Ricerca e gender gap: donne ancora escluse dalla scienza. L’analisi di Monica Calamai
Le donne continuano ad essere sottorappresentate nel campo della scienza ed affrontano barriere che ostacolano il loro pieno coinvolgimento. Le donne sono spesso escluse dai ruoli di leadership nelle università e nelle aziende tecnologiche. Un Report del 2021 riporta che sono donne il 55% degli studenti universitari, il 44% degli iscritti ai dottorati e solo il 35% degli scienziati. Inoltre le scienziate tendono a guadagnare meno rispetto ai loro colleghi maschi. Nel campo della ricerca si osserva anche una ingente disparità nell’accesso ai fondi: uno studio ha rilevato che solo il 22% delle sovvenzioni è stato assegnato a ricercatrici, nonostante queste rappresentassero il 30% delle candidature.
Esistono pregiudizi di genere anche nel processo di revisione della pubblicazione di articoli scientifici. Uno studio del 2018 riporta che solo il 35,8% degli autori sono donne ed il 18,4% degli articoli citati presentano un corresponding author donna. Le donne sono scarsamente rappresentate anche quando vengono assegnate premialità: fino al 2023 solo 61 donne hanno vinto un Nobel, contro più di 900 uomini. Numerose donne non hanno vinto il Premio Nobel, nonostante i loro straordinari contributi alla scienza, basti citare Rosalind Franklin che ha svolto un ruolo fondamentale nella scoperta della struttura del DNA. Il Premio Nobel per la Medicina del 1962 fu assegnato ai colleghi Watson, Crick e Wilkins.
Diversi organismi internazionali promuovono attivamente l’inclusione delle donne: tra tanti l’UNESCO (Donne nella Scienza), e l’UE (Horizon Europe) stanno introducendo misure concrete per favorire la partecipazione femminile alla ricerca. In Italia, enti come il CNR e le Università promuovono politiche per ridurre il gender gap, incentivando la partecipazione a reti internazionali, anche attraverso il Gender Equality Plan.
È possibile affermare che alla base della ricerca ci sia la curiosità continua a quei mondi sconosciuti, a quei territori ancora non battuti, il tutto alimentato dal fuoco della passione per lo studio ed il progresso. La ricerca non è che la sorella dell’innovazione e con questa concorre allo sviluppo ed al cammino della comunità scientifica e della comunità più in generale. La ricerca e l’innovazione non hanno genere. Non sono caratteristiche legate a specifiche identità, ma rappresentano un campo aperto a chiunque voglia contribuire con la propria intelligenza, impegno e creatività.
Monica Calamai
Direttrice Generale AUSL di Ferrara
Coordinatrice della Community “Donne Protagoniste in Sanità”
Riferimenti bibliografici
[1] Schneegans Susan, Straza Tiffany, Lewis Jake Science Report: The race against time for smarter development. UNESCO (2021)
[2] National Science Foundation (2022) – https://new.nsf.gov/about/performance/strategic-plan
[3] European Research Council (2019) – https://erc.europa.eu/news/StG-recipients-2019
[4] Royal Society of Chemistry, Diversity landscape of the chemical science (2018)










