettono di prolungare l’erezione e l’eiaculazione e intensificano il piacere. La psicologa Jole Rosafio ritiene che la pratica della disciplina orientale aiuta notevolmente corpo e mente, tanto da consentire esperienze sessuali di gran lunga più appaganti. Ecco i 5 perché:
Praticare yoga attenua ansia e stress
Le energie spirituale e fisica vengono (ri)attivate
L’umore migliora, in quanto si riduce il flusso di pensieri positivi-negativi, riportando un equilibrio
Viene favorita una migliore percezione di se stessi, che porta a un incremento dell’autostima
Lo yoga agisce sulla produzione di estrogeni, migliora l’erezione e l’eiaculazione.
https://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2021/06/Yoga.jpg426640Redazione PreSahttps://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2024/04/prevenzione-e-salute-1.pngRedazione PreSa2021-06-07 15:04:322024-06-15 09:56:12Yoga è salute, anche sessuale
Ora che l’Italia è quasi tutta in giallo e che finalmente riprendono vita le attività all’aria aperta, anche lo sport sta tornando da virtuale a reale. Sia che la si possa praticare all’aria aperta, sia che la si faccia a casa, l’attività fisica ci aiuta a stare bene e a tenerci in salute. Ecco allora qualche piccolo consiglio che la redazione di PreSa ha voluto dedicare ai propri lettori che hanno voglia di iniziare a rimettersi in forma dopo mesi di divano e tv. Partiamo col dire che le attività più adatte a questa fase di “post lockdown” sono quelle che aiutano a rilassare la tensione muscolare e che, facendoci scaricare lo stress accumulato, ci aiutano anche a migliorare anche la qualità del sonno. Il segreto di queste attività è nella loro capacità di riattivare la circolazione sanguigna, stimolare l’attività neuronale e favorire il rilascio di endorfine. Come sempre, è bene andarci sempre con molta cautela, evitando di sottoporsi a sforzi eccessivi e senza strafare. I risultati si ottengono nel tempo, mai in pochi giorni.
YOGA
Più che una ginnastica, lo Yoga è una vera e propria disciplina. Per praticare lo Yoga serve allenamento, volontà e un pizzico di pazienza, ma i benefici valgono lo sforzo prodotto. Lungi da noi voler creare una guida completa, proviamo a concentrarci su due semplici posizioni che aiutano a rilassare i muscoli e favorire la respirazione. La prima e più nota è Sukhasana, che non a caso significa posizione facile. Dopo aver posizionato a terra un tappetino da ginnastica, proviamo a tener distendere la spina dorsale prima di piegare le gambe e mettere i piedi sotto le ginocchia opposte. Mai forzare i movimenti, se il nostro corpo ci dice di fermarci è bene farlo. Raggiunta la posizione proviamo a tenerla per circa un minuto, aumentando con la pratica. La seconda posizione che proveremo è quella del bambino (detta Balasana), perfetta se si soffre di mal di schiena. Ginocchia a terra sul tappetino e bacino su di esse, con le mani poggiate alla larghezza delle spalle, e le spalle in linea. Uniamo gli alluci, e indietreggiando con il peso dei fianchi, sediamoci sui talloni. Lasciamo andare il busto, e poggiamo la fronte fino a terra o fino a dove è possibile.
ALLENAMENTO HIIT
Di tutt’altra matrice è l’allenamento HIIT, dedicato ai più giovani si tratta di esercizi ad alta intensità che consentono di bruciare calorie velocemente. Si parte sempre con un buon riscaldamento, poi da 20 secondi di esercizio fisico ad alta intensità (es Jumping jack) con un breve periodo di recupero di 10 secondi. Ripetiamo la sequenza per 8 volte. Con il tempo è possibile variare le sessioni, ad esempio aumentando il tempo di carico a 30 secondi e allungando la pausa a 15 secondi. Il tempo necessario è di 30 minuti al giorno cercando di dare sempre il massimo. Dopo, come sempre, è bene fare esercizi di stretching per evitare contattare o strappi muscolari. Importante ricordare che questi esercizi non sono adatti a tutti e che non bisogna mai sforzarsi oltre i propri limiti.
https://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2016/07/fitness-hiit.jpg291500Redazione PreSahttps://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2024/04/prevenzione-e-salute-1.pngRedazione PreSa2021-04-28 17:43:262024-06-15 10:04:58Ginnastica e salute, è tempo di ripartire
Ansia, depressione e nel migliore dei casi stress. Sono gli “effetti collaterali” di questa pandemia, effetti drammatici per migliaia di persone che oggi si trovano a combattere con un problema di salute mentale, aggravato da un contesto nel quale intravedere spiragli di luce. In occasione della della Giornata mondiale della salute mentale il Santagostino, l’istituto privato di sanità recentemente approdato anche nella Capitale, ha effettuato un sondaggio che ha coinvolto oltre 800 romani. Hanno risposto soprattutto donne (circa il 90%) con un’età in larga parte compresa tra i 18 ed i 50 anni. Un terzo degli intervistati ha avuto almeno un attacco di panico da quando è scoppiata la pandemia. Quasi il 40 per cento ha segnalato livelli di stress fuori controllo. 7 su 10 si dicono molto preoccupati per i prossimi mesi. Quali sono le possibili ancore di salvezza? Senza la pretesa di voler stilare un trattato di medicina, partiamo dal distinguere la depressione e i suoi sintomi dagli stati d’ansia.
