Bullismo e cyberbullismo: subisce 1 ragazzo su 5, fenomeno in crescita secondo l’Istat
In Italia un ragazzo su cinque è vittima di bullismo e i numeri sono in crescita. Il dato emerge dal nuovo rapporto Istat che ha coinvolto i giovani tra gli 11 e i 19 anni. Secondo l’analisi, il 21% del campione, pari a circa un milione di adolescenti, ha subito atti di prevaricazione continuativa, fisica, verbale o psicologica, più volte al mese. Il campione, composto da 39.214 giovani, è rappresentativo dei 5,14 milioni di ragazzi italiani in quella fascia d’età. Il rapporto è stato presentato a Palazzo Chigi, durante un incontro con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha definito il bullismo un “fenomeno drammaticamente in crescita ”.
L’urgenza è testimoniata anche dai casi di cronaca. In provincia di Reggio Emilia, una ragazza di 14 anni è stata aggredita da un gruppo di coetanee. Le autrici hanno filmato il pestaggio e condiviso il video sui social, mentre la vittima ha riportato lesioni con sei giorni di prognosi. L’episodio è stato denunciato dai genitori.
Comportamenti ostili, il 68,5% dei ragazzi ne ha subiti almeno uno in un anno
Il 68,5% dei giovani tra gli 11 e i 19 anni dichiara di aver subito almeno un episodio di comportamento offensivo, aggressivo, diffamatorio o di esclusione, sia online sia offline, nei dodici mesi precedenti all’indagine. Tra questi, l’8% ha indicato di subire episodi più volte a settimana. I più esposti sono i ragazzi più giovani: tra gli 11 e i 13 anni, il 23,7% è vittima di bullismo ripetuto, contro il 19,8% nella fascia 14-19 anni.
Per quanto riguarda il genere, le differenze sono contenute: il 21,5% dei maschi è vittima di bullismo contro il 20,5% delle femmine. Le modalità variano: nei maschi prevalgono offese e insulti (16%, contro il 12,3% delle femmine), mentre tra le ragazze l’esclusione sociale è più frequente (12% contro l’8,5% dei maschi). Il fenomeno presenta una forte variabilità territoriale: il 71% dei ragazzi residenti nel Nord-Ovest ha subito comportamenti ostili nell’ultimo anno, contro il 66,5% di chi vive nel Mezzogiorno. Gli episodi ripetuti sono più frequenti nel Nord-Est (22,1%) e nel Nord-Ovest (21,6%) rispetto al Sud (20%).
I ragazzi stranieri sono più esposti: colpiti quasi tre su dieci
I ragazzi stranieri risultano maggiormente colpiti da episodi di bullismo e comportamenti ostili. Il 26,8% dichiara di essere stato vittima in modo continuativo. Tra le nazionalità più coinvolte, i giovani di origine romena e ucraina presentano i tassi più alti: rispettivamente il 29,2% e il 27,8%. Il dato mostra come la componente discriminatoria sia presente, in modo strutturale, nelle dinamiche di esclusione tra pari.
Cyberbullismo, colpito il 34% degli adolescenti italiani
Un giovane su tre ha subito almeno un episodio di cyberbullismo. Secondo il report, il 34% dei ragazzi tra 11 e 19 anni è stato vittima di messaggi offensivi, foto umilianti, insulti via SMS, email, chat o social network. In questo ambito, l’8,9% dei maschi ha subito episodi ripetuti online più volte al mese, contro il 6,6% delle femmine. Il fenomeno cresce con la diffusione degli strumenti digitali e l’esposizione precoce alle piattaforme. La questione è considerata prioritaria anche dalle istituzioni europee.
Valditara: «Una pausa dallo smartphone può aiutare»
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha sottolineato come bullismo e cyberbullismo siano “in crescita drammatica” e ha richiamato l’attenzione sulle responsabilità educative legate all’uso degli smartphone. «Il cellulare stimola anche aggressività, tante ricerche lo stanno dimostrando. Una pausa o un uso più corretto ed equilibrato dello smartphone significa anche affrontare questo problema crescente», ha dichiarato. Il ministro ha ricordato la presenza in Parlamento di un disegno di legge per limitare l’uso dei social ai minori di 15 anni, con l’obiettivo di arginare l’esposizione a dinamiche violente online.
Caffo (Telefono Azzurro): «Fenomeno sottostimato, servono più strumenti»
Per Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, i dati Istat rappresentano solo una parte del fenomeno. «Assistiamo a un forte spostamento del fenomeno sul digitale e occorre considerare che molto dipende dalle capacità di rilevazione che vengono attivate», ha detto. Secondo Caffo, in molti contesti persiste una forte paura di denunciare, con un conseguente sommerso che sfugge alle statistiche. Le segnalazioni al numero 114 – Emergenza infanzia, servizio gestito da Telefono Azzurro – sono state 104 per casi di bullismo e 14 per cyberbullismo nel 2024. Tra i minori coinvolti, alcuni avevano solo 5 anni. «I ragazzi hanno bisogno di un aiuto tempestivo, risposte qualificate e che sappiano essere vicine a loro», ha aggiunto.
Save the Children: «Serve educazione digitale obbligatoria»
Giorgia D’Errico, direttrice Relazioni istituzionali di Save the Children, ha commentato i dati Istat sottolineando la necessità di interventi strutturati. «Per contrastare efficacemente il cyberbullismo e le altre forme di violenza tra pari è fondamentale rafforzare le azioni di prevenzione, anche attraverso la formazione degli insegnanti e l’informazione delle famiglie», ha dichiarato. Secondo Save the Children, è urgente riconoscere l’educazione digitale come strumento essenziale per la crescita e la cittadinanza attiva dei ragazzi.










