Nel 2024 i medici di famiglia hanno erogato oltre 60 milioni di prestazioni solo in Campania. A rivelarlo è un’analisi della Fimmg Napoli (Federazione italiana dei medici di medicina generale), che smentisce le narrazioni distorte e le accuse infondate rivolte spesso alla categoria. I numeri parlano chiaro: i medici di medicina generale non solo lavorano, ma lo fanno senza sosta e con un coinvolgimento che va ben oltre l’orario di ambulatorio.
L’importanza del rapporto fiduciario
“Il dato è impressionante – afferma Luigi Sparano, dirigente Fimmg Napoli – e dimostra quanto siano strumentali le polemiche che ci dipingono come fannulloni. Il nostro legame con i pazienti è basato sulla fiducia, non su un modello a prestazioni”. Secondo i dati Fimmg, i medici di famiglia non si limitano al lavoro in studio, ma garantiscono assistenza continua, anche fuori dagli orari canonici. Una realtà spesso ignorata nel dibattito pubblico, ma che rappresenta la spina dorsale del sistema sanitario di prossimità.
I rischi nascosti della dipendenza
Corrado Calamaro, altro esponente della Fimmg Napoli, avverte: il passaggio a un modello di dipendenza cancellerebbe di colpo oltre 30 milioni di prestazioni ogni anno. “Pensare di rafforzare le cure sradicando i medici dal territorio è un errore. Il rafforzamento deve partire dalla prossimità”, sottolinea.
Potenziare le AFT per i medici di famiglia
La soluzione? Potenziare le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT): le 181 già operative vanno dotate di sedi uniche, personale sanitario (infermieri, OSS, collaboratori), tecnologie adeguate e accesso alla diagnostica di primo livello, garantendo 12 ore di assistenza continuativa. “Dobbiamo superare l’isolamento organizzativo del singolo medico. Vogliamo spazi condivisi e strutture che ci permettano di lavorare meglio, per offrire cure efficaci, accessibili e continue”, spiega Calamaro.
Il ruolo delle Case di Comunità
La Fimmg Napoli accoglie con favore il ruolo delle Case di Comunità, ma ribadisce un concetto chiave: il cuore delle cure resta lo studio del medico di famiglia, che va integrato in un sistema sanitario territoriale moderno e coordinato a livello regionale. “La nostra attività non si esaurisce nella visita in ambulatorio: siamo pronti a gestire la cronicità, utilizzare strumenti diagnostici e contribuire alla governance clinica. Quello che serve è un cambio di passo nelle strutture, non nei principi della nostra professione”, concludono i rappresentanti Fimmg.
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