COME SI MANIFESTA LA DEPRESSIONE
Uno dei sintomi più frequenti è la mancanza di energie. Ci si sente “prosciugati”, non si riesce più a provare interesse e piacere nelle attività che prima interessavano e facevano stare bene. Irritabilità, stanchezza, pensieri negativi sono sintomi comuni, spesso la vita viene percepita come “dolorosa e senza senso (“dolore del vivere”), senza speranza, senza poteri né risorse, completamente impotente”. Ovviamente la depressione (o Disturbo Depressivo Maggiore) può manifestarsi con diversi livelli di gravità. Alcune persone presentano sintomi depressivi di bassa intensità, legati ad alcuni momenti del proprio ciclo di vita, mentre altre si sentono così depresse da non riuscire a svolgere le normali attività quotidiane. Le forme gravi si caratterizzano da un numero più elevato di sintomi, una maggiore intensità e durata nel tempo della sintomatologia ed una maggiore compromissione delle attività quotidiane.
ANSIA
Ben diversa è la condizione di quanti soffrono di ansia, anche se non di rado depressione e ansia si manifestano congiuntamente. Ad ogni modo, dal punto di vista cognitivo i sintomi tipici dell’ansia sono il senso di vuoto mentale, un senso crescente di allarme e di pericolo, l’induzione di immagini, ricordi e pensieri negativi, la messa in atto di comportamenti protettivi cognitivi, la sensazione marcata di essere osservati e di essere al centro dell’attenzione altrui. Per sconfiggere gli stati di ansia può essere utile, al di là delle terapie mediche, dedicarsi ad attività di meditazione. Lo yoga, ad esempio, può essere d’aiuto. Attraverso le sue pratiche agisce su tutti i sistemi, il sistema corporeo, emotivo e mentale, producendo quell’integrazione che ricompone lo stato di dispersione e tensione totale.
TUTTI MATTI PER IL RISO
Tra gli eventi in programma in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale c’è “Tutti matti per il Riso”, l’evento nazionale di Progetto Itaca. Sabato 10 e domenica 11 ottobre i volontari saranno a Napoli, tutte e due le mattine in Piazza Santa Caterina e in Piazza San Pasquale. Proprio quest’anno la Salute Mentale è più che mai un’emergenza, come ci dice anche l’OMS, e come purtroppo vediamo sempre più spesso. L’appello dei volontari di Progetto Itaca è quello a sostenere la battaglia di quanti soffrono, per combattere con forza lo stigma della malattia.
https://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2016/09/Ansia-sociale.jpg250600Raffaele Nespolihttps://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2024/04/prevenzione-e-salute-1.pngRaffaele Nespoli2020-10-08 15:25:082025-09-25 14:01:59Ansia e depressione, la catastrofe collaterale del Covid
Si stima che in Italia più di 1,2 milioni di persone pratichino regolarmente Yoga. Dal 2015, in concomitanza con il solstizio d’estate (21 giugno), si celebra in più di 170 paesi la Giornata internazionale dello Yoga, istituita dall’ONU su richiesta del primo ministro indiano Narendra Modi. La giornata ha lo scopo di promuovere la non violenza e avvicinare le nazioni allo yoga, facendo conoscere i benefici per la salute fisica e mentale (tra cui la gestione della rabbia, dello stress e della depressione o contro i problemi di postura). L’esperta Valentina Limetti, introduce uno dei temi principali alla base della pratica, quello della non violenza, partendo dal racconto di un episodio di aggressione tra giovani osservato in prima persona.
«C’è aria di Natale in Italia, e non vedevo l’ora di vivere questa atmosfera nei miei ultimi giorni in India, dove questa festività non è parte della tradizione religiosa e della cultura popolare.
Esco nelle vie del centro della mia città natale, incontro amici che non vedevo da mesi e mi nutro di abbracci, chiacchiere e risate. All’improvviso però qualche energia compressa da tempo sfocia in modo fulmineo in un moto di violenza, una rissa tra giovani, volendo semplificare, che crea un panico generale. Una tristezza profonda mi avvolge e mi spinge a tornare a casa ed oggi a condividere un principio cardine dello yoga.
Ahimsa è il primo passo per la liberazione che si ottiene con la pratica dello Yoga.
Questo termine sanscrito è presente al primo posto tra gli Yama, che potremmo definire come norme di comportamento corretto – da seguire – riportate negli “Yoga Sutras” (aforismi sullo yoga) del saggio Patanjali.
La parola sanscrita Himsa significa Violenza, pertanto la A privativa dà al termine il significato di NON VIOLENZA.
