Le cellule del nostro corpo non vivono isolate: comunicano, si adattano e reagiscono all’ambiente che le circonda. È questa la base della nuova scoperta guidata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), che ha dimostrato come le cellule modifichino la loro capacità di rilasciare sostanze – come proteine e lipidi – in base agli stimoli meccanici del tessuto in cui si trovano. In pratica, le cellule “sentono” se il loro ambiente è più o meno rigido e regolano di conseguenza la loro attività di secrezione.
Il cuore della ricerca
Lo studio, pubblicato sulla rivista Advanced Science, è frutto della collaborazione tra diversi istituti italiani e internazionali: il Cnr-Nanotec di Lecce, il Cnr-Ieomi di Napoli, il TIGEM, l’Istituto Nazionale di Genetica Molecolare, l’Università di Milano, l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne e l’Università dell’Alabama a Birmingham. Grazie a tecniche avanzate di microscopia e analisi proteomiche, i ricercatori hanno identificato un nuovo meccanismo biologico che regola la secrezione cellulare. Quando una cellula cresce su un tessuto rigido, aumenta la produzione e il rilascio di proteine, attivando un sistema di comunicazione più intenso tra le cellule stesse.
La “vita sociale” delle cellule
“Le cellule sperimentano una vera e propria vita sociale”, spiega Riccardo Rizzo, ricercatore del Cnr-Nanotec e coordinatore dello studio. “Abbiamo dimostrato che la rigidità dei tessuti influenza il modo in cui le cellule rilasciano sostanze all’esterno. È un processo essenziale per la comunicazione tra cellule e per il corretto funzionamento dei tessuti”. Le analisi condotte nei laboratori del Tecnopolo di medicina di precisione “Tecnomed Puglia” hanno permesso di scoprire anche una catena di segnali interni che consente alle cellule di percepire la rigidità dei tessuti e di reagire modulando il destino delle proteine: decidendo, cioè, se indirizzarle verso la secrezione o la degradazione.
Implicazioni per la salute e la medicina
La scoperta ha ricadute potenzialmente enormi per la comprensione e il trattamento di malattie in cui i tessuti diventano anormalmente rigidi, come la fibrosi e il cancro. In questi casi, infatti, la maggiore rigidità stimola le cellule a secernere ulteriori proteine che rendono i tessuti ancora più duri, creando un pericoloso circolo vizioso. Comprendere e interrompere questo meccanismo potrebbe aprire la strada a nuove terapie capaci di “ammorbidire” i tessuti malati o di regolare il comportamento cellulare, migliorando così l’efficacia dei trattamenti.
Un passo avanti verso la medicina del futuro
I risultati rappresentano un importante passo avanti nella conoscenza dei processi che regolano la vita delle cellule. Capire come l’ambiente meccanico influenzi la secrezione e la comunicazione cellulare non è solo una conquista scientifica, ma anche una promessa concreta per la medicina del futuro: intervenire alla radice del comportamento cellulare per fermare la progressione delle malattie e migliorare la salute dei tessuti.
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