Oltre 47,5 miliardi di euro di fatturato, pari al 2,23% del PIL nazionale, con 4.888 imprese attive e circa 80mila addetti. È la fotografia aggiornata del settore delle biotecnologie in Italia presentata ieri, 25 giugno, all’Auditorium della Tecnica di Confindustria a Roma, in occasione dell’Assemblea annuale di Assobiotec-Federchimica, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie. Un comparto trasversale e in forte crescita che, secondo i dati diffusi, si conferma uno dei pilastri dell’economia nazionale, con applicazioni strategiche che vanno dalla farmaceutica alla bioeconomia circolare.
Durante la giornata, articolata in una sessione riservata ai soci e in un convegno pubblico dal titolo “Biotech Act: opportunità e sfide per l’Italia e per l’Europa nel nuovo scenario geopolitico”, è stato sottolineato il ruolo chiave del biotech per lo sviluppo industriale e la competitività del Paese, in un momento segnato da trasformazioni geopolitiche e sfide legate a sostenibilità, autonomia strategica e innovazione.
Greco confermato presidente, Sgaravatti e Rosa vicepresidenti
Nel corso dell’Assemblea privata è stata rinnovata la fiducia a Fabrizio Greco, Amministratore Delegato di AbbVie Italia, riconfermato alla presidenza di Assobiotec per il triennio 2025-2028. Insieme a lui, confermati anche Elena Sgaravatti (PlantaRei Biotech) e Carlo Rosa (DiaSorin) nei ruoli di vicepresidenti.
Nel suo intervento, Greco ha delineato le direttrici strategiche del nuovo mandato: aumentare la consapevolezza sul valore delle biotecnologie, rafforzare la formazione scientifica dei giovani e sostenere il posizionamento dell’Italia nelle strategie europee, con particolare attenzione all’EU Biotech Act attualmente in discussione. «Le biotecnologie – ha dichiarato – sono tecnologie abilitanti che possono offrire risposte concrete alle grandi sfide del nostro tempo: salute, sostenibilità, produttività, autonomia strategica».
Il Biotech Act al centro del confronto tra istituzioni e industria
Ad aprire i lavori della sessione pubblica è stato un videomessaggio del Commissario europeo per la Salute e il Benessere animale Olivér Várhelyi, impegnato nella definizione dell’European Biotech Act, atteso entro il 2026. Várhelyi ha evidenziato come le biotecnologie rappresentino un’opportunità cruciale per l’Europa, ma ha anche sottolineato i ritardi nel trasferimento tecnologico: «Troppo spesso le scoperte nate nei laboratori europei non arrivano sul mercato o vengono sviluppate altrove». Da qui la spinta verso un quadro normativo che favorisca innovazione, investimenti e competenze.
Anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, in una lettera indirizzata all’Assemblea, ha ribadito l’impegno del governo italiano per il biotech: «Il potenziale delle biotecnologie non è ancora pienamente espresso. Serve una legislazione dedicata – il Biotech Act – per promuovere l’innovazione, accelerare la transizione verde e garantire l’indipendenza strategica». Urso ha richiamato le iniziative già in corso, tra cui il Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027 e il prossimo Fondo IPCEI sulle biotecnologie. Il ministro ha anche sottolineato la necessità di agire su più fronti: incentivi fiscali, semplificazioni amministrative, formazione e attrazione di talenti per colmare il divario tra innovazione e mercato.
I numeri del biotech italiano: crescita, occupazione e impatto sul PIL
Il nuovo report presentato da Assobiotec, frutto di un’analisi dei codici ATECO e della stima della quota biotech nei diversi comparti industriali, offre un’istantanea aggiornata del settore:
- Fatturato 2023: oltre 47,5 miliardi di euro, pari al 2,23% del PIL nazionale.
- Imprese attive: 4.888, con una prevalenza di microimprese (54%) ma anche una presenza significativa di grandi realtà (20%).
- Occupazione: circa 80.000 addetti, concentrati in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
- Distribuzione geografica: il Nord Italia genera il 73% del valore prodotto e ospita il 48% delle imprese.
Questi dati confermano il ruolo delle biotecnologie come leva di sviluppo industriale e innovazione. «Negli Stati Uniti e in Cina il biotech è già un asset strategico – ha ricordato Greco –. Anche l’Europa sta seguendo questa direzione, e l’Italia deve saper cogliere l’opportunità, costruendo un ecosistema integrato che metta a sistema formazione, ricerca, produzione e accesso al mercato».
A Luigi Naldini l’Assobiotec Award 2025
Durante l’evento è stato conferito il premio Assobiotec Award 2025 a Luigi Naldini, Direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget) e professore all’Università Vita-Salute San Raffaele. Il riconoscimento – istituito nel 2008 – viene assegnato a figure di spicco nel campo della ricerca e dell’innovazione.
Naldini è stato premiato «per il contributo pionieristico alla cura delle malattie genetiche e oncologiche, per aver portato nel mondo l’eccellenza della ricerca italiana e per aver aperto la strada a una nuova era della medicina, più mirata e personalizzata»






