Cancro alla prostata, supererà il seno in UK: i dati ufficiali e la situazione in Italia
Ogni due minuti un cittadino britannico riceverà una diagnosi di cancro e in quindici anni si arriverà a 6,3 milioni di nuovi casi. Le previsioni diffuse da One Cancer Voice, una coalizione di 60 associazioni oncologiche del Regno Unito, indicano che entro il 2040 il cancro alla prostata diventerà la neoplasia più frequente, con circa un milione di nuove diagnosi, superando il carcinoma mammario, fermo a 906mila casi, e quello polmonare, previsto a 821mila. Complessivamente, in Gran Bretagna l’aumento stimato di tutte le neoplasie è del 14,2% nei prossimi 15 anni.

Tumori in crescita anche in Italia
La situazione italiana non è molto diversa, secondo i dati dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). Le stime parlano dell’1% in più ogni anno, in linea con il Regno Unito. Dall’altra parte, oggi gli screening per la diagnosi precoce e le nuove terapie salvano milioni di vite. Da qui l’importanza di investire in prevenzione primaria e secondaria, per garantire anche la sostenibilità dei sistemi sanitari pubblici, come sottolineano gli esperti.
Neoplasie più diffuse
Secondo il volume “I numeri del cancro in Italia 2024” (fonte:), nel 2023 nel nostro Paese sono stati registrati 390.100 nuovi casi di tumore, di cui 214.500 negli uomini e 175.600 nelle donne.
Il tumore al seno resta il più diagnosticato, con 53.686 casi nel 2023, seguito dal carcinoma del colon-retto con 48.706 diagnosi, dal tumore del polmone con 44.831, dal cancro alla prostata con 40.192 e dalla vescica con 31.016.
Negli uomini le neoplasie più comuni sono prostata, polmone, colon-retto e vescica. Nelle donne mammella, colon-retto, polmone, endometrio e tiroide. Le principali cause di morte restano i tumori del polmone, del colon-retto, della mammella, del pancreas e dello stomaco.
Perché aumentano i casi di cancro
L’incremento delle diagnosi è legato soprattutto all’invecchiamento della popolazione, perché sono più frequenti in età avanzata. Inoltre aumentano i fattori di rischio ambientali e gli stili di vita scorretti. Tra questi: fumo, obesità, sovrappeso, sedentarietà, cattiva alimentazione e l’esposizione a inquinamento. L’aumento delle diagnosi è anche legato alle nuove tecnologie in grado di fornire diagnosi più precise e tempestive.
Cancro alla prostata e diffusione del test del Psa
La crescita delle diagnosi di cancro alla prostata è frutto della diffusione del test del Psa. Questo esame del sangue individua il carcinoma agli stadi iniziali, consentendo nel 90% dei casi di individuare la malattia quando è ancora localizzata.
Tuttavia, il test porta con sé il rischio della sovradiagnosi. Infatti, alcuni tumori iniziali e poco aggressivi potrebbero non avere alcun impatto sull’aspettativa di vita. Per questo, in alcuni casi, il monitoraggio può essere una opzione, per evitare trattamenti invasivi che potrebbero compromettere la qualità della vita.
Sopravvivenza in aumento
Insieme alle diagnosi aumenta la sopravvivenza. In Italia, le persone che vivono dopo una diagnosi di cancro sono quasi 3,7 milioni di, pari al 6,2% della popolazione. Anche la mortalità nei giovani adulti tra i 20 e i 49 anni diminuisce, soprattutto per i tumori polmonari, anche se aumentano i casi prima dei 50 anni.
Oggi la metà dei pazienti oncologici ha la stessa aspettativa di vita di chi non sviluppa un tumore. Eppure, l’adesione agli screening gratuiti offerti dal Servizio Sanitario nazionale resta ancora bassa.







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