Contrattura, stiramento e strappo muscolare: sintomi, cause e cosa fare
Un dolore improvviso durante l’attività fisica o dopo un movimento brusco può essere il segnale di un infortunio muscolare.I casi più comuni sono tre: contrattura, stiramento e strappo muscolare. A spiegare le differenze è il dottor Lorenzo Virelli, fisiatra di Humanitas, sulle pagine del centro di ricerca.

Contrattura muscolare: sintomi e cause
La contrattura muscolare è una contrazione di fibre muscolari che tende a persistere, provocando tensione, rigidità e dolore. Si tratta di una risposta di difesa dell’organismo, che limita il movimento quando un muscolo è sollecitato oltre le sue capacità o quando serve proteggere un’articolazione che non lavora correttamente.
Le principali cause di contrattura muscolare sono: movimenti improvvisi e bruschi, sforzi eccessivi durante l’allenamento, mancanza di riscaldamento e stretching adeguati, problemi posturali mantenuti nel tempo, interventi chirurgici, stress emotivo e sedentarietà.
I sintomi più comuni sono tensione, rigidità, limitazione nei movimenti e difficoltà nell’uso del muscolo interessato.
Contrattura muscolare: cosa fare
Una contrattura lieve, legata all’attività fisica, di solito si risolve in pochi giorni con riposo e riduzione del carico. Continuare a praticare sport può invece peggiorare la condizione. Nei casi più seri, il fisiatra può prescrivere trattamenti manuali come la massoterapia decontratturante o terapie di calore (ad esempio tecarterapia o laser). La guarigione richiede spesso da tre a sette giorni. I tempi si allungano se non vengono rispettati i periodi di recupero.
Le contratture ricorrenti o croniche legate a problemi posturali richiedono invece una valutazione fisiatrica completa, con esame posturale e una pianificazione del trattamento.
Stiramento muscolare: sintomi e cause
Lo stiramento muscolare, o elongazione, consiste in un allungamento eccessivo delle fibre senza rottura. Si manifesta di solito durante attività sportiva o movimenti non controllati.
Le principali cause sono: attività senza adeguato riscaldamento, scarsa preparazione fisica rispetto allo sforzo, movimenti bruschi, squilibri posturali e muscolari e recupero insufficiente dopo sforzi o traumi.
Il sintomo principale è un dolore improvviso, legato a un movimento specifico, che si ripresenta se l’azione viene ripetuta. Alla palpazione, la zona risulta dolente. Possono essere presenti anche rigidità, indolenzimento e limitazione del movimento.
Cosa fare in caso di stiramento muscolare
La guarigione richiede in genere due settimane di riposo. È utile applicare ghiaccio per contenere dolore e infiammazione e, se necessario, assumere farmaci prescritti dal medico. Quando il dolore persiste, è intenso o accompagnato da gonfiore e lividi, è opportuno rivolgersi a uno specialista per una valutazione più approfondita.
Strappo muscolare: sintomi e classificazione
Lo strappo muscolare è una rottura di fibre causata da uno stiramento improvviso. Avviene quando il muscolo supera il proprio limite fisiologico di tensione. Le cause principali sono contrazioni brusche, movimenti scorretti o traumi diretti.
La classificazione distingue tre gradi di gravità:
- Primo grado: tensione muscolare, crampi o dolore lieve durante contrazione o allungamento. Non c’è perdita significativa di forza o movimento.
- Secondo grado: dolore immediato e intenso, con gonfiore, ecchimosi, riduzione della forza e limitazione funzionale.
- Terzo grado: rottura completa del muscolo, dolore molto intenso, gonfiore evidente, ampia ecchimosi per stravaso di sangue e impossibilità di usare il muscolo anche nei movimenti semplici.
Cosa fare in caso di strappo muscolare
La diagnosi richiede una valutazione clinica e, se necessario, esami strumentali come ecografia o risonanza magnetica. Il trattamento dipende dalla gravità e può includere:
- riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione (protocollo RICE)
- drenaggio dell’ematoma in caso di raccolta abbondante
- percorso riabilitativo per il recupero funzionale
- chirurgia nei casi più gravi.
Per gli strappi di primo grado è previsto un riposo relativo di circa due settimane, con terapie farmacologiche e fisioterapia prescritte dal medico. L’applicazione di ghiaccio per 15-20 minuti tre volte al giorno riduce dolore e infiammazione. Una fasciatura compressiva sostiene il muscolo e previene nuove perdite di sangue e sollevare la zona colpita favorisce il ritorno venoso, spiega lo specialista.
Negli strappi più gravi il riposo può prolungarsi fino a un mese o più e può essere necessario posticipare la riabilitazione. La fisioterapia include esercizi di stretching e mobilizzazione passiva nelle prime fasi, seguiti da carichi progressivi e, infine, esercizi ad alta richiesta funzionale per il ritorno all’attività sportiva.

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