Ricerca scientifica e spettacolo tornano a incontrarsi a Napoli in una serata che mette al centro il valore della conoscenza, della partecipazione e del sostegno concreto ai progetti che possono cambiare la vita dei pazienti. Stasera, giovedì 26 marzo 2026, al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, è in programma la terza edizione del “Grant per la Ricerca”, l’appuntamento promosso dalla Fondazione Gabriella Fabbrocini che, anno dopo anno, si sta consolidando come uno degli eventi più significativi del panorama cittadino dedicati alla solidarietà e all’innovazione scientifica.
Non si tratta soltanto di una manifestazione pubblica, ma di un momento che racchiude il senso più profondo dell’attività della Fondazione: raccontare alla comunità il lavoro svolto nel corso dell’anno e, al tempo stesso, rilanciare il proprio impegno a favore della ricerca attraverso il finanziamento di borse di studio e progetti ad alto valore scientifico. In questo modo l’evento diventa non solo un’occasione celebrativa, ma anche uno strumento concreto per costruire opportunità, creare reti e sostenere percorsi di studio e sperimentazione destinati ad avere ricadute reali sul piano clinico e umano.
Anche per questa edizione la Fondazione può contare sul supporto del gruppo Nefrocenter e di AM Trust Assicurazioni, realtà che affiancano l’iniziativa e contribuiscono a rafforzarne il significato. La collaborazione tra il mondo del non profit e quello delle imprese si conferma così un elemento centrale: quando obiettivi sociali e responsabilità condivisa si incontrano, il risultato può tradursi in un investimento vero sul futuro della medicina e dei pazienti.
Quattro borse per progetti di alto profilo scientifico
Il cuore della serata sarà rappresentato dalla consegna di quattro borse di ricerca destinate a studi di particolare rilievo scientifico. Si tratta di un passaggio simbolicamente forte, perché rende visibile il legame tra la raccolta fondi, la fiducia dei sostenitori e la possibilità di offrire strumenti concreti ai ricercatori impegnati in settori delicati e strategici della medicina contemporanea.
I progetti premiati sono guidati dal professor Vincenzo Corbo, dal professor Michele Reni, dalla professoressa Caterina Missero e dal dottor Vincenzo Nasca. Proprio a quest’ultimo, grazie al sostegno della Fondazione, sarà offerta la possibilità di proseguire il proprio studio su terapie innovative per il tumore del pancreas presso il Memorial Hospital di New York, uno dei contesti internazionali più importanti per la ricerca e la cura oncologica. È un dato che dà la misura della portata dell’iniziativa: un sostegno nato a Napoli capace di accompagnare percorsi di ricerca in una dimensione internazionale, creando collegamenti tra eccellenze italiane e grandi centri stranieri.
I nomi coinvolti rappresentano alcune tra le figure più autorevoli della ricerca scientifica e oncologica italiana. Il loro lavoro si sviluppa in istituzioni di primo piano come l’Università di Verona, l’Ospedale San Raffaele di Milano e il CEINGE di Napoli. Luoghi in cui la ricerca non è soltanto studio teorico, ma attività quotidiana orientata a comprendere i meccanismi delle malattie, a individuare nuovi bersagli terapeutici e a trasformare le scoperte di laboratorio in possibili cure.
Tumore del pancreas e malattie rare della pelle: le sfide della medicina
I campi di ricerca su cui si concentrano i progetti sostenuti dalla Fondazione Gabriella Fabbrocini riguardano ambiti di particolare complessità e urgenza. Da un lato c’è il tumore del pancreas, una delle patologie oncologiche più difficili da trattare e che richiede ancora oggi uno sforzo enorme in termini di diagnosi precoce, sviluppo di terapie mirate e comprensione dei processi biologici che ne guidano la progressione. Dall’altro ci sono le malattie rare della pelle, condizioni spesso poco conosciute ma in grado di incidere profondamente sulla qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie.