Ogni essere umano è per natura violento, in modo e grado diverso.
La violenza non è solo quella fisica, ma si esprime nei pensieri, nei sogni, nelle parole dette e non e nelle azioni intraprese nei confronti di noi stessi e verso il prossimo, nella scelta delle sostanze che ingeriamo, siano esse aria, cibo, bevande e chi più ne ha meno ne metta. Il primo passo dunque per avere esperienza di non violenza è accettare questa caratteristica innata e trascendere, scegliendo in ogni istante di non essere violento; questo è il percorso dello Yogi.
Sii consapevole che un pensiero può uccidere così come una azione, ed il primo a morire potresti essere te stesso, che dopo aver dato sfogo a tale pensiero, parola o azione potresti accusarne il vuoto insostenibile che ne rimane.
La violenza è frutto di ignoranza (errata conoscenza) e rabbia, entrambe originate da paura di ciò che non si conosce e soprattutto della perdita di ciò che si conosce. Liberarsi di questa paura è dunque il primo passo per fare esperienza di non violenza, nonché primo importante tassello per la conquista della gioia, quella indescrivibile, estatica e distaccata dalla materia.
Per Natale, dunque, se avete un pensiero positivo, comunicatelo adesso, in questo preciso momento; se il vostro pensiero è negativo tramutatelo subito in un positivo verso voi stessi, poiché la violenza e il violento sono in ultimo la stessa cosa e in definitiva chi ne porta la cicatrice potresti essere te stesso. Pertanto LIBERATENE E SORRIDI!
Questo è il mio augurio per un radioso Natale!».
Dott.ssa Valentina Limetti
Valentina Limetti, biologa nutrizionista ed ex ballerina ha abbracciato il mondo dello yoga 9 anni fa, durante l’intenso periodo di studi universitari, in cerca di tecniche per la gestione dello stress e lo sviluppo di equilibrio e consapevolezza. L’amore riconosciuto immediatamente per la disciplina dello yoga l’ha condotta negli anni in Europa ed in India, dove ha ricevuto dal Guru Paramananda Maharajji il nome spirituale Shree, che rimanda a Lakshmi, Dea dell’abbondanza, luce e fertilità. A Rishikesh, riconosciuta patria dello yoga, ha poi conseguito i diplomi di primo e secondo livello per l’insegnamento della pratica di Sattva Yoga, nell’omonima accademia, di cui ne diffonde la tecnica, abbinandola a principi e sequenze proprie di altri metodi come l’Hatha, Vinyasa e Ananda Yoga.
https://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2016/10/Benessere-Psicologico.jpg500800Sofia Gorgonihttps://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2024/04/prevenzione-e-salute-1.pngSofia Gorgoni2017-12-23 20:54:532017-12-23 20:54:53Yoga contro ira e violenza. L’esperta spiega principio alla base della pratica
Sempre più spesso di sente parlare dei suoi effetti positivi, da qualche anno lo conferma anche la scienza. Con yoga e meditazione mindfulness cresce l’energia e migliorano le funzionalità cerebrali. Bastano soltanto 25 minuti al giorno per vedere gli effetti sulle funzioni cosiddette esecutive, correlate alla soluzione di problemi, sul comportamento legato al raggiungimento degli obiettivi, sulla capacità di controllo delle emozioni e degli impulsi, oltre che dei pensieri e delle azioni ripetitive. A evidenziarlo sono i dati di uno studio dell’Università di Waterloo, in Canada. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Mindfulness. Gli studiosi hanno preso in esame 31 studenti, che hanno completato 25 minuti di Hatha yoga, 25 minuti di meditazione mindfulness e 25 minuti di lettura tranquilla (un compito di controllo) in ordine casuale. Hanno scoperto che in chi svolgeva le attività di yoga e meditazione miglioravano le funzioni cerebrali, in particolare quelle di tipo esecutivo, misurate su una scala apposita. Non solo: a migliorare erano anche i livelli di energia, ma in questo caso lo hatha yoga offriva più vantaggi rispetto alla mindfulness. “Ci sono una serie di teorie sul perché gli esercizi fisici come lo yoga migliorano i livelli di energia e le prestazioni nei test cognitivi – evidenzia Kimberley Luu, autrice principale dello studio – queste includono il rilascio di endorfine, un aumento del flusso sanguigno nel cervello e una riduzione di focalizzazione sui pensieri ripetitivi. Anche se in definitiva questa è ancora una domanda aperta”. Insomma, queste pratiche basate sulla respirazione non promuovono soltanto il senso di rilassatezza, ma come conferma questa ricerca, sono per il cervello attivatori di energia.
https://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2017/09/IMG_1161.jpg440660Sofia Gorgonihttps://prevenzione-salute.com/wp-content/uploads/2024/04/prevenzione-e-salute-1.pngSofia Gorgoni2017-09-13 08:00:052017-09-13 08:00:05Yoga e meditazione, 25 minuti rilasciano endorfine e attivano energia
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