Il 20 % dei ricoveri è causato da eventi cardiovascolari: il lunedì è il giorno più a rischio per il cuore
Secondo l’ultimo Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, un quarto degli italiani (25,6%), tra i 35 e i 74 anni, soffre di ipercolesterolemia. La prevalenza è maggiore tra le donne e nel Nord d’Italia. Ogni anno sono circa 400mila le ospedalizzazioni per eventi cardiovascolari (il 20% dei ricoveri totali in regime ordinario).
Inoltre dai dati emerge un divario persistente tra nord e sud del nostro Paese, non solo in termini di incidenza, ma anche nella qualità e tempestività dell’assistenza. Se al nord si concentrano più diagnosi di ipercolesterolemia, al sud aumentano le complicanze tardive legate alla mancanza di controlli regolari e accesso agli specialisti.
Una nuova ricerca IQVIA Italia si focalizza, invece, sull’aderenza terapeutica. Un paziente su tre, dopo un evento cardiovascolare non segue correttamente le terapie prescritte né si sottopone ai controlli raccomandati. Il 28% non conosce i propri valori di colesterolo LDL e oltre la metà (58%) non conosce il valore target da raggiungere.
La ricerca rientra nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione, accompagnata da un’installazione, inaugurata di recente a Milano, in Piazza XXV Aprile. L’opera raffigura due mani disallineate che si incastrano formando un cuore. “Da Quore a Cuore” è promossa da Novartis con il patrocinio dell’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci (AISC) e della Fondazione Italiana per il Cuore (FIPC).
La scelta di collocare l’installazione in un lunedì non è casuale: è il giorno della settimana in cui si registra il maggior numero di infarti. La campagna prevede anche incontri gratuiti in diverse città italiane per promuovere la prevenzione, l’aderenza terapeutica e la consapevolezza sull’importanza del monitoraggio e delle visite periodiche.
La sfida delle malattie cardiovascolari
“Dobbiamo garantire aderenza, monitoraggio e semplicità nei percorsi di cura – ha ricordato Gianfranco Sinagra, Presidente Eletto della Società Italiana di Cardiologia (SIC) – valorizzando anche quelle soluzioni terapeutiche con frequenza di somministrazione e tollerabilità vicine alle esigenze del paziente”.
“Il territorio può diventare un alleato o un ostacolo nella prevenzione e per questo serve una presenza capillare, in grado di accompagnare i pazienti prima, durante e dopo l’evento acuto. Accanto alla rete assistenziale – ha spiegato Fabrizio Oliva, Past President Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) – oggi abbiamo a disposizione trattamenti innovativi che, se resi accessibili ovunque, possono contribuire a colmare il divario territoriale, migliorando l’efficacia della prevenzione secondaria anche nelle aree più fragili”.
“Il fenomeno dei pazienti fuori dal percorso di cura ci dice che oltre a prescrivere una terapia – ha sottolineato Alberico Catapano, Presidente della Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA) – serve creare le condizioni perché venga poi seguita. L’aderenza nasce da una relazione di fiducia e anche dalla possibilità di accedere a soluzioni terapeutiche innovative più semplici da seguire e più efficaci nel lungo periodo”.
I risvolti psicologici
La ricerca IQVIA Italia ha rilevato come molti pazienti vivano la propria condizione con ansia, paura del giudizio e difficoltà a comunicare. Quasi il 40% dei pazienti dichiara di non aver compreso con chiarezza le informazioni fornite dal medico sul rischio cardiovascolare, come prevenirlo e sulle terapie. Tra i pazienti meno coinvolti nel percorso di cura il 51% non assume regolarmente i farmaci e circa il 40% ha interrotto la terapia per sfiducia.
“Quando un paziente si chiude, anche il miglior farmaco smette di funzionare. Ecco perché serve ascolto e percorsi pensati per accogliere, non per colpevolizzare. In questo – ha osservato Giulia Levrero, Delegato Associazione Italiana Scompensati Cardiaci (AISC) – lo specialista e il medico di medicina generale possono essere figure chiavi che in questa campagna li vedrà coinvolti proprio per ricostruire un ponte con chi oggi si sente escluso”.
Di lunedì il cuore è più a rischio: aumentano gli eventi cardiovascolari
Secondo uno studio della British Cardiovascular Society, il lunedì è il giorno in cui si registra il maggior numero di infarti gravi (STEMI), con un incremento del 13% rispetto agli altri giorni della settimana. Un dato che trova conferma anche in Italia, dove lo stress, le abitudini irregolari e la trascuratezza del weekend si fanno sentire proprio all’inizio della settimana.
“La prevenzione cardiovascolare rientra nel concetto di cultura della salute – ha precisato Emanuela Folco, Presidente Fondazione Italiana per il Cuore (FIPC) – e inizia da scelte quotidiane più consapevoli che possono fare davvero la differenza in ogni piccolo gesto. Per questo è fondamentale aiutare le persone a capire, agire e mantenere nel tempo comportamenti salutari”.










