Siamo abituati a sentirci dire che “prevenire è meglio che curare” o che “lo sport fa bene”. Verità assolute, certo, ma a volte anche impalpabili, al punto da diventare slogan di sottofondo in una vita troppo caotica e piena di impegni per fermarsi a riflettere. Tuttavia, non mollare e prendersi cura si sé è fondamentale. Lo è anche quando si riceve una diagnosi di tumore. Anzi, in quel caso può essere decisivo.
Un’importante ricerca pubblicata sul Journal of the National Cancer Institute e coordinata dall’American Cancer Society conferma un legame diretto tra attività fisica e aumento della sopravvivenza nei pazienti oncologici. Lo studio dimostra che fare esercizio regolare nel tempo libero dopo una diagnosi di cancro migliora le probabilità di sopravvivenza in almeno dieci forme tumorali, tra cui: cancro alla vescica, seno, colon e retto, endometrio, rene, polmone, prostata, bocca e polmoni.
Attività fisica e cancro: cosa dice la scienza
“I nostri risultati forniscono prove decisive del fatto che essere fisicamente attivi dopo una diagnosi di cancro può avere un impatto significativo sulla probabilità di sopravvivenza”, afferma Erika Rees-Punia, prima autrice dello studio. La ricerca ha analizzato i dati di oltre 90.000 persone con diagnosi di cancro, seguite per un periodo medio di 11 anni.
Chi ha praticato attività fisica in linea con le linee guida raccomandate – l’equivalente di 2,5-5 ore di camminata veloce a settimana – ha registrato tassi di sopravvivenza più elevati rispetto a chi è rimasto inattivo.
Perché l’esercizio aiuta dopo una diagnosi di cancro?
L’attività fisica costante contribuisce a:
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mantenere il peso corporeo sotto controllo,
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migliorare la funzione cardiopolmonare,
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ridurre l’infiammazione sistemica,
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contrastare gli effetti collaterali dei trattamenti oncologici come stanchezza cronica e depressione.
Attività fisica post diagnosi: adattarla alle proprie forze
Ogni paziente è un caso a sé. “Gli effetti del trattamento del cancro possono logorare fisicamente e mentalmente. Questo può rendere l’esercizio un compito scoraggiante”, sottolinea Rees-Punia. Tuttavia, anche una minima dose di movimento è preferibile all’inattività. Una breve passeggiata quotidiana può fare la differenza.
Il movimento è vita
Questo studio rafforza un messaggio chiave in oncologia e prevenzione: l’attività fisica dopo una diagnosi di cancro non è solo consigliata, è un vero e proprio alleato terapeutico. Non serve diventare maratoneti: anche pochi passi al giorno possono migliorare la qualità e l’aspettativa di vita.
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