Sostenere studi in questi settori significa scegliere di investire in una medicina che non si accontenta delle risposte già disponibili, ma continua a cercarne di nuove. Significa anche dare valore a un lavoro silenzioso, fatto di ipotesi, verifiche, tentativi, dati, collaborazioni internazionali e tempi lunghi. La ricerca scientifica, infatti, ha bisogno non soltanto di competenze, ma anche di continuità, risorse economiche e fiducia. Ed è proprio su questo terreno che iniziative come il “Grant per la Ricerca” assumono un ruolo decisivo.
La voce della Fondazione e il legame con la comunità
A sottolineare il senso più autentico dell’iniziativa è il presidente della Fondazione, Fabrizio Pallotta, che definisce il “Grant per la Ricerca” come il momento in cui il lavoro della Fondazione diventa visibile e viene condiviso con la comunità. Le sue parole mettono in luce il doppio valore dell’evento: da una parte la restituzione pubblica di un percorso costruito durante l’anno, dall’altra la necessità di raccogliere fondi per continuare a sostenere progetti che possono fare la differenza.
È proprio questo legame con la comunità a rendere la serata qualcosa di più di una semplice raccolta benefica. La partecipazione del pubblico, delle istituzioni, del mondo accademico e della società civile trasforma l’evento in uno spazio comune, in cui il sostegno alla ricerca diventa una responsabilità condivisa. La scienza, in questa cornice, esce dai laboratori senza perdere rigore e incontra le persone, le emozioni, la sensibilità collettiva.
Anche Alfredo Pallotta, consigliere della Fondazione, evidenzia la crescita costante dell’appuntamento. Ogni anno, osserva, aumentano le persone che decidono di esserci e di sostenere concretamente il progetto. Un segnale importante, che racconta non soltanto il successo organizzativo della manifestazione, ma anche una crescente consapevolezza rispetto al valore della ricerca come bene comune.
Una serata di spettacolo per dare forza alla solidarietà
Accanto al momento istituzionale e scientifico, la serata al Teatro Mediterraneo sarà caratterizzata anche da un ricco programma di spettacolo. Sul palco saliranno artisti, comici, cantanti, attori e band di rilievo nazionale, chiamati a contribuire a un evento che unisce intrattenimento e solidarietà in un’atmosfera coinvolgente. La scelta di affiancare alla dimensione scientifica quella artistica non è casuale: serve a costruire un linguaggio più ampio, capace di avvicinare pubblici diversi e di rendere ancora più forte il messaggio dell’iniziativa.
La formula si è dimostrata vincente già nelle precedenti edizioni. I numeri parlano di un successo consolidato, con le prime due serate che hanno fatto registrare il tutto esaurito e oltre 800 partecipanti tra rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo accademico e cittadini. Un risultato che testimonia quanto Napoli sappia rispondere quando viene chiamata a sostenere progetti di qualità, soprattutto quando questi mettono insieme serietà scientifica, visione sociale e capacità di coinvolgimento.
Sostenere la ricerca come scelta per il futuro
Anche quest’anno i numeri sembrano andare nella direzione del sold out, segno di un interesse che non si limita all’evento in sé, ma si estende al suo significato più profondo. Partecipare al “Grant per la Ricerca” significa infatti contribuire in modo diretto al finanziamento di nuovi progetti, offrendo ai ricercatori la possibilità di continuare il proprio lavoro e ai pazienti una prospettiva in più.
Sostenere la ricerca non è un gesto astratto e non è neppure una formula di circostanza. È una scelta precisa, concreta, che guarda al futuro. Significa credere che ogni studio finanziato, ogni borsa assegnata, ogni giovane ricercatore messo nelle condizioni di proseguire il proprio percorso possa rappresentare un passo avanti verso cure migliori, diagnosi più tempestive e risposte più efficaci. In questo senso la serata di Napoli assume un valore che va oltre il singolo appuntamento: diventa il simbolo di una comunità che decide di investire nella speranza, nella competenza e nella possibilità reale di cambiare le cose.
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