L’alimentazione è uno dei problemi più complicati che le mamme (ma anche i papà) devono affrontare quando i loro ragazzi diventano adolescenti. Proprio il passaggio dall’infanzia alla pubertà è un momento di grande sconvolgimento: il corpo si trasforma, gli ormoni sono alle stelle, la voglia di ribellione cresce. I genitori possono perdere il controllo su ciò che i ragazzi mangiano (e quanto), perché spesso consumano i pasti fuori, inizia purtroppo sempre prima il consumo di alcol e comincia talvolta un controllo spasmodico del peso. O si ha a che fare con una fame irrefrenabile. Il cibo diventa anche terreno di scontro con mamma e papà.
Un terreno comune
Trovare un dialogo è però possibile. Se ne parla nel volume Mamma che fame di Stefania Ruggeri, che tra le altre cose è ricercatrice del Centro di ricerca alimenti e nutrizione. Il suo libro ha un grande segreto: nasce dall’esperienza che Ruggeri vive con le sue due figlie. «Questa casa non è un albergo» – verrebbe quasi da dire così, quando i ragazzi iniziano a uscire spesso con i coetanei. Una regola può essere quella del “Massimo 3” (massimo tre uscite a settimana). E poi bilanciare l’alimentazione disordinata con i cosiddetti piatti di recupero, a base di legumi, anche sperimentando ricette etniche come l’hummus, o insalate di verdura e frutta insieme (un modo di mangiare rapido e sano, adatto anche ai ragazzi che fremono per tornare nella loro cameretta).
Alcol: emergenza reale
Non è più un’esagerazione: siamo in emergenza. Nel 2023 in Italia circa 1,26 milioni di ragazze e ragazzi fra 11 e 24 annihanno consumato alcol in modalità considerate rischiose (18,9 % dei maschi e 12,2 % delle femmine) (EpiCentro+2ARS Toscana+2.)
Tra i minori (11–17 anni), ben 615.000 rientrano in questa categoria (17,8 % dei maschi, 13,3 % delle femmine) (EpiCentro.)
Il “binge drinking” – bere fino all’ubriachezza in un’unica occasione – riguarda più di 664.000 giovani tra 11 e 24 anni, di cui 80.000 sono minorenni (NFI+14Sky TG24+14Wikipedia+14.)
La comunità scientifica internazionale è chiara: l’alcol non dovrebbe essere assunto fino ai 25 anni perché interferisce con lo sviluppo sano del cervello – favorendo impulsività e ridotta percezione del rischio (Sky TG24.)
In Italia le linee guida ufficiali parlano chiaro: zero alcol sotto i 18 anni, e consumo moderato sopra: una unità per le donne e anziani, due per gli uomini (Cemad Gemelli+15Sky TG24+15ARS Toscana+15.)
Suggerimenti intuitivi del libro – bere a stomaco pieno, prendere il bicchiere dal bancone – restano utili, ma devono essere accompagnati da un più forte orientamento verso il consumo zero nelle fasce più vulnerabili.
Mode alimentari e rischi nutrizionali
E se il giovane decide di seguire una dieta vegetariana? Importante è che sia sempre sotto stretto monitoraggio medico, per evitare carenze nutrizionali. Strategia semplice: introdurre frutta secca, legumi, e variare le proteine (NFI+1.)
Altri dati allarmanti: in Italia, il 9 % di bambini e adolescenti non mangia mai verdura, il 7 % non mangia mai frutta, il 26 % non consuma cereali integrali, il 14 % evita latte e latticini, mentre il 47 % dichiara di consumare più di tre porzioni di carne ogni settimana (SINU+1). Questi schemi suggeriscono rischi di carenze e sbilanciamenti facilmente evitabili con piccoli accorgimenti alimentari.
Acne, fame e colazione “energetica”
Se l’acne fa capolino – colpendo circa il 70 % degli adolescenti –, oltre alle cure dermatologiche una svolta può arrivare con l’alimentazione. Basta ridurre i cibi a elevato indice glicemico (bevande gassate, merendine), preferire cereali integrali (riso, avena, pasta, pane, farro), latte nelle giuste quantità, più pesce e verdure. Insomma, niente “dieta”, ma un regime alimentare equilibrato.
Per i maschi con una super-fame, il piccolo trucco di trasformare la colazione in un mini-pranzetto – includendo grassi buoni, proteine e alimenti integrali – resta efficace: dà energia e frena gli attacchi di fame durante la giornata.
Nutrienti in equilibrio: cosa dicono le linee guida
Secondo autorevoli indicazioni, i macronutrienti in fase adolescenziale dovrebbero essere bilanciati approssimativamente così: 50 % carboidrati, 35 % grassi, 15 % proteine, modulati secondo età, peso e attività fisica (AIRC.)
Inoltre, le Linee guida SINU 2025 – aggiornate nella nuova piramide alimentare – ribadiscono che nella dieta sana c’è spazio per tutti gli alimenti, purché in proporzioni adeguate e con frequenze diverse: alla base ritroviamo frutta, verdura e olio extra‑vergine d’oliva (uso quotidiano), via via salendo verso alimenti da limitare, fino a quelli da consumare solo occasionalmente (Ministero della Salute+5NFI+5NFI+5). La dieta mediterranea resta un modello di riferimento, semplice da spiegare e efficace da seguire, soprattutto in famiglia.